Adoratrici, ultimo saluto a madre Maria Grazia Abeni. Missionaria in Africa, è stata Superiora Generale per 12 anni

L’Istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento ha dato la notizia della morte di madre Maria Grazia Abeni, avvenuta presso la Casa Santa Maria di Rivolta d’Adda nella notte tra venerdì e sabato 30 luglio. Le esequie saranno celebrate lunedì 1agosto alle ore 9.30 presso la Casa Madre dell’Istituto a Rivolta.

Nata a Brescia nel 1931, suor Maria Grazia è entrata nelle Adoratrici nel 1955, per emettere i primi voti nel 1958 e i voti solenni nel 1963 in Congo. Giovanissima infatti, nel 1961 è partita per la missione nell’ex Zaire, dove è rimasta fino al 2008, periodo interrotto dalla parentesi di dodici anni in cui ha guidato l’Istituto come Madre, dal 1983 al 1995.

Come Settima Superiora Generale dell’Istituto – ricorda il il sito delle Adoratrici – “ha continuato con sapienza l’opera di rinnovamento post-conciliare che madre Sofia Locatelli aveva iniziato. Donna della Parola di Dio, ce l’aveva sempre nel cuore e sulla bocca, e forse non c’è Suora Adoratrice che fra le pagine del breviario non tenga uno dei suoi innumerevoli bigliettini con i quali sempre esortava ad accogliere e vivere qualche frase della Sacra Scrittura. È stata lei, a partire dei primi anni ’90, a introdurre tra le Adoratrici lo studio e la meditazione della Parola di Dio, in particolare secondo il metodo della Lectio divina. Spesso ripeteva che nei suoi lunghi anni in Africa, quando gli aiuti spirituali scarseggiavano, è stata proprio la Parola a guidare i suoi passi e a confermare la sua vocazione e la sua missione. Donna di fede forte, carattere deciso e a tratti schivo, ha lasciato il segno di una persona retta e di forte spiritualità, donna dell’essenziale e del sacrificio”.

Dopo il 1995 poi il ritorno in Africa. Prima a Leopoldiville, poi a Kinshasa nel dispensario, quindi nel grande sanatorio di Makala, presso la Capitale, ha riservato la sua cura in particolare ai malati, soprattutto di TBC e di AIDS. È poi tornata in Congo dopo il suo mandato di Madre, per guidare come superiora le comunità di Lonzo, nella foresta congolese, Binza, quartiere popoloso della Capitale, e Bibwa, nuova comunità nei pressi dell’aeroporto.




La storia di San Giacomo al campo in due volumi per ritrovare e conservare le radici di una comunità

Nella serata di sabato 16 luglio alle ore 21, presso l’oratorio di Stagno Lombardo, la parrocchia di S. Giacomo del Campo presenta il risultato di una ricerca di valore storico e culturale raccolta in due volumi dal titolo “San Giacomo del Campo – Parrocchie di cascine” e “Stralci di vissuto 1988 – 2021”, realizzati grazie al contributo di don Eugenio Pagliari con le associazioni “La Tartaruga OdV” e “Futura OdV”, la Provincia di Cremona, l’Unione comuni Centuriati di Malagnino e Bonemerse, l’Archivio di Stato di Cremona e l’Archivio storico diocesano di Cremona. Durante la serata di presentazione interverranno di Luisa Tinelli e Liliana Ruggeri.

Il primo volume, “San Giacomo del Campo – Parrocchie di cascine”, realizzato nel ricordo del dottor Luciano Abruzzi, si unisce al secondo, “Stralci di vissuto 1988 – 2021”, dedicato a don Paolo Fassera, in un excursus storico e fotografico che parte da tempi lontani della fine del medioevo fino ai tempi più moderni, tratto dai documenti degli archivi locali, ecclesiastici e civili, fino ad arrivare alle memorie trasmesse oralmente e custodite dagli anziani. Eventi felici e drammatici, storie di parentele, attività, feste e cascine si intrecciano per andare a ritrovare e conservare quelle che sono le radici della società e le conoscenze di un periodo passato ma ancora leggibile al giorno d’oggi.

I volumi raccolgono anche le lettere di un soldato alla moglie durante la ritirata dalla Russia e i progetti mai portati a termine della costruzione di una nuova chiesa.

Durante la serata di sabato sarà possibile visionare i libri, prenotarli ed acquistarli. Per maggiori informazioni, scrivere all’indirizzo mail san.giacomo.campo@gmail.com oppure telefonare al numero 340.3862512.




