A Fiesco con il Vescovo inaugurati i restauri della chiesa e incoronata l’effigie della Vergine

Nel giorno dedicato alla Natività di Maria, le parrocchie di Fiesco e Trigolo hanno vissuto un momento importante per le comunità. Infatti, nella sera di giovedì 8 settembre, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Antonio Napolioni, si è svolta la cerimonia d’incoronazione dell’effigie della Vergine Maria, evento che ha costituito il culmine di una settimana caratterizzata da molte iniziative e che si concluderà domenica 11 settembre con la Messa solenne di ringraziamento.

La decisione di incoronare la statua di Maria e del Bambinello è nata come dono votivo per la protezione che l’intera popolazione fieschese ha invocato dalla Madonna durante il periodo più duro della pandemia.

La cerimonia ha avuto inizio con il corteo che, partendo dal piazzale del comune di Fiesco, accompagnato dal Corpo bandistico di Trigolo, in modo molto suggestivo con carrozza e cavallo, ha portato le corone in chiesa parrocchiale.

Sul sagrato della chiesa il vescovo è stato salutato dal sindaco di Fiesco, Giuseppe Piacentini. Presenti anche il vicesindaco di Trigolo, Paola Biaggi, il progettista, architetto Assandri, e il comandante della stazione dei carabinieri di Castelleone, luogotenente Alessandro Ciaberna.

Il vescovo ha benedetto e inaugurato il restauro della facciata, dell’esterno della chiesa e del campanile.

Prima dell’inizio della Messa, concelebrata da diversi sacerdoti della zona, il parroco don Marino Dalè ha ricordato come con la benedizione della facciata si sia avverato un sogno coltivato da molto tempo da parroci e fedeli, ricordando anche come si sia acquisita nell’ultimo anno una migliore consapevolezza nella vita comune per l’unità delle comunità parrocchiali di Fiescco e di Trigolo. Il sacerdote ha anche sottolineato come il rito dell’Incoronazione sia un riconoscimento del servizio di Maria a Cristo suo figlio, alla Chiesa e al mondo. Il parroco ha anche informato di un’altra iniziativa che si sta concretizzando vicino alla chiesa e nel giardino della casa parrocchiale: la formazione di un “giardino biblico”, una sorta di catechesi naturale attraverso le essenze citate nella Bibbia con una particolare attenzione all’ambiente.

Nell’omelia il vescovo ha spiegato il senso della festa della Natività di Maria, che deve essere vissuta come «un’aurora che prepara il sole che non tramonterà», segno di speranza per una società che sembra avviata verso il tramonto. Monsignor Napolioni ha poi spiegato in tre modi il senso del gesto di grande significato dall’incoronazione: fare fare corona a Maria e Gesù restando uniti; la signoria, scegliere di essere figli di Maria appartenenti a suo figlio; la corona del Rosario che permette di essere in comunicazione con Maria attraverso la preghiera a testimonianza che si crede in ciò che è avvenuto.

Dopo l’omelia il vescovo ha posto le corone sul capo di Maria e del Bambino Gesù.

Prima del termine della Messa, con i ringraziamenti del parroco, un altro gesto: don Silvio Aboletti, collaboratore parrocchiale, ha posto tra le mani della statua della Vergine il Rosario donato dal Papa a memoria dell’evento.