La mappa dei cantieri che salvano i tesori della diocesi

Tirando le somme, il contributo annuale che arriva dall’8xmille della Cei per le attività diocesane legate ai beni culturali e all’edilizia di culto si aggira attorno al milione di euro. I cantieri aprono e chiudono continuamente in tutte le zone della diocesi.

Tetti, facciate e campanili delle chiese parrocchiali e dei santuari, impianti di sicurezza e videosorveglianza, contributi per l’allestimento dei musei, la manutenzione delle biblioteche, la conservazione degli archivi e ristrutturazione o nuove realizzazioni di oratori (dai fondi per l’edilizia di culto sono arrivati circa 950 mila euro per quello di Castelleone dal 2013 e poco più di 200 mila dal 2014 per quello di Torre de’ Picenardi, mentre a Caravaggio si attendono i contributi per il secondo e terzo lotto di lavori).

«Abbiamo tante opere, tante strutture e tanti edifici – spiega l’incaricato diocesano don Gianluca Gaiardi – e il tema della manutenzione ordinaria e straordinaria di questo patrimonio è molto complesso». In molti casi troppo per l’organizzazione e le risorse delle parrocchie. «Di solito – continua – ci si muove per affrontare le urgenze, mentre occorre un sistema più ordinato di programmazione condiviso con l’Ufficio da parroci, tecnici parrocchiali, consigli per gli affari economici». Così valutazione delle priorità, progetti finanziari, studi di fattibilità saranno al centro degli incontri di formazione che nelle prossime settimane saranno proposti nelle zone ai collaboratori con ruoli di amministrazione negli oratori, nei consigli pastorali e parrocchiali. «Si tratta di porre gli obiettivi pastorali legati a strutture e ambienti ad un piano di sostenibilità economica e amministrativa».
Anche quest’anno la diocesi ha presentato alla Cei una serie di progetti in attesa di approvazione per l’erogazione di contributi dall’8xmille tra cui il restauro conservativo della facciata nord della Cattedrale, dove nel frattempo sono al via il rinnovamento l’impianto di illuminazione (con il contributo anche di Banca di Piacenza e Centropadane)e la ristrutturazione della cappella di Santa Caterina. Nel Santuario di Caravaggio, invece, hanno fatto capolino i ponteggi per il recupero degli affreschi del transetto nord, opere del Cavenaghi e del Moriggia. Anche in Seminario i fondi annuali concorrono alla progettazione di un nuovo allestimento per il Museo e al restauro di opere storiche. Come la «Deposizione» di Calvaert, che sarà presentata domani in Seminario alle 16.30 nel primo incontro del ciclo «Dentro al dipinto 2019».




Presentata la mostra fotografica e documentaria sulla chiesa di S. Omobono (audio e video)

La mostra fotografica sulla chiesa dei SS. Egidio ed Omobono di Cremona è stata inaugurata nella mattinata di sabato 9 novembre presso la sala Puerari del Museo di Cremona.

Alla presentazione della mostra oltre che al fotografo Giuliano Regis e alla curatrice del corredo esplicativo e narrativo della mostra Sonia Tassini, erano presenti anche l’assessore ai sistemi culturali del Comune di Cremona Luca Burgazzi, il presidente dell’A.D.A.F.A. gruppo fotografico cremonese Giovanni Fasani insieme a don Gianluca Gaiardi incaricato diocesano dell’ufficio diocesano dei beni culturali della diocesi e Raffaella Barbierato direttrice della Biblioteca Statale di Cremona.

Una mostra sulla chiesa di Sant'Omobono

Presentata la mostra fotografica e documentaria sulla chiesa di S. Omobono Sabato 9 novembre in Sala Puerari presso Cremona Musei l'inaugurazione ufficiale. Ecco le interviste dell'incaricato diocesano dei Beni Culturali don Gianluca Gaiardi e Raffaella Barbierato della Biblioteca Statale di CremonatecaAl link 👇🏻 l'articolo le foto e tutti gli altri interventi della presentazionehttps://www.diocesidicremona.it/blog/presentata-la-mostra-fotografica-e-documentaria-sulla-chiesa-di-s-omobono-audio-11-11-2019.html

Pubblicato da Diocesi Di Cremona su Lunedì 11 novembre 2019

Il cuore della mostra sono le fotografie scattate dall’occhio di Giulano Regis che ha scelto di fotografare vari elementi dell’edificio religioso sotto la sola luce naturale in diversi momenti della giornata e dell’anno per meglio cogliere la spazialità e forme architettoniche: «non ho dato un’idea monumentale agli elementi fotografati ma li ho contestualizzati nello spazio con il pavimento, gli ingressi e gli altri elementi presenti sfruttando la luce che illumina di riflesso le parti della chiesa in ombra» ha voluto spiegare il fotografo Regis.

