Category Archives: Notizie

image_pdfimage_print

Anche i catechisti cremonesi a S. Pietro per l’incontro giubilare con il Papa
Dal 23 al 25 settembre i pellegrini hanno vissuto nella Capitale un itinerario di preghiera e approfondimento

L’anno giubilare della misericordia ha visto protagonisti i catechisti di tutto il mondo. Tra loro anche una settantina che da varie parti della diocesi si sono recati in pellegrinaggio a Roma per ritrovare nel mistero della misericordia di Dio la sorgente del proprio ministero. Continue reading »

A marzo pellegrinaggio in Terra Santa con il vescovo Antonio. In agenda anche Fatima nel centenario delle apparizioni e il Santuario di Guadalupe
Anticipazioni delle proposte per il 2017 del Segretariato diocesano pellegrinaggi

Pur non essendo ancora approntato il programma definitivo, sono già a disposizione tre itinerari di pellegrinaggio per la prima parte del 2017.

«Vale sempre la pena ricordare – afferma don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi – come la vita di ogni persona sia pellegrinaggio verso la meta ultima che è il Signore: i pellegrinaggi vogliono interpretare questa componente spirituale e offrire quegli elementi a sostegno della maturazione della fede, lungo il cammino terreno di ciascuno, a volte contrassegnato dal dolore e dalla sofferenza, ma sempre illuminato dalla speranza.

La Terra Santa, i Santuari mariani sono mete visibili, sono segni del sacro nel mondo di oggi: farsi pellegrini significa accogliere i segni di Dio e leggerli alla luce di una fede incarnata nella storia. Inoltre farsi pellegrini come chiesa cremonese vuol dire riconoscersi in questa comunità e condividere, pastore e fedeli, le gioie e le fatiche dell’annuncio del Vangelo».

 

TERRA SANTA
pellegrinaggio diocesano presieduto dal Vescovo Antonio 
dal 6 al 13 marzo

Il pellegrinaggio in Terra Santa, fortemente voluto e presieduto dal vescovo Antonio, vuole essere un ritorno nella terra di Gesù per una forte rimotivazione della fede in questo tempo di disorientamento.

«Ci siamo stati – ricorda don Rota – molte altre volte, l’ultima nel 2015 con il Vescovo Dante, quando abbiamo voluto il gemellaggio con la Parrocchia di Ramallah, ma è sempre emozionante ritornare in questa terra dove Gesù ha vissuto, percorsa da una ricerca faticosa della pace e della convivenza tra Ebrei, Musulmani e Cristiani».

L’itinerario classico porterà innanzitutto in Galilea a Nazaret, Cafarnao con il lago di Tiberiade, al Monte Tabor, luogo della Trasfigurazione e a Cana, dove si ricorda il miracolo delle nozze. Poi il trasferimento lungo la valle del Giordano in Giudea, a Betlemme la città della nascita di Gesù, a Gerusalemme con i luoghi della passione, morte e risurrezione del Signore. Non mancherà una visita a Ein Karem, legata ai ricordi del Battista, a Gerico e al deserto di Giuda con il sito di Qumaram e a Masada, roccaforte della difesa degli Ebrei contro l’invasione dei romani e allo Yad vashem, il memoriale dell’olocausto.

TerraSanta

 

FATIMA
partecipazione al pellegrinaggio nazionale, nel centenario delle apparizioni 
dal 12 al 15 giugno

Come è noto la Vergine Maria è apparsa a Fatima nel 1917, per sei volte, ai tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia, originari del vicino villaggio di Aljustrel: ricorre dunque il centenario di quegli eventi prodigiosi.

All’epoca, Fatima era un piccolo e insignificante villaggio che ricordava l’antica presenza dei dominatori mori della penisola iberica. Oggi è un centro di spiritualità tra i più frequentati, denominato “l’altare del Portogallo” che vede sorgere attorno alla “Cova di Iria” la cappellina delle apparizioni, la basilica del Rosario e la recente basilica della Trinità.

L’itinerario porterà a partecipare alla veglia e alle celebrazioni del ricordo della seconda apparizione del 13 giugno e alla visita dei luoghi dei veggenti.

