Torna a risuonare la voce dell’organo Serassi 1836 del Santuario di Castelleone

Nella serata del 28 settembre, presso il Santuario della B.V. della Misericordia a Castelleone, si è tenuto il concerto di inaugurazione per il restauro dell’Organo Serassi 1836.  L’operazione di recupero, come ha ricordato il parroco don Giambattista Piacentini, è stata resa possibile grazie alla Conferenza Episcopale Italiana con un contributo dai fondi dell’Otto per Mille, alla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona e a don Antonio Bandirali con i suoi genitori che hanno voluto onorare e ricordare il fratello e il figlio Daniele.

Prima dell’inizio del concerto Marco Ruggeri, consulente diocesano per i restauri degli organi, ha ripercorso la vicenda dell’organo del Santuario, già interessato da un primo importante intervento nel 1980 con il ripristino della  struttura coerente con il progetto Serassi. Con il restauro attuale lo strumento recupera integralmente la sua forma originale e le sue peculiari sonorità.  Inoltre si è provveduto anche al recupero e al restauro della cassa – cantoria.

 

I lavori sullo  strumento sono stati eseguti dall’organaro Pietro Corna, mentre il restauro della cassa e della cantoria lignea sono stati affidati al restauratore Gabriele Chinellato. L’operazione di restauto del Serassi del Santuario mariano di Castelleone assume una rilevanza considerevole dal momento che nella diocesi di Cremona sono conservati solo quattro altri organi Serassi.

Il concerto prevedeva una prima parte con programma organistico con brani  eseguiti dal maestro Marco Molaschi e una seconda parte per coro e organo con la partecipazione della Schola Cantorum Ettore Rancati di Castelleone, diretta dal maestro Davide Massimo. I brani di Bach, Haydn, Petrali, Barbieri, Mozart, Franck, Rancati e Perosi hanno saputo emozionare e coinvolgere il numeroso pubblico presente.

Il prossimo 19 ottobre si terrà un altro concerto, sempre al Santuario, per organo e orchestra d’archi con musiche di Bach e di Pergolesi sempre in memoria di Daniele Bandirali.




Illustrato alla stampa il nuovo Museo Verticale del Torrazzo: domenica l’inaugurazione

Nella mattinata di giovedì 8 novembre è stato presentato in anteprima alla stampa il nuovo Museo verticale del Torrazzo. La nuovissima esposizione, curata nell’allestimento e impreziosita da un progetto grafico moderno capace di accompagnare la visita, sarà inaugurata ufficialmente domenica 11 novembre, alle 15.30, con l’inaugurazione presso il Battistero alla presenza del vescovo Antonio Napolioni e seguita da una visita guidata in anteprima.

Alla conferenza stampa – moderata dal direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, don Enrico Maggi – sono intervenuti l’incaricato diocesano per i Beni culturali ed ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, e il progettista, architetto Fabio Bosio. È seguita una visita guidata alle nuove sale a cura del prof. Alessandro Maianti, consulente tecnico per l’allestimento del Museo verticale.

 

Ogni anno circa 80mila persone staccano il biglietto per salire sul Torrazzo. La torre campanaria della Cattedrale di Cremona è il simbolo della Diocesi e – insieme ai violini di Stradivari – della città. I turisti non si lasciano scoraggiare dai 502 gradini per godere di un panorama che porta lo sguardo dai tetti e dalle piazze del centro storico a perdersi nelle campagne.

Ma oltre alla curiosità, la salita al Torrazzo offre ora anche nuovi e sorprendenti motivi di interesse. La torre campanaria della Cattedrale diventa infatti un vero e proprio Museo Verticale dedicato alla misurazione del tempo, un tema offerto dal grande orologio astronomico che domina la piazza, e che offrirà una nuova occasione didattica per affiancare l’esperienza storico–artistica con il sapere scientifico.

In particolare l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi proporrà percorsi didattici specifici alle scuole, in cui la storia, i significati religiosi e le meraviglie artistiche si intrecceranno con lo straordinario cammino della ricerca scientifica che nei secoli ha allargato i confini della città al mondo e alla scoperta dei grandi moti dell’universo.