Con Maria un nuovo volto di Chiesa. Veglia della Assunta con il Vescovo a Caravaggio

Ancora una volta la suggestiva cornice del Santuario Santa Maria del Fonte di Caravaggio illuminato ha accolto alcune centinaia di fedeli che si sono riuniti la sera del 14 agosto per celebrare la veglia nella solennità dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo. La presenza del vescovo Antonio e di una decina di sacerdoti ha contribuito a dare solennità alla preghiera vigilare che, tra AveMaria sgranate, salmi e canti, hai introdotto i presenti al grande mistero di Maria che entra nella gloria celeste.

La veglia si è aperta con il rosario meditato recitato lungo i portici, una lunga processione con centinaia di piccole luci che squarciano il buio, per ricordare che Maria è luce sul cammino di ogni cristiano.

All’entrata in basilica poi la celebrazione dell’Ufficio di letture ha introdotto nella liturgia della Solennità. Animata con i canti dall’Unione Corale don Domenico Vecchi di Caravaggio, direttadal maestro Roberto Grazioli e accompagnati all’organo da Marco Bianchi. Ha presieduto il vescovo Napolioni. Proprio lui ha offerto alcuni spunti di riflessione per illuminare il senso della devozione a Maria a cui la lettura dell’Ufficio, presa da una riflessione di San Paolo VI, richiamava. Tre le parole che il Vescovo ha sottolineato, altrettante le modalità con cui Maria vuole entrare nella nostra vita: il silenzio, fatto di ascolto di meditazione e di umiltà; i fatti che hanno segnato la quotidianità della vita di Maria e oggi, nella vita della Chiesa, ne segnano la presenza materna. E da ultima un’indicazione: “Fate quello che vi dirà”, le parole di Maria alle nozze di Cana, quasi un testamento che Maria ci consegna per non perdere la strada. Ha condiviso un auspicio, un sogno, monsignor Napolioni, che vede nel nuovo volto della Chiesa la capacità di farsi dialogo incessante con Maria per farsi, insieme a lei, attenti e ospitali al dialogo con il mondo. Così, ha concluso il vescovo Antonio “saremo il volto di una Chiesa che non ha paura del mondo ma, insieme a Gesù e a Maria,contribuiremo nel nostro piccolo alla salvezza del mondo colsilenzio, con gesti, con parole che sanno di Vangelo”.




Crisi di Governo, card. Zuppi (Cei): «Grande preoccupazione, ci auguriamo uno scatto di responsabilità»

“Guardiamo con grande preoccupazione alla situazione politica che si sta determinando e che rischia di sovrapporsi ad una fase di crisi più generale che sta già incidendo in modo pesante sulla vita delle persone e delle famiglie”.

Lo dichiara il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, commentando gli ultimi sviluppi politici. “La guerra in Ucraina e le sue temibili conseguenze; l’inflazione a livelli eccezionali che richiede continuità e tempestività di interventi urgenti; le pandemie che non smettono di colpire; il lavoro mortificato dalla precarietà e dalla generale incertezza sono elementi che impongono chiarezza di decisioni e una forte concertazione con le parti sociali e con l’Europa. Il confronto dialettico e il pluralismo – ricorda il cardinale – sono una ricchezza irrinunciabile della democrazia ancora di più in vista delle prossime naturali scadenze elettorali, ma in un momento come questo conviene avvenga nel massimo della convergenza e della stabilità per terminare l’avvio di interventi decisivi sui quali da mesi si sta discutendo e che condizioneranno i prossimi anni. Per questo ci auguriamo che vi sia uno scatto di responsabilità in nome dell’interesse generale del Paese che deve prevalere sulle pur legittime posizioni di parte per identificare quello che è necessario e possibile per il bene di tutti”.




Cattedrale, dal 29 agosto il cantiere per l’adeguamento liturgico. La dedicazione in programma il 6 novembre

Inizieranno il 29 agosto i lavori del cantiere per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Cremona che porterà ad una rielaborazione dell’area presbiterale e a una definitiva sistemazione dei poli liturgici (altare, ambone e cattedra del Vescovo) da anni affidati a strutture mobili provvisorie divenute sempre più inadeguate.