Raffaella Barbierato ha voluto spiegare che: «come curatori di beni culturali noi siamo interessati anche a queste occasioni per tutelare i beni e per favorire la ricerca come avviene in questa mostra come noi ci preoccupiamo solitamente di libri».

Le fotografie sono affiancate da alcuni oggetti liturgici e da documenti storici riguardanti la chiesa e sono accompagnate da un video introduttivo e da didascalie che vanno oltre la spiegazione tecnica. Infatti il lavoro di Sonia Tassini è stato quello di riprendere i testi di Carlo Visconti, che nel 1730 divenne preposito della chiesa, per accompagnare il visitatore anche con le informazioni per contestualizzare funzionalmente con la liturgia e le tradizioni dell’epoca ciò che è stato colto dall’occhio del fotografo.

La mostra inaugurata in occasione della prossima solennità di Sant’Omobono, patrono della città e della diocesi, rimarrà aperta fino al 5 gennaio 2020 dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 17 presso i locali del Museo Civico di Storia Naturale in via Ugolani Dati, 4 a Cremona.

Ascolta gli interventi:

Luca Burgazzi

Giovanni Fasani

don Gianluca Gaiardi

Raffaella Barbierato

Giuliano Regis

Sonia Tassini




Le maglie della Cremonese all’asta per i restauri della Cattedrale

Dalle 15 di martedì 19 gennaio, e per i prossimi 10 giorni sarà aperta l’asta benefica per aggiudicarsi le 24 maglie preparate e utilizzate lo scorso 22 dicembre dalla Cremonese nel Christmas Match con il Carpi. L’intero ricavato dell’asta benefica sarà devoluto all’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi di Cremona per le opere di restauro in atto nella Cattedrale di Cremona.

La base d’asta è di 90 euro e ci sarà tempo sino alle 20 di lunedì 19 febbraio per fare le proprie offerte cliccando il seguente indirizzo internet: https://www.ebay.it/usr/uscremonese1903

INIZIO ASTA Martedì 29 gennaio

TERMINE ASTA Venerdì 8 febbraio

BASE D’ASTA 90 euro




Beni culturali, tra capolavori d’arte e “spazi vuoti”

È un’attività affascinante e complessa quella che impegna l’ufficio diocesano dei Beni e attività culturali ecclesiastici ed edilizia di culto: da un lato la custodia e la promozione dei tesori custoditi nelle chiese diocesane, dall’altro la quotidiana cura del patrimonio immobiliare che ospita le attività pastorali nei piccoli e nei grandi centri delle cinque Zone.

 

Un polo culturale per la Cattedrale

Mentre continuano i lavori per la realizzazione del nuovo Museo Diocesano che occuperà parte del Palazzo Vescovile con un’esposizione di opere di arte sacra provenienti dal territorio, inizia a prendere forma un vero e proprio polo turistico-culturale che ha come centro la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Nei prossimi mesi, infatti, la prime novità riguarderanno proprio il Duomo e il Torrazzo, monumenti che ogni anno richiamano centinaia di migliaia di visitatori. Su impulso dell’iniziativa “Salita al Pordenone” che ha portato al rinnovamento dell’illuminazione degli affreschi della navata centrale e della controfacciata, inizieranno a breve i lavori per la sostituzione dell’intero piano luci della Cattedrale. «Con l’ok della Soprintendenza – spiega l’incaricato diocesano don Gianluca Gaiardi – eseguiremo lavori a step in modo da non dover chiudere il Duomo. Le lampade attuali saranno sostituite con un impianto a led senza corde che garantirà l’illuminazione dell’assemblea e del ciclo di affreschi della navata centrale e del presbiterio».

Nel frattempo sono prossimi all’avvio anche i lavori per la realizzazione del Museo Verticale nel Torrazzo. Il progetto prevede l’apertura di una esposizione permanente dedicata alla misurazione del tempo, organizzata in quattro sale che accompagneranno la salita alla torre campanaria con sezioni dedicate al grande orologio astronomico e allo sviluppo delle tecniche per la misurazione del tempo, con la collaborazione degli orologiai cremonesi e del Consorzio Irrigazioni Cremonesi che metterà a disposizione il modello dell’Artificio di Toledo esposto per la prima volta nella mostra dedicata a Janello Torriani al Museo del Violino.