Photogallery della presentazione

 

Il percorso con tre nuove sale

Il Torrazzo è a tutti gli effetti uno dei monumenti che meglio simboleggia la città di Cremona: è infatti la torre campanaria medievale più alta d’Europa (m 112,54).

La sua struttura esemplifica l’estrema accuratezza delle antiche tecniche di costruzione ed è considerata un perfetto connubio tra stili architettonici estremamente diversi tra di loro.

Il Torrazzo però non costituisce un monumento unico solo dal punto di vista architettonico: il suo orologio astronomico è considerato uno dei maggiori capolavori della meccanica antica. Ad eccezione del pendolo, ancora oggi conserva intatto il proprio meccanismo primitivo, commissionato ai due ingegneri cremonesi Giovanni Francesco e Giovanni Battista Divizioli nel 1582. È considerato inoltre uno degli orologi più grandi al mondo, poiché il diametro del quadrante supera abbondantemente gli 8 metri. Nella Sala del Quadrante e nella Sala del Meccanismo è possibile ammirare tutte le caratteristiche del funzionamento.

Inoltre, grazie al nuovo Museo Verticale, vengono approfondite alcune tematiche collegate allo studio dell’orologio. Per esempio, nella Sala della Misura del Tempo viene illustrata la storia della percezione umana del tempo mediante la ricostruzione di strumenti di misura antichi, varie tipologie di orologi ed interessanti contenuti multimediali.

È esposta inoltre la ricostruzione in scala ridotta dell’Artificio di Toledo, l’opera più famosa del talentuoso ingegnere cremonese Janello Torriani (Cremona, 1500 circa – Toledo, 1585)

La Sala dell’Astronomia è dedicata allo studio dei corpi celesti. All’interno, grazie alle particolari caratteristiche costruttive del Torrazzo, si trova una fantastica installazione del Pendolo di Foucault. La sua oscillazione è la dimostrazione scientifica della rotazione della Terra.

Infine, raggiungendo la sommità della torre, si gode una magnifica vista della città. Si individuano facilmente gli edifici più antichi, i campanili e le zone riqualificate negli ultimi secoli, ripercorrendo le tappe evolutive del nucleo urbano. Nelle giornate particolarmente limpide, il panorama mozzafiato spazia dalla Pianura, dove scorre lento il fiume Po, fino alle Alpi innevate, lasciando immagini impresse nella memoria di grandi e bambini.

Francesca Campana
Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici-Diocesi di Cremona
Guida turistica

 

 Le viste: orari e biglietti

Mattina: dalle 10,00 alle 13,00 – Pomeriggio: dalle 14,30 alle 18,00 (ultimo ingresso 30 minuti prima che il Torrazzo chiuda. Natale, Pasqua, ogni lunedì di Gennaio e Febbraio chiuso)

Ingresso intero: Torrazzo € 5,00; Torrazzo e Battistero € 6,00

Ingresso ridotto*: Torrazzo € 4,00; Torrazzo e Battistero € 5,00

* Gruppi scolastici in viaggio d’istruzione, gruppi costituiti da più di 15 persone, over 65, possessori di Welcome Card.

 

I protagonisti del progetto

UFFICI CURIA
Ragioneria
Beni Culturali
Comunicazioni Sociali

SOPRINTENDENZA
Dott. Gabriele Barucca
Arch. Fiona Colucci
Arch. Laura Balboni

CONTRIBUTO ECONOMICO
Fondazione comunitaria
Associazione Battistero

PROFESSIONISTI
Arch. Fabio Bosio
Ing. Farina
Ing. Tamburelli

COMODANTI OPERE
Grisoli Pieraugusto
Maianti Alessandro
Bassani Giancarlo
Consorzio Irrigazioni Cremonesi
Comune di Ostiano
Parrocchia di S. Agostino di Cremona
Comune di Cremona (filmato Torriani)
Fam. Ferdinando Giordano (archeoclub Cremona)

ARTIGIANI
Opere di falegnameria: PABOR srl (Pessina Cremonese) e Alessandro Bergamaschi (Ostiano)
Opere da fabbro: Oreste Vezzosi (Gussola)
Opere in vetro: Vetraria Cremonese snc (Cremona)
Pannelli museali: Seri-Art srl (Cremona)
Impianti elettrici: Impianti Tonghini srl

Grafica a cura di Paolo Mazzini
Traduzioni a cura di Christopher D’Guerra




Tre concerto per il restauro dell’organo della chiesa di S. Agostino

Nella serata di venerdì 15 novembre sarà presentato a Cremona il restauro dell’organo Tezani-Bossi (1533-1853) della chiesa di S. Agostino, realizzato da Pietro Corna di Leffe (Bg) e seguito dal maestro Marco Ruggeri, consulente per gli organi presso l’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici. Saranno loro a intervenire nel momento di presentazione insieme al maestro Paolo Bottini, organista di S. Agostino.