Dal 29 agosto dunque, fino al 3 settembre, si procederà all’allestimento del cantiere che aprirà poi dal 4 settembre. I lavori proseguiranno poi fino al 5 novembre, vigilia della dedicazione del nuovo altare, programmata per il 6 novembre 2022.

Nei giorni feriali da lunedì 29 agosto a venerdì 2 settembre tutte le Messe saranno celebrate nella chiesa sussidiaria di San Girolamo, in via Sicardo, mentre nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 torneranno in cattedrale secondo i consueti orari. Dal 5 settembre al 6 novembre, saranno a San Girolamo le messe feriali dalle ore 8 e delle ore 10, mentre la Messa quotidiana delle 18 resterà in Duomo. Così come le celebrazioni del sabato e della domenica rispetteranno gli orari consueti e continueranno ad essere celebrate nella Chiesa madre della diocesi: sabato ore 18.00 (prefestiva), domenica ore 9.30, 11.00, 18.00.

Una variazione riguarda invece la trasmissione in diretta della Messa domenicale delle ore 11 a cura di TeleRadioCremona che continuerà a trasmettere sui canali digitali ufficiali della Diocesi di Cremona e sull’emittente televisiva Cremona1 (canale 19), ma durante tutto il periodo del cantiere sarà in onda dalla chiesa di Sant’Abbondio in città.

Il video del convegno dedicato all’adeguamento della Cattedrale
(clicca QUI per articolo di sintesi e foto della serata)

I lavori di adeguamento liturgico della Cattedrale di Cremona sono resi possibili dalla positiva partecipazione della Diocesi al Bando che la Conferenza episcopale italiana ha pubblicato nel 2018 e che ha visto il Duomo di Santa Maria Assunta rientrare nel gruppo delle cattedrali ammesse al finanziamento pari al 75% dell’importo complessivo fino a un massimo di 300mila euro.

La progettazione definitiva è stata sviluppa negli scorsi mesi a partire dalla proposta di progetto formulata dal gruppo di lavoro scelto dalla giuria come vincitore del bando e formato dall’architetto coordinatore Massimiliano Valdinoci, dai progettisti Maicher Biagini, Annalisa Petrilli, Francesco Zambon e Carla Zito, dal liturgista Goffredo Boselli, dall’artista: Gianmaria Potenza e dalla consulente Francesca Flores D’Arcais.




Federazione oratori, dal 28 ottobre il pellegrinaggio per gli adolescenti a Barcellona. Ecco come partecipare

Dopo il grande raduno italiano degli adolescenti in Piazza san Pietro con Papa Francesco dello scorso aprile, il cui ricordo è ancora vivido negli oltre 300 partecipanti dalle parrocchie della diocesi, ecco un nuovo invito che la Federazione oratori propone agli adolescenti: un viaggio-pellegrinaggio a Barcellona, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre. Una città, un viaggio, una realtà significativa da incontrare, per sperimentare concretamente che il cammino di fede si fa insieme, come esperienza forte di gruppo, come esperienza bella perché capace di tenere unite la serietà della ricerca di fede, la serenità della gita e l’occasione di approfondire conoscenze e legami.

«Il pellegrinaggio adolescenti a Barcellona, sfruttando il ponte della solennità dei Santi – spiega don Francesco Fontana, presidente di Focr – vuole essere un’opportunità e un suggerimento per riconvocare e ricompattare il gruppo dei ragazzi che terminata l’estate solitamente si disperde un po’, in modo da proseguire con loro un cammino che dura tutto l’anno e che non si esaurisce nelle quattro settimane pur intense e belle di Grest. A Barcellona incontreremo il genio di Gaudì che lasciatosi illuminare dalla fede ha dato vita all’incomparabile bellezza della Sagrada Familia. Ma avremo modo di percorrere anche la grande città europea moderna, scoprirne le radici antiche, incontrare una sensibilità religiosa differente dalla nostra e anche metterci sulle orme di Sant’Ignazio, pellegrino a Montserrat».

Il programma del pellegrinaggio (in aggiornamento)

  • Venerdì 28 ottobre: in serata partenza in pullman.
  • Sabato 29 ottobre: arrivo in città al mattino, sistemazioni e visita.
  • Domenica 30 e Lunedì 31 ottobre: Messa, visita, attività, tempo libero a gruppi.
  • Martedì 1° novembre: Messa e viaggio di rientro.

