Al via la “Settimana diocesana della famiglia”: intervista a Maria Grazia e Roberto Dainesi

Da domenica 28 febbraio a domenica 7 marzo in diocesi di Cremona si celebra la “Settimana della famiglia” [qui il programma completo]. Un appuntamento pensato attraverso quattro serate di confronto e approfondimento online. Ne parliamo con i coniugi Maria Grazia e Roberto Dainesi (in foto), che insieme a don Enrico Trevisi condividono la responsabilità dell’Ufficio diocesano per la pastorale famigliare.

Al posto della consueta Giornata diocesana della famiglia quest’anno ci sarà un’intera settimana: come mai questa scelta?
«Abbiamo sempre vissuto una giornata della famiglia in cui c’erano momenti di riflessione, di forte condivisione, di incontro e relazione, davvero molto arricchenti. Quest’anno non si può, ma abbiamo voluto mantenere la positività di quest’esperienza, rivolgendoci all’online. Anche il titolo di questa settimana – “Famiglia luogo di cura e di speranza” – non è stato scelto a caso: durante quest’ultimo anno certamente si sono vissute tante relazioni di cura che sono anche germi di speranza. Per questo abbiamo pensato a tre interventi di altrettanti esperti con approcci diversificati: uno sguardo sulla coppia, uno sulla dimensione educativa e un altro rivolto all’attenzione agli altri. Concluderà la settimana la trasmissione in cui il vescovo rifletterà sul tema insieme ad alcune famiglie».

La settimana porta direttamente all’anno “Famiglia Amoris Laetitia” voluto da Papa Francesco…
«Una bella coincidenza, visto che quando abbiamo programmato la settimana ancora non si sapeva che il 19 marzo, a 5 anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia sulla bellezza e la gioia dell’amore familiare, il Papa avrebbe inaugurato l’anno “Famiglia Amoris Laetitia”. Sappiamo che l’Ufficio nazionale metterà a disposizione molti materiali per aiutare a vivere quest’anno, che si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione dell’incontro mondiale delle famiglie a Roma con il Santo Padre. Siamo curiosi e pronti a condividere il tutto anche a livello diocesano».

Si dice spesso che la famiglia è il cuore della società: dal punto di vista ecclesiale com’è la situazione? Viene ritenuta risorsa?
«Questa è una domanda interessante. La famiglia dovrebbe essere protagonista della vita comunitaria, sempre. Lo diciamo spesso, ma a volte siamo talmente sommersi da iniziative da dimenticarcene. Il lockdown in questo senso ci ha aiutati a riscoprire il valore della famiglia nella sua realtà quotidiana. La famiglia è risorsa perché educa i figli, perché si prende cura della persona anziana, perché intesse relazioni amicali, perché prega insieme. Non abbiamo a volte la consapevolezza sufficiente di quanto sia importante la relazione famigliare e di quanto possa educare la Chiesa. In fondo le relazioni che si vivono nella famiglia sono quelle che dovremmo vivere a 360 gradi nelle varie realtà ecclesiali. Sarebbe bello che i ritmi delle famiglie fossero quelli delle nostre realtà ecclesiali. E nello stesso tempo anche la vita delle nostre comunità dovrebbe tenere conto dei ritmi di vita familiare».

Nei mesi scorsi non sono mancate occasioni di formazione e spiritualità per le coppie.
«Abbiamo bisogno di fare rete e per questo abbiamo proposto degli incontri online per raccontarci un po’ quello che vivevamo. Proprio l’online ci ha dato la possibilità di allargare la possibilità di ascolto e riflessione nelle coppie: la possibilità di partecipare anche in momenti successivi, calibrando meglio i tempi lavorativi e con i figli, è stata molto apprezzata. E abbiamo avuto davvero un bel riscontro».

 

Dal 28 febbraio al 7 marzo la Settimana della famiglia: tre incontri online e la chiusura in diretta con il Vescovo