L’organo, costruito da Francesco Bossi nel 1852-53 ed inaugurato da Vincenzo Petrali il 16 giugno 1853, contiene un consistente nucleo di canne dell’organo edificato da Nicolò Tezani nel 1533, che rappresenta il materiale fonico più antico della diocesi di Cremona.

La cassa lignea di autore non noto è risalente all’organo di Tezani, con un prospetto di canne articolato in tre campate (11+9+11) di cui le laterali edificate da Francesco Bossi, mentre la centrale è attribuibile a Tezani. Lo strumento – con tastiera di 69 tasti – contiene 2351 canne, di cui 179 di legno.

Il restauro è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Comunitaria Cariplo e al Fondo dell’8 per mille della Conferenza Episcopale Italiana.

Il “nuovo” organo sarà valorizzato anche nelle successive tre domeniche con i vespri musicali delle 16.30. Il 17 novembre all’organo Marco Ruggeri, il 24 Isidoro Gusperti insieme all’ensamble “Il continuo” e il 1° dicembre con Paolo Bottini.

 

Locandina degli eventi

Presentazione dettagliata degli appuntamenti




Gli affreschi del Campi tornano a splendere nella chiesa di San Bassiano (GALLERY)

Fervono i lavori di restauro delle 11 campate affrescate da Bernardino Campi all’interno della chiesa di San Bassiano a Pizzighettone.

Photogallery

Di insediamento antico (sono state rinvenute tracce di muratura tardo romaniche e paleocristiane; il 1158 invece è la data a cui si fa risalire l’edificazione della chiesa secondo l’attuale schema basilicale a tre navate con abside ad opera di profughi lodigiani), la chiesa è stata interessata da numerosi interventi che, tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, hanno assunto una notevole portata con la rivisitazione sia dell’esterno che dell’interno della Chiesa. All’interno, spiccano i lavori eseguiti dal Campi intorno al 1540. Sono del Campi la controfacciata e le immagini dei profeti che affrescano le 11 campate della navata centrale. Proprio queste sono oggetto del restauro partito a febbraio e di cui si stima il completamento non prima della primavera 2020.

Dei “lavori in corso” in dettaglio è il parroco di Pizzighettone, don Andrea Bastoni, a parlare: «Negli anni scorsi la chiesa è stata interessata da un’importante opera di consolidamento della navata centrale. Dopo questo intervento strutturale, si è scelto di proseguire nella sistemazione della zona centrale per permettere il recupero e la valorizzazione dei tondi cinquecenteschi del Campi raffiguranti i profeti, anche in considerazione del benestare ricevuto dalla Sovrintendenza di Mantova che monitora ogni passaggio dei lavori».

Da febbraio ad oggi sono state restaurate 3 delle 11 campate grazie al lavoro dello Studio Blu Restauri di Cremona e Castel Goffredo. La differenza dopo il lavoro di restauro si fa già notare: i tondi ripuliti permettono di ammirare l’abilità artistica tipica del Campi di caratterizzare i dettagli del corpo e dell’espressione, ma anche di apprezzare i clori degli abiti. Il lavoro di restauro, infatti, è consistito nella completa ripulitura degli affreschi dalla polvere e dalla sporcizia depositate nei secoli e nel reintegro delle parti di colore mancanti.

L’intero lavoro di restauro costerà circa 80mila euro e la Parrocchia, che sta ancora facendo fronte al mutuo accesso per sostenere il precedente intervento, ha avviato una campagna di sensibilizzazione verso la popolazione, invitando privati, associazioni e aziende a farsi carico di una campata. «Fortunatamente la risposta è stata positiva” ha dichiarato don Bastoni «e questo ci lascia ben sperare per il futuro».