 

Per una cura del patrimonio

Tuttavia non si tratta solo di valorizzare i grandi capolavori che nei secoli hanno unito l’arte alla devozione e alla spiritualità diocesana. «Ogni giorno – spiega infatti don Gaiardi – il nostro ufficio lavora per la conservazione di tutto il patrimonio immobiliare della diocesi: chiese, canoniche, oratori…». Un lavoro meno appariscente ma non meno importante che richiede una visione progettuale complessa: competenza tecnica da un lato e attenzione alle funzioni che questi luoghi hanno ricoperto e ricoprono nella vita delle comunità.

«Questa attività quotidiana – spiega l’incaricato – richiede una grande responsabilità progettuale da parte dei professionisti che lavorano sulle nostre strutture, una relazione costante ed efficace con la Soprintendenza, ma anche una capacità di programmare la conservazione. Non possiamo pensare di intervenire solo in caso di emergenze, ma dobbiamo pensare alla manutenzione ordinaria».

Un processo che richiede dunque uno scambio continuo di informazioni tra l’Ufficio deputato e le parrocchie che gestiscono i singoli immobili: «Come già quest’anno, anche nel 2019 a gennaio proporremo incontri nelle Zone tra gli uffici amministrativi di Curia e i consigli economici per indicare il ruolo specifico dell’Ufficio nella gestione delle pratiche e illustrare le prassi corrette. Sulla scorta del Vademecum che abbiamo già preparato per parroci e tecnici».

Non solo burocrazia, però… «si tratta di formare una mentalità – riflette don Gaiardi – per la cura del patrimonio diocesano. È giusto che i parroci e laici che li affiancano conoscano la storia degli edifici e la condizione di manutenzione in cui si trovano».

 

I progetti di ristrutturazione

Intanto già nei prossimi mesi sono numerosi i progetti di ristrutturazione attivati. Alcuni partiti da poco, altri già finanziati dalla Cei grazie ai fondi dell’8xMille (circa 600mila euro, mentre sono già partite le richieste per un contributo di oltre 700mila euro per l’anno 2018) :

  • ristrutturazione dell’oratorio di Caravaggio (in corso)
  • ristrutturazione della chiesa parrocchiale di Masano (in corso)
  • ristrutturazione della chiesa parrocchiale di Fornovo San Giovanni
  • restauro della chiesa parrocchiale di Fengo
  • restauro della torre campanaria di Rivolta d’Adda
  • restauro della facciata della chiesa di Belforte
  • restauro della facciata della chiesa parrocchiale di Covo
  • restauro dell’organo della chiesa di Paderno Ponchielli
  • restauro dell’organo del Santuario della Misericordia di Castelleone

 

Gli oratori modulari

In questo percorso non possono però mancare i riferimenti alla funzione pastorale dei singoli edifici e degli spazi storicamente utilizzati dalle parrocchie. In questo caso un’attenzione particolare va dedicata agli oratori, caratteristica fondamentale del tessuto territoriale diocesano che, anche alla luce dei cambiamenti sociali e alle nuove formazioni territoriali delle unità pastorali,  attraversano una fase di inevitabile ripensamento. «I parroci e gli educatori devono valutare ciò di cui hanno bisogno le nostre strutture per essere ancora luoghi di accoglienza. E su questa base favorire una sempre maggiore adattabilità alle innovazioni. A partire dalle attrazioni. Ad esempio qualche anno fa i cambi in sintetici erano una rarità, oggi invece sono sempre più diffusi perché funzionali».

Insomma se cambia l’organizzazione parrocchiale e le strategie pastorali richiedono un adattamento ai tempi, anche le strutture devono adeguarsi per essere valorizzate: «C’è stato – ricorda don Gaiardi – un tempo in cui ogni oratorio aveva la sua sala della comunità o il suo cinema. Ora ne sopravvivono pochissime. E’ stata una fase che ha fatto il suo prezioso tempo. D’altra parte una volta i bar dell’oratorio non esistevano, se non con qualche espositore di caramelle, mentre oggi in alcuni casi addirittura l’oratorio stesso viene identificato con il bar. E il barista diventa un presidio, la prima figura educativa quando si entra».