Nei restanti giorni è prevista l’escursione al convento del Cristo di Tomar, importante centro medievale, e una sosta a Lisbona per una breve visita ai principali monumenti: la torre di Belem, il monumento alle scoperte sulla riva del Tago, il monastero di los Geronimos, la Cattedrale patriarcale e la vicina chiesa sorta sulla casa natale di S. Antonio.

Fatima

 

SANTUARIO DI GUADALUPE E MESSICO PRE-COLOMBIANO
dal 24 aprile al 4 maggio

L’itinerario di 11 giorni porta a visitare Città del Messico, con la Piazza della Costituzione, detta Zocalo, la Cattedrale Metropolitana e il Palazzo Nazionale, al cui interno si trovano i meravigliosi murales di Diego Rivera che narrano la storia messicana. Cuore dell’itinerario sarà la visita alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, il più famoso santuario dell’America latina, dove la Vergine Maria, apparve più volte a Juan Diego, di origine azteche tra il 9 al 12 dicembre 1531, lasciandovi impressa l’immagine sul suo mantello. Nel giro di un secolo, nel luogo delle apparizioni fu costruita  una piccola cappella, poi di una più grande, per giungere all’edificazione di un vero e proprio santuario, consacrato nel 1622, per approdare all’inaugurazione dell’odierna Basilica nel 1976. Juan Diego, il veggente, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 31 Luglio del 2002.

Successivamente si visiteranno il centro archeologico di Teotihuacan, con le imponenti piramidi del Sole e della Luna collegate attraverso il Viale dei Morti al Tempio delle Farfalle, al Tempio di Quetzalcoatl e alla Cittadella.

Quindi il trasferimento a Tuxla Gutierrez e a San Cristobal de las Casas, dove si visiteranno il tipico mercato locale e la chiesa di Santo Domingo, in stile barocco.

Si proseguirà per Palenque, dove la folta vegetazione tropicale per secoli ha gelosamente custodito questa splendida città Maya, giunta a noi pressoché intatta, con il bellissimo Tempio del Sole, il Tempio delle Iscrizioni, il Tempio del Conte e il Tempio della Croce Laminata.

Poi Campeche, racchiusa tra possenti mura, capitale dell’omonimo Stato, dal tipico stile coloniale per la bellezza delle case patrizie e delle austere chiese.

Si raggiungerà quindi Uxmal, splendida città Maya nello Yucatán dove si potranno ammirare la Piramide dell’Indovino, il Palazzo del Governatore e il campo della pelota;  il gruppo proseguirà per Mérida, detta la Città Bianca, commistione di stili francese, italiano e arabo, con la Cattedrale, il Palazzo del Governo, il Palazzo Municipale e la Casa di Montejo.

Infine si visiterà il celebre sito archeologico di Chichen-Itzà con lo spettacolare Castello a forma di piramide sormontato dal tempio di Kukulcán, il campo da gioco della “pelota”, il Tempio dei Guerrieri, il Tempio delle Tigri e l’Osservatorio astronomico.

MINOLTA DIGITAL CAMERA

Per ulteriori informazioni e iscrizioni contattare il Segretariato diocesano pellegrinaggi presso l’agenzia turistica ProfiloTours di piazza S. Antonio Maria Zaccaria 2, a Cremona (tel. 0372-460592; e-mail: profilocr@tin.it).

Il saluto del vescovo Antonio ai turisti per l’estate
Continuando la tradizione avviata nel 2009 dal vescovo Lafranconi, mons. Napolioni ha indirizzato un messaggio a quanti in questi mesi visiteranno la diocesi

Quest’anno, per la prima volta, il vescovo Antonio Napolioni, continuando una tradizione avviata dal suo predecessore fin dal 2009, ha indirizzato un messaggio di saluto ai turisti che transitano da Cremona o da altre località della Diocesi, prima tra tutte il Santuario di Caravaggio. Continue reading »

Luoghi e musiche per l’anima

E’ disponibile presso l’Agenzia Viaggi e Turismo Profilotours – Piazza S. A. Maria Zaccaria 5 il recente volume “Luoghi e musiche