La quota di iscrizione è di €430 e comprende: viaggio in pullman GT, alloggio e colazione in hotel 3 stelle, ingressi e mezzi pubblici, assicurazione e materiale per le attività. Iscrizioni in Focr entro il 30 settembre, versando un acconto di €100 a persona. La quota totale dovrà essere saldata entro il 20 ottobre.

La partecipazione è riservata ai gruppi di adolescenti degli oratori della diocesi accompagnati da almeno un referente adulto.

Per maggiori informazioni: info@focr.it




Solidarietà al dottor Emiliani

La Diocesi di Cremona esprime tutta la propria solidarietà al dott.Paolo Emiliani, presidente del Movimento per la Vita di Cremona,fatto oggetto in questi giorni di scritte ingiuriose rivolte ad una persona che si è sempre distinta per la difesa della vita e il servizio dei più piccoli e indifesi. Il Vescovo gli ha espresso personalmente la propria vicinanza.

In un’epoca in cui, da tante fonti si invoca il rispetto per i diritti della persona umana, questo atto, insensato ed inutile, colpisce -nella persona del dott. Emiliani – quanti, al di là degli slogan gridati, hanno messo concretamente la propria professionalità e disponibilità a sostegno dei più penalizzati nella vita e di quanti  non hanno voce per difendersi.Continuiamo a credere, nonostante questi episodi, che la nostra città saprà continuare a crescere nella solidarietà, nell’impegno responsabile e nel confronto rispettoso delle diverse opinioni.

Ufficio delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Cremona




“Caritas Channel”, l’equipe della Zona pastorale 5 apre il proprio canale Youtube

L’equipe Caritas della Zona 5 ha aperto un proprio canale YouTube – “Caritas Channel – Zona Pastorale 5 – Diocesi di Cr” – nel tentativo di proporre percorsi formativi dedicati agli operatori pastorali delle Caritas Parrocchiali, un modo per tenere in contatto tutti gli “attori” che partecipano attivamente alla rete della carità zonale e diocesana.

«Si tratta di un canale in cui carichiamo video estremamente semplici e artigianali attraverso i quali affronteremo i vari aspetti del nostro lavoro pastorale – spiega Marco Ruggeri, referente della Caritas Zona pastorale 5 –. Sono registrati e montati con un semplice telefono, ma che provano ad aprire percorsi per rilanciare l’attività pastorale in comunità molto affaticate dall’esperienza pandemica».

Già cinque i video pubblicati dalla data di apertura del canale, tutti pensati per affrontare tematiche differenti: il primo è una presentazione del mondo Caritas, seguito da altri quattro caricamenti che approfondiscono invece temi quali “La Quaresima e Pasqua di carità”, “L’ascolto e la relazione d’aiuto”, “10 regole per praticare l’ascolto” e, infine, “Corridoi ecologici per insetti impollinatori”.

Proprio quest’ultimo video (link) tratta di una proposta che potrebbe interessare non solo la Zona 5 e che potrebbe suggerire un’attenzione ecologica anche ad altre realtà parrocchiali e non solo. Conclude Ruggeri: «In questo periodo in cui il peso dei cambiamenti climatici inizia a mostrarci l’impatto che può avere sulla nostra quotidianità e anche in vista del mese di settembre, Tempo del Creato, in cui la Chiesa prega, pensa e agisce per la custodia della Casa Comune, si inserisce questa proposta semplice, ma straordinariamente preziosa».




Il 16 luglio a Sant’Imerio la Messa per la Beata Vergine del Carmelo

Nella chiesa parrocchiale di S. Imerio, a Cremona sabato 16 luglio, festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e giorno della consacrazione della chiesa, avvenuta il 16 luglio 1612 insieme all’annesso convento dei Carmelitani Scalzi, alle 18.30 sarà celebrata la Messa solenne. A presiedere l’Eucaristia quest’anno sarà don Stefano Zoppi, originario proprio della parrocchia di S. Imerio che festeggia il 25° della sua ordinazione sacerdotale. La celebrazione sarà preceduta, alle 17, dall’Ora mariana.

Questa secolare festa, da sempre tanto cara ai parrocchiani della comunità di via Aporti, come pure ai numerosi devoti della Madonna del Carmelo residenti in città, sarà preparata, come di consueto, da una novena di preghiera a partire da giovedì 7 luglio alle 17.45 con la recita del Rosario e alle 18.30 con la Messa, caratterizzata nell’omelia da una riflessione su santa Teresa di Gesù Bambino, il Volto Santo e l’uso della Bibbia nei suoi scritti.

