Accoliti, catechisti e lettori: nuovi ministeri a servizio competente e stabile della comunità

A distanza di mezzo secolo dal primo intervento normativo sui ministeri laicali (Paolo VI, Ministeria quaedam), Papa Francesco, nel gennaio 2021, ha tolto il veto di dare i ministeri istituiti del Lettorato e dell’Accolitato alle donne. Non solo, nel maggio 2021 ha istituito il ministero del Catechista. Come sempre i documenti della Santa Sede richiedono di essere incarnati nelle Chiese locali e si demandano alla Conferenza episcopale le linee guida.

Datata 5 giugno 2022 e pubblicata qualche giorno fa, i vescovi italiani hanno offerto alle Diocesi italiane una Nota ad experimentum per il prossimo triennio. Prima di tutto si richiama la radice battesimale dei ministeri laicali: il Battesimo abilita nativamente, e non per delega, a collaborare con vescovo, preti e diaconi alla missione ecclesiale. Quindi in maniera sintetica suggerisce identità e compiti dei tre ministeri.

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Il lettore trova la sua identità in una spiritualità radicata nella Sacra Scrittura e nel ruolo liturgico di proclamare le pagine bibliche non evangeliche. Da qui i ruoli pastorali: preparare l’assemblea all’ascolto e i lettori di fatto alla proclamazione delle letture; potrà occuparsi di preparare e guidare liturgie della Parola e la Liturgia delle Ore, animare momenti di meditazione della Bibbia, accompagnare i fedeli e anche chi è in ricerca all’incontro vivo con Dio che ci parla nelle Scritture.

L’accolito trova la radice della sua identità nel servizio all’altare durante la Messa. Servendo l’Eucaristia gli sono affidati i compiti di insegnare a entrare vitalmente nella celebrazione e occuparsi delle membra fragili dell’assemblea, facendo da ponte tra l’altare e le case di anziani e malati.

Il catechista collabora con tutti gli altri ministri alla trasmissione della fede e alla formazione alla mentalità cristiana. La Conferenza episcopale assegna ai catechisti il ruolo essenziale del coordinamento e del servizio alla iniziazione cristiana degli adulti e dei bambini.

Fin qui il documento. Che fare ora, visto che in molte diocesi i ministeri non si sono mai affidati a laici, ma sono rimasti confinati nel percorso dei seminaristi verso l’ordinazione presbiterale? Credo che si dovrà cominciare seriamente a pensare come e a chi fare la proposta di questi servizi stabili e come formarli, evitando pesantezze accademiche e valorizzando le loro esperienze sul campo; a come assegnare loro ambiti precisi di servizio. Sto pensando, ad esempio, al coordinamento del servizio liturgico e della catechesi nelle unità e zone pastorali, alle commissioni degli uffici pastorali diocesani. Probabilmente riusciremo a capire come declinare nella vita e nelle strutture pastorali una seria e competente presenza laicale se cominceremo a togliere uomini e donne che già servono le nostre comunità dalla precarietà del loro servizio e dalla marginalità quando si prendono decisioni.

 

don Daniele Piazzi
Ufficio Liturgico Diocesano