E oggi? E domani? «Questi esempi mostrano una capacità di rimodularsi che gli oratori non perderanno. Don Bosco è partito da un cortile, attorno al quale ha creato via via spazi utili all’educazione dei ragazzi. Questo è il principio: essere modulari, capire ciò che è più utile oggi sapendo che – probabilmente- tra dieci anni servirà altro».

 

Il nodo delle canoniche vuote

Ma in una fase storica in cui un’unica unità pastorale occupa lo spazio in cui una volta sorgevano due, tre o più parrocchie, non sono soltanto gli oratori a rappresentare un nodo cruciale per l’edilizia diocesana. «Da tempo – spiega don Gaiardi – la diocesi si interroga sull’impiego degli spazi che restano vuoti. In questo contesto si pone il grave problema delle case canoniche, legato inevitabilmente al calo vocazionale. Abbiamo edifici enormi, ingestibili dove potrebbero vivere più parroci insieme, abbiamo case abbandonate nei piccoli centri e case vicariali vuote da anni».

Se sul territorio diocesano sono censite oltre 500 chiese attualmente in uso è facile intuire come anche il numero delle canoniche sia abbondantemente superiore alle necessità attuali. Che fare? «Si può riqualificare, si possono pensare nuove funzioni, come quella di accoglienza di migranti o di famiglie bisognose, ma anche in quel caso si tratta di ristrutturare con un grande impegno in termini di costi e competenze necessarie. Per questo in alcuni casi, per quanto dolorosa, la scelta di vendere può essere considerata». Certo, si tratta di edifici storici, legati alla vita delle comunità: «Capisco la difficoltà. Ma vendere una canonica non dev’essere visto come un insuccesso, ma come un’ottimizzazione per nuove risorse da impegnare nella pastorale. Non corriamo il rischio di essere schiavi degli spazi. Piuttosto l’attenzione delle comunità dev’essere rivolta a che cosa fare negli spazi disponibili».




Riepilogo domande di contributi 8×1000 anno 2015

Cliccare sul link sottostante per visualizzare le richieste di contributi CEI 8×1000 dell’anno 2015

Riepilogo-controbuti




Riforma delle Soprintendenze, per il territorio diocesano si passa a tre diverse competenze, a fronte delle attuali due

Pubblichiamo una nota del responsabile dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, mons. Achille Bonazzi, in merito alle riforme promosse dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo riguardo alle Soprintendenze e alle loro ricadute operative sugli interventi sul territorio diocesano.

Il Ministro Dario Franceschini ha operato in poco più di un anno due significative riforme delle Soprintendenze: ne scaturiscono diversi elementi di novità che è bene siano portati a conoscenza dei Rev.di Parroci per le conseguenze che determinano sul piano operativo.

  • Il DCPM 171/14 ha determinato la fusione delle Soprintendenze Storico–Artistiche con quelle Architettoniche: se attuata avrebbe semplificato l’iter per le autorizzazioni, soprattutto nel caso delle superfici decorate, non ponendosi più il problema se richiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza per i Beni storico–artistici o a quella dei beni architettonici. Affermo “se attuata”, dato che la Soprintendenza di Mantova sarebbe dovuta scomparire. La realtà è risultata diversa nel concreto, poiché hanno continuato ad esistere entrambe le Soprintendenze.
  • Il recente DM 44 del 23/01/16 col quale vengono riformate nel numero e nelle competenze le stesse Soprintendenze. Nella nostra Regione le Soprintendenze da 2 (Brescia e Milano) passano a 4 (Milano metropolitana, Milano periferia, Brescia e Mantova) ed acquistano competenze anche nel settore archeologico, venendo denominate “Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio”.

Questo determina, nonostante le intenzioni e le affermazioni, un ulteriore grado di complessità anche per la nostra Diocesi.  La realtà cremonese e mantovana faranno riferimento a Mantova; la zona bergamasca a Brescia; Cassano e dintorni a Milano periferia. Anche a motivo della diminuzione dei funzionari  quest’ultima riforma determinerà ritardi che non sono imputabili all’Ufficio Diocesano, anche per ulteriori varianti nel settore delle competenze, alcune delle quali faranno di nuovo riferimento al Segretariato Regionale. Per tale prospettiva invito i Parroci che eventualmente stanno elaborando nuovi progetti a velocizzare la conclusione degli stessi così da non aver bisogno di frequentare le Soprintendenze nel periodo di passaggio (prossimi mesi di giugno e luglio).  Sottolineo inoltre che l’ufficio diocesano, come detto, da due passa ad interferire con tre Soprintendenze. Ancora  risulta più complesso fare riferimento a Mantova piuttosto che Brescia facilmente raggiungibile con l’autostrada. Auspico che questa nuova riforma possa determinare tempi più rapidi per l’ottenimento delle autorizzazioni, ma non ci spero molto.