La novena, promossa in sinergia con l’unità pastorale Sant’Omobono, sarà animata dai membri della Fraternità del Movimento Carmelitano dello Scapolare, presente nella parrocchia di S. Imerio dal 1995, un gruppo di fedeli laici rivestiti dello Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e appartenenti alla Famiglia Carmelitana, il cui fondamento spirituale è imperniato sull’orazione contemplativa teresiana, oltre alla formazione e all’apostolato, affinché sempre più persone siano aiutate a crescere nell’amore fraterno e nella verità.




CEI, la Chiesa Italiana in cammino verso il futuro

In un clima di fraterna condivisione ha caratterizzato la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta il 5 luglio, in videoconferenza, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi,
Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI. Nel corso dei lavori, i Vescovi hanno ribadito la necessità di operare per una Chiesa che sappia farsi prossima e sia capace di mettersi in ascolto oltre che di dialogare con franchezza con i mondi della politica, della società e della cultura.
I Vescovi hanno quindi espresso il loro dolore per la tragedia della Marmolada e vicinanza ai missionari che, come testimonia il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, spendono la loro vita per il Vangelo e i poveri in ogni angolo del mondo. Hanno poi puntato l’attenzione sullo “ius culturae” quale fondamentale strumento di inclusione e rinnovato l’appello affinché si ponga fine alla guerra in Ucraina.
Ampio spazio è stato riservato al confronto sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, con l’approvazione del testo, integrato dai vari contributi emersi, che apre alcune prospettive per il secondo anno di ascolto della “fase narrativa”. Il Consiglio ha poi approvato i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto e le integrazioni richieste dalla 76ª Assemblea Generale della CEI alla Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Al termine dei lavori il Cardinale Presidente ha dato lettura della comunicazione con cui Papa Francesco ha nominato Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Una Chiesa che si fa prossima
Il Consiglio Episcopale Permanente ha espresso partecipazione al dolore di quanti sono stati colpiti dal crollo sul ghiacciaio della Marmolada e ha assicurato preghiere di suffragio per le vittime, affidandole all’abbraccio misericordioso del Padre. Insieme alla solidarietà e alla vicinanza, i Vescovi hanno lanciato un appello perché tutti facciano la propria parte per proteggere la Casa comune, perseguendo uno sviluppo sostenibile e integrale.
Forte solidarietà è stata manifestata anche alle missionarie e ai missionari che, in tutto il mondo, spendono la vita per il Vangelo e a servizio degli ultimi. I membri del Consiglio Permanente si sono uniti alle parole del Cardinale Presidente che, nel suo indirizzo di saluto, ha ricordato il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld uccisa il 25 giugno a Port-au-Prince, ad Haiti, e hanno ringraziato quanti operano in contesti difficili, spesso di guerra, mostrando il volto di una Chiesa materna e misericordiosa. La loro testimonianza – è stato evidenziato – incoraggia la Chiesa a vivere in pienezza la sua dimensione missionaria, con il coinvolgimento dell’intera comunità. In dialogo con tutti, per il bene delle persone. Nel tracciato del Cammino sinodale, infatti, le Chiese in Italia sono chiamate a mettersi in ascolto delle istanze del territorio, ma anche ad affinare i dispositivi culturali per relazionarsi con il mondo politico e sociale così da diventare sempre di più luogo di dialogo e comprensione. Lo sguardo evangelico deve abbracciare anche la cultura, illuminando tutti gli ambiti che riguardano la persona, dal concepimento al fine vita, dall’accoglienza alla dignità del vivere. Si colloca in quest’orizzonte la
riflessione sullo ius scholae e sulla cittadinanza che – è stato ribadito – costituisce uno strumento di inclusione dei migranti ed è un “tema di cultura”. Nella consapevolezza che, come ha ribadito il
Cardinale Zuppi, il fenomeno migratorio richiede un approccio umanitario e di sistema, è stato ricordato che quello della cittadinanza è un argomento al centro dell’attenzione della Chiesa in Italia, fin dal Convegno Ecclesiale di Verona del 2006.
I Vescovi non hanno mancato poi di rivolgere il loro pensiero alla situazione internazionale, in particolare alla guerra in corso. Il Vice Presidente della CEI, Mons. Francesco Savino, ha condiviso con i Confratelli quanto vissuto in Ucraina, dove si è recato nei giorni scorsi con la Carovana della pace organizzata da #Stopthewarnow. È stato unanimemente rinnovato l’auspicio che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace.
Inoltre, è stata sottolineata la necessità di una verifica delle strutture della CEI in vista di un migliore funzionamento e di una maggiore partecipazione di tutti gli Organismi.