Nel futuro della chiesa, in termini di restauri, le opere sono ancora molte. Basti pensare che anche le navate laterali e l’abside avrebbero bisogno di un intervento di consolidamento così come è avvenuto per la navata centrale. Nell’immediato, però, è stato avviato un progetto per restaurare tre formelle in marmo, così da ripristinare alcune parti in marmo mancanti e ripulire le opere, che si trovano all’interno della cappella della Vergine del Rosario. Le formelle raffigurano l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei Magi.




La chiesa di San Vincenzo in via Palestro tornerà all’antico splendore

La Chiesa di San Vincenzo, nella centrale via Palestro a Cremona, sarà ristrutturata grazie ai contributi Cariplo, erogati attraverso la Fondazione Comunitaria, e al finanziamento dell’8xmille della Cei. Dopo l’estate partiranno i lavori per riportare la facciata della chiesa all’antico splendore.

Si tratta di un intervento importante, quantificato in poco meno di 300 mila euro. La spesa sarà sostenuta per 150mila euro grazie ai fondi Cariplo e per altri 130 mila con i fondi dell’8xmille. La spesa restante sarà sostenuta dall’unità pastorale di Sant’Agata e Sant’Ilario.

Sempre in questi ultimi giorni un altro decreto della Cei ha confermato lo stanziamento anche di 160 mila euro come contributo per il rifacimento del testo della chiesa di San Zeno a Cassano d’Adda.




Giornate d’autunno dei FAI, Palazzo Mina Bolzesi apre le porte

Sono iniziate nella giornata di oggi, giovedì 3 ottobre, le operazioni per il trasporto di due preziose statue di scuola Canova da Palazzo Mina Bolzesi, di proprietà del Seminario Vescovile della Diocesi di Cremona, alle Gallerie d’Italia di Milano, dove le due opere saranno in prestito per la mostra Canova – Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna.

Le due statue per cui il Ministero dei Beni Culturali ha dato autorizzazione al prestito sono due marmi scolpiti da Camillo Pacetti (un Ganimede con l’aquila di Giove) e Gaetano Monti (Tersicore danzante), entrambi allievi di Antonio Canova attivi tra XVIII e XIX secolo.

La mostra milanese (25 ottobre 2019 – 15 marzo 2020), realizzata grazie alla collaborazione del Thorvaldsens Museum di Copenaghen e del Museo Ermitage di San Pietroburgo, e grazie a numerosi prestiti giunti da diverse parti d’Italia, offrirà una preziosa occasione per ammirare le opere del Canova e del danese Thorvaldsen, e studiarne la straordinaria influenza sull’arte scultorea a partire dagli anni a cavallo tra Sette e Ottocento.

Le immagini della messa in sicurezza per il trasferimento

 

Intanto di Palazzo Mina Bolzesi si parla anche in vista delle Giornate di Autunno del Fai, l’iniziativa che consentirà di accedere a monumenti e luoghi storici abitualmente non aperti al pubblico. La delegazione del Fondo Ambiente italiano di Cremona ha annunciato che tra i luoghi visitabili nel weekend del 12 e 13 ottobre 2019 c’è infatti proprio lo splendido palazzo di proprietà del Seminario in via Platina, con la sala dipinta da Giuseppe Diotti, l’ampio giardino e la ghiacciaia.

Presso Palazzo Mina Bolzesi, nella giornata di domenica, alle ore 11, 15 e 16, ci sarà la possibilità di visitare i locali dell’Academia Cremonensis e di conoscere l’importanza del patrimonio musicale cremonese attraverso le visite guidate condotte dal dr. Massimo Lucchi. Le visite sono limitate agli iscritti FAI e solo su prenotazione, scrivendo a cremona@delegazionefai.fondoambiente.it entro venerdì 11 ottobre.

Le aperture prevedono il coinvolgimento dei volontari della Delegazione FAI e del Gruppo FAI Giovani di Cremona, dei volontari della Protezione Civile, delle associazioni Atlante, Eridanus e Cardo VII, dei volontari di Cremona Sotterranea e degli studenti provenienti dai licei G. Aselli, S. Anguissola, dall’I.I.S. A. Stradivari e dall’I.I.S. L. Einaudi.