«Salire al Torrazzo può essere un’esperienza interiore»

E’ stato inaugurato nel pomeriggio di domenica 11 novembre il Museo Verticale del Torrazzo. Dopo la presentazione in un Battistero gremito, è stato il vescovo Antonio Napolioni ad aprire per la prima volta al pubblico la porta della Sala del Meccanismo, la prima delle tre nuove stanze allestite per il percorso del nuovo Museo che accompagna la salita verso la cima della torre campanaria della Cattedrale di Cremona.

«Non si può salire al Torrazzo per sentirsi padroni del mondo. Ma si sale al Torrazzo per scoprire quanto è bello essere piccoli». Così nella sua riflessione, durante la presentazione ufficiale in Battistero del nuovo Museo Verticale, monsignor Napolioni propone una chiave di lettura che va oltre la rappresentazione della torre campanaria come monumento iconico per la città e – da oggi – come percorso di conoscenza storica, artistica e scientifica. «La salita al Torrazzo – suggerisce il Vescovo – può essere un’esperienza interiore: dal tempo al cielo».

Ascolta qui l’intervento del Vescovo Napolioni

E se il Museo Verticale – presentato nella sua idea progettuale e nella sua struttura da don Gianluca Gaiardi, incaricato per i Beni artistici ed ecclesiali, e dall’architetto Fabio Bosio, e apprezzato dal Soprintendente Gabriele Barucca come «una gemma in più di questa bellissima città – offre ai cittadini e ai tanti visitatori una nuova occasione di scoperta del monumento che da secoli è al centro della vita sociale, civile e religiosa di Cremona, le tappe della salita «alla gran torre» (come recita il cartello all’ingresso, sotto la Bertazzola) generano una nuova opportunità per riappropriarsi dell’originario significato della torre del Duomo: «Segni, gesti, visioni, esperienza fisica, stanchezza… – evidenzia il vescovo Antonio – come la vita».

Guarda qui la photogallery

E così l’esperienza della salita può essere anche un’esperienza di riflessione: «Si può meditare sul tempo, sulla diginità della persona, sugli orizzonti che si aprono, sul senso della vita. E gustare quel silenzio per ringraziare e ritrovare la misura del proprio tempo, quella misura che oggi stiamo perdendo, ammalati come siamo del peccato di dismisura, di senso di onnipotenza».

Così salire i 502 scalini del Torrazzo, fermandosi ad ammirare il meccanismi perfetti con cui scienziati e artigiani hanno misurato nei secoli il tempo, gettando uno sguardo che abbraccia la città e la pianura circostante, può davvero diventare qualcosa di più di una visita di conoscenza: un’esperienza. «Perché non pensare – aggiunge il vescovo – ad un’altra brochure con quattro o cinque tappe di meditazione per sostare durante la salita? Magari color oro…». Per tornare a terra, poi, un po’ più ricchi.

Ascolta qui l’intervento del Soprintendente Gabriele Barucca

 

 




Nella notte delle stelle cadenti Torrazzo e del Museo Verticale aperti per guardare luna e pianeti al telescopio

Apertura straordinaria del Torrazzo di Cremona, e dell’annesso Museo verticale, la sera di domenica 11 agosto. L’evento, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dello sbarco del primo uomo sulla Luna, permetterà, nella notte di San Lorenzo, l’osservazione di pianeti e stelle.

Per l’occasione, infatti, in collaborazione con il Gruppo astrofili cremonesi, saranno installati sul Torrazzo due telescopi che offriranno ai visitatori la possibilità di osservare in modo ravvicinato Luna, Giove e Saturno, oltre alle stelle cadenti.

Per ragioni organizzative le visite saranno effettuate facendo accedere alla torre solo cinque gruppi di persone (composti da non più di trenta persone) che, a partire dalle 21.30 ogni mezz’ora, inizieranno la salita in modo scaglionato.