I “cantieri” del Cammino sinodale
Il Consiglio Permanente si è poi soffermato ampiamente sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, esaminando la bozza del documento per il prosieguo della “fase narrativa” (2022-2023). Il testo, al centro del confronto, raccoglie i frutti del primo anno di ascolto, integrato con le riflessioni e le proposte emerse durante l’incontro nazionale dei referenti diocesani, riuniti a Roma dal 13 al 15 maggio, con la partecipazione dei Vescovi rappresentanti delle Conferenze Episcopali Regionali e, successivamente, durante la 76ª Assemblea Generale della CEI (Roma, 23-27 maggio), alla quale hanno preso parte, nelle giornate del 24 e 25 maggio, 32 referenti diocesani, cioè due per ogni Regione ecclesiastica. Le priorità riguardano: la crescita nello stile sinodale e nella cura delle relazioni, l’ascolto dei “mondi” meno coinvolti nel primo anno, la promozione della corresponsabilità di tutti i battezzati, lo snellimento delle strutture per un annuncio più efficace del Vangelo. Per continuare l’ascolto vengono suggeriti tre “cantieri sinodali”, ossia laboratori aperti, da adattare liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nel proprio territorio.
Ogni Diocesi potrà aggiungerne un quarto valorizzando una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco. Gli interventi dei Vescovi, insieme
ad altri contributi scritti giunti dalle Conferenze Episcopali Regionali con il coinvolgimento dei referenti diocesani, hanno permesso di precisare metodi e contenuti. In particolare, è stato chiesto di considerare che gli ulteriori passi del Cammino sinodale si svolgeranno nel triennio di preparazione al Giubileo del 2025, che sarà un’opportunità per “riscoprire” le Costituzioni del Concilio Vaticano II. Il testo, che è stato approvato con le integrazioni segnalate, verrà diffuso nei prossimi giorni.
Il Gruppo di coordinamento nazionale, al quale il Consiglio Permanente ha rivolto un particolare ringraziamento per quanto fatto finora e per il futuro, è chiamato a offrire per l’inizio di settembre un piccolo sussidio metodologico in cui presentare la proposta dei “cantieri sinodali” e della loro restituzione alla fine del secondo anno della “fase narrativa”; nelle prossime settimane verranno raccolte, dalle singole diocesi, alcune esperienze di “buone pratiche” da mettere a disposizione di tutte le Chiese locali, per disporre di idee collaudate, utili per allargare la consultazione al maggior numero possibile di persone e di ambienti.

Varie
Il Consiglio Permanente ha accolto le integrazioni richieste dalla 76ª Assemblea Generale della CEI alla Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Il testo, già approvato “ad experimentum” per il prossimo triennio dall’Assemblea Generale, recepisce gli interventi di Papa Francesco per orientare la prassi concreta sui ministeri istituiti, sia del Lettore e dell’Accolito (per i quali si attende la revisione dei riti di istituzione da parte della Congregazione per il Culto Divino), sia del Catechista. Con la Nota, la CEI intende inserire il tema dei ministeri istituiti all’interno del Cammino sinodale, luogo ideale di verifica anche sulla loro effettiva ricaduta nella prassi ecclesiale. Il Consiglio, su mandato dell’Assemblea Generale, avrà il compito di determinare le modalità di verifica della Nota e di approfondimento del tema della ministerialità. I Vescovi hanno infine approvato, per un anno, i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto. Il rincaro dei costi di materiali e prestazioni edili, dovuto alla pandemia e alla guerra in Ucraina, ha reso inadeguati quelli finora utilizzati e, pertanto, si è reso necessario un adeguamento delle tabelle secondo l’aumento indicato dall’ISTAT.

Nomina del nuovo Segretario Generale
Al termine dei lavori il Cardinale Presidente ha dato lettura al Consiglio Permanente della comunicazione con cui Papa Francesco ha nominato Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della CEI.
“Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, ha detto il Cardinale Zuppi, aggiungendo: “Rinnoviamo il nostro ringraziamento a Mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. Mi piace leggere questa nomina come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese. A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”.
“Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, ha dichiarato Mons. Baturi: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia”.

 

L’arcivescovo Baturi è il nuovo segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana