Torna a splendere la chiesa di Pomponesco

Gli interventi di restauro della chiesa arcipretale dei Santi Sette Fratelli Martiri, avviati nel 2002 e recentemente completati, saranno presentati ufficialmente alla comunità parrocchiale venerdì 21 giugno. Alla serata inaugurale, che avrà come tema “Santa Chiesa di Dio che cammini nel tempo”, interverranno don Gianluca Gaiardi (direttore Ufficio beni artistici della diocesi di Cremona), il parroco don Davide Barili, gli architetti Desolina Mori e Lorenzo Ferretti Garsi (studio Archivolto), i geometri Giampaolo Lucchini e Andrea Capelli, i restauratori della parte pittorica Massimo Tisato, Silvia Flisi e Valentina Ponti, e il restauratore degli arredi lignei Sebastiano Genovesi. Nel corso dell’appuntamento, il maestro Daniele Anselmi offrirà un commento musicale. Al termine, rinfresco in oratorio.

La chiesa di Pomponesco è tornata a mostrare ai fedeli l’aspetto e la bellezza originari (l’assetto odierno è ottocentesco, anche se la fondazione della chiesa risale al Trecento; ndr) in occasione dei recenti festeggiamenti della Settimana Santa, al termine di lavori protrattisi per ben diciassette anni. Il restauro conservativo dell’edificio sacro era stato avviato dal compianto don Romano Gardini: un’opera portata avanti a lotti, e sostenuta economicamente da diverse famiglie e aziende del posto (che hanno “adottato” singole cappelle o altre porzioni di lavori, sponsorizzandone il recupero).

Per anni parti della chiesa sono state ingombrate dai ponteggi. Dal punto di vista tecnico, l’intervento non è stato semplice: gli strati superficiali della pellicola pittorica presentavano infatti numerosi sollevamenti, a causa dei fumi di candela, delle muffe e delle infiltrazioni di acqua piovana, oltre che per gli effetti del vecchio impianto di riscaldamento a gasolio e di un incendio del coro avvenuto diverso tempo fa. Il film pittorico e l’apparato decorativo interno (gli affreschi della cupola e delle vele della volta, i soffitti a cassettoni, le tinteggiature, la cassa dell’organo) sono stati completamente recuperati. Ogni superficie, a seconda della particolare composizione e dei problemi evidenziati, è stata pulita con le metodologie più idonee, individuate a seguito di appositi saggi di pulitura. Gli operatori, sempre in accordo con la Sovrintendenza, hanno provveduto inoltre a ritoccare le lacune e riposizionare gli stucchi mancanti. Nel corso dell’intervento di recupero, sono stati definitivamente sistemati anche coro, altari e suppellettili.

Nel 2012, si erano resi necessari in aggiunta lavori di messa in sicurezza e consolidamento strutturale dell’intero edificio, a causa dei danni provocati dal terremoto. Nel complesso, il costo dei restauri supererà i 300mila euro, finanziati da offerte, mutui, contributi a fondo perduto e devoluzioni del 5 per mille Irpef.