Le prenotazioni sono già aperte presso la biglietteria del Torrazzo (ore 10-13 e 14.30-18). Biglietto unico al costo di 5 euro a persona.

Ulteriori informazioni sul Museo verticale del Torrazzo visitando il sito internet www.diocesidicremona.it/museoverticale.

Scarica la locandina




Torna a risuonare la voce dell’organo Serassi 1836 del Santuario di Castelleone

Nella serata del 28 settembre, presso il Santuario della B.V. della Misericordia a Castelleone, si è tenuto il concerto di inaugurazione per il restauro dell’Organo Serassi 1836.  L’operazione di recupero, come ha ricordato il parroco don Giambattista Piacentini, è stata resa possibile grazie alla Conferenza Episcopale Italiana con un contributo dai fondi dell’Otto per Mille, alla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona e a don Antonio Bandirali con i suoi genitori che hanno voluto onorare e ricordare il fratello e il figlio Daniele.

Prima dell’inizio del concerto Marco Ruggeri, consulente diocesano per i restauri degli organi, ha ripercorso la vicenda dell’organo del Santuario, già interessato da un primo importante intervento nel 1980 con il ripristino della  struttura coerente con il progetto Serassi. Con il restauro attuale lo strumento recupera integralmente la sua forma originale e le sue peculiari sonorità.  Inoltre si è provveduto anche al recupero e al restauro della cassa – cantoria.

 

I lavori sullo  strumento sono stati eseguti dall’organaro Pietro Corna, mentre il restauro della cassa e della cantoria lignea sono stati affidati al restauratore Gabriele Chinellato. L’operazione di restauto del Serassi del Santuario mariano di Castelleone assume una rilevanza considerevole dal momento che nella diocesi di Cremona sono conservati solo quattro altri organi Serassi.

Il concerto prevedeva una prima parte con programma organistico con brani  eseguiti dal maestro Marco Molaschi e una seconda parte per coro e organo con la partecipazione della Schola Cantorum Ettore Rancati di Castelleone, diretta dal maestro Davide Massimo. I brani di Bach, Haydn, Petrali, Barbieri, Mozart, Franck, Rancati e Perosi hanno saputo emozionare e coinvolgere il numeroso pubblico presente.

Il prossimo 19 ottobre si terrà un altro concerto, sempre al Santuario, per organo e orchestra d’archi con musiche di Bach e di Pergolesi sempre in memoria di Daniele Bandirali.




Illustrato alla stampa il nuovo Museo Verticale del Torrazzo: domenica l’inaugurazione

Nella mattinata di giovedì 8 novembre è stato presentato in anteprima alla stampa il nuovo Museo verticale del Torrazzo. La nuovissima esposizione, curata nell’allestimento e impreziosita da un progetto grafico moderno capace di accompagnare la visita, sarà inaugurata ufficialmente domenica 11 novembre, alle 15.30, con l’inaugurazione presso il Battistero alla presenza del vescovo Antonio Napolioni e seguita da una visita guidata in anteprima.

Alla conferenza stampa – moderata dal direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, don Enrico Maggi – sono intervenuti l’incaricato diocesano per i Beni culturali ed ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, e il progettista, architetto Fabio Bosio. È seguita una visita guidata alle nuove sale a cura del prof. Alessandro Maianti, consulente tecnico per l’allestimento del Museo verticale.

 

Ogni anno circa 80mila persone staccano il biglietto per salire sul Torrazzo. La torre campanaria della Cattedrale di Cremona è il simbolo della Diocesi e – insieme ai violini di Stradivari – della città. I turisti non si lasciano scoraggiare dai 502 gradini per godere di un panorama che porta lo sguardo dai tetti e dalle piazze del centro storico a perdersi nelle campagne.

Ma oltre alla curiosità, la salita al Torrazzo offre ora anche nuovi e sorprendenti motivi di interesse. La torre campanaria della Cattedrale diventa infatti un vero e proprio Museo Verticale dedicato alla misurazione del tempo, un tema offerto dal grande orologio astronomico che domina la piazza, e che offrirà una nuova occasione didattica per affiancare l’esperienza storico–artistica con il sapere scientifico.

In particolare l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi proporrà percorsi didattici specifici alle scuole, in cui la storia, i significati religiosi e le meraviglie artistiche si intrecceranno con lo straordinario cammino della ricerca scientifica che nei secoli ha allargato i confini della città al mondo e alla scoperta dei grandi moti dell’universo.

Photogallery della presentazione

 

Il percorso con tre nuove sale

Il Torrazzo è a tutti gli effetti uno dei monumenti che meglio simboleggia la città di Cremona: è infatti la torre campanaria medievale più alta d’Europa (m 112,54).

La sua struttura esemplifica l’estrema accuratezza delle antiche tecniche di costruzione ed è considerata un perfetto connubio tra stili architettonici estremamente diversi tra di loro.

Il Torrazzo però non costituisce un monumento unico solo dal punto di vista architettonico: il suo orologio astronomico è considerato uno dei maggiori capolavori della meccanica antica. Ad eccezione del pendolo, ancora oggi conserva intatto il proprio meccanismo primitivo, commissionato ai due ingegneri cremonesi Giovanni Francesco e Giovanni Battista Divizioli nel 1582. È considerato inoltre uno degli orologi più grandi al mondo, poiché il diametro del quadrante supera abbondantemente gli 8 metri. Nella Sala del Quadrante e nella Sala del Meccanismo è possibile ammirare tutte le caratteristiche del funzionamento.

Inoltre, grazie al nuovo Museo Verticale, vengono approfondite alcune tematiche collegate allo studio dell’orologio. Per esempio, nella Sala della Misura del Tempo viene illustrata la storia della percezione umana del tempo mediante la ricostruzione di strumenti di misura antichi, varie tipologie di orologi ed interessanti contenuti multimediali.

È esposta inoltre la ricostruzione in scala ridotta dell’Artificio di Toledo, l’opera più famosa del talentuoso ingegnere cremonese Janello Torriani (Cremona, 1500 circa – Toledo, 1585)

La Sala dell’Astronomia è dedicata allo studio dei corpi celesti. All’interno, grazie alle particolari caratteristiche costruttive del Torrazzo, si trova una fantastica installazione del Pendolo di Foucault. La sua oscillazione è la dimostrazione scientifica della rotazione della Terra.

Infine, raggiungendo la sommità della torre, si gode una magnifica vista della città. Si individuano facilmente gli edifici più antichi, i campanili e le zone riqualificate negli ultimi secoli, ripercorrendo le tappe evolutive del nucleo urbano. Nelle giornate particolarmente limpide, il panorama mozzafiato spazia dalla Pianura, dove scorre lento il fiume Po, fino alle Alpi innevate, lasciando immagini impresse nella memoria di grandi e bambini.

Francesca Campana
Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici-Diocesi di Cremona
Guida turistica

 

 Le viste: orari e biglietti

Mattina: dalle 10,00 alle 13,00 – Pomeriggio: dalle 14,30 alle 18,00 (ultimo ingresso 30 minuti prima che il Torrazzo chiuda. Natale, Pasqua, ogni lunedì di Gennaio e Febbraio chiuso)

Ingresso intero: Torrazzo € 5,00; Torrazzo e Battistero € 6,00

Ingresso ridotto*: Torrazzo € 4,00; Torrazzo e Battistero € 5,00

* Gruppi scolastici in viaggio d’istruzione, gruppi costituiti da più di 15 persone, over 65, possessori di Welcome Card.

 

I protagonisti del progetto

UFFICI CURIA
Ragioneria
Beni Culturali
Comunicazioni Sociali

SOPRINTENDENZA
Dott. Gabriele Barucca
Arch. Fiona Colucci
Arch. Laura Balboni

CONTRIBUTO ECONOMICO
Fondazione comunitaria
Associazione Battistero

PROFESSIONISTI
Arch. Fabio Bosio
Ing. Farina
Ing. Tamburelli

COMODANTI OPERE
Grisoli Pieraugusto
Maianti Alessandro
Bassani Giancarlo
Consorzio Irrigazioni Cremonesi
Comune di Ostiano
Parrocchia di S. Agostino di Cremona
Comune di Cremona (filmato Torriani)
Fam. Ferdinando Giordano (archeoclub Cremona)

ARTIGIANI
Opere di falegnameria: PABOR srl (Pessina Cremonese) e Alessandro Bergamaschi (Ostiano)
Opere da fabbro: Oreste Vezzosi (Gussola)
Opere in vetro: Vetraria Cremonese snc (Cremona)
Pannelli museali: Seri-Art srl (Cremona)
Impianti elettrici: Impianti Tonghini srl

Grafica a cura di Paolo Mazzini
Traduzioni a cura di Christopher D’Guerra