A Caravaggio associazioni in marcia per la pace in Ucraina

«Slava Ukraïni! Herojam slava!» (Gloria all’Ucraina! Gloria agli eroi!), è la frase che Dasha, rifugiata ucraina arrivata nei giorni scorsi in diocesi, ha insegnato alle oltre duemila persone che hanno preso parte alla marcia per la pace che si è svolta nella serata di sabato 5 marzo a Caravaggio.

La fiaccolata è stata coordinata dalla Croce rossa di Caravaggio e ha visto riuniti volontari del soccorso, l’Amministrazione comunale, Acli, Azione cattolica, Agesci, Movimento dei Focolari, Comunione e Liberazione, Caritas, Aido, Avis, Aiutiamoli a vivere, Fondazione don Pidrì e don Pierino, Chei de la Bosnia, Gruppo catechisti, Baristi e volontari oratorio, Arkis, Amici di don Maurizio, Libertas, Corpo di Bacco, Associazione Alpini, Gruppo di San Bernardino.

Tutti i partecipanti, provenienti anche dai comuni limitrofi, con la candela accesa e le bandiere della pace e dell’Ucraina, si sono ritrovati nei pressi di Porta Nuova a Caravaggio. La manifestazione si è aperta con Il mondo che vorrei di Laura Pausini, canzone che dipinge un mondo ideale di pace tra i popoli, e la lettura dell’articolo 11 della Costituzione che ricorda a tutti che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

È stata fatta poi una tappa davanti alla chiesa di San Bernardino, per ascoltare altre canzoni suggestive e scritti tratti dalla Bibbia, dall’enciclica Pacem in terris e dal Concilio Vaticano II.

La camminata si è conclusa al Santuario di S. Maria del Fonte con il saluto del presidente del Comitato di Caravaggio della Croce rossa italiana Carmine Musio, l’intervento dei ragazzi delle scuole secondarie caravaggine e con la toccante testimonianza di Dasha che ha raccontato la sua tragica fuga e il dolore provato nel salutare il padre e gli amici rimasti in Ucraina. Erano presenti alla manifestazione anche altri rifugiati ucraini. Il rettore del Santuario, monsignor Amedeo Ferrari, ha salutato la folla esprimendo parole di speranza e citando Isaia 2,4: “Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra”. Il parroco di Caravaggio, don Giansante Fusar Imperatore, con la benedizione ha quindi chiuso la serata.