A MissioConnessi una storia di volontariato che va dal Nicaragua al Kenya passando per il Perù

Tre esperienze intercontinentali alle spalle, nonostante la giovane età. È questa la storia di Matteo Pizzi, ventisettenne cremonese, laureato in Scienze del Servizio sociale, della Formazione e dell’Educazione. Nicaragua con Caritas Ambrosiana, poi Perù con un progetto universitario e, infine, il Kenya: le “incursioni” missionarie del giovane sono state decisamente varie e differenti.

«Nel 2014 sono partito per il Nicaragua – ha raccontato Pizzi, spite di MissioConnessi – dove ho fatto un po’ di tutto. In particolare ho seguito l’animazione e la formazione in un centro per disabili, uno dei due dell’intero paese».

La prima esperienza fuori dal mondo occidentale, pur se di breve durata, ha però lasciato il segno nel cuore del giovane cremonese, che l’anno successivo ha affrontato un secondo viaggio verso l’America del Sud.

«Il Perù è un paese dai due volti – ha proseguito – perché se, da un lato, è ricco e appetibile per i turisti, dall’altro presenta città estremamente povere e abbandonate nelle mani delle bande criminali». Il caso di Nadia de Munari, missionaria italiana uccisa il 21 aprile nella cittadina di Chimbote, è emblematico in questo senso. «L’estrema povertà – secondo Pizzi – porta le persone, spesso bambini e ragazzi abbandonati a loro stessi, a non guardare in faccia nessuno: tutto è considerato lecito pur di guadagnare una moneta».

Nonostante l’esperienza probante del Perù la passione del giovane non si è spenta, tanto che, a distanza di qualche anno, è ripartito per un mese in Kenya, questa volta insieme alla compagna. Nel paese africano, grazie al sostegno di Caritas, i due giovani hanno strutturato e proposto una campagna di sensibilizzazione verso l’igiene dentale in un rescue center per bambini.

«Il desiderio di rendersi disponibili – ha concluso Pizzi – è fondamentale, ma altrettanto importante è lo spirito di adattamento. Se non si impara ad uscire dal consueto modo di guardare alle persone e alle cose, rieducando i propri sensi, instaurare relazioni vere ed autentiche diventa impossibile».

Ancora una volta, sotto la guida di don Maurizio Ghilardi – incaricato diocesano per la pastorale missionaria – MissioConnessi aiuta ciascuno ad aprire una finestra sul mondo e, con la collaborazione di chi, come Matteo Pizzi, ha vissuto esperienze significative, a ricordare quanto sia ampio il significato della parola comunità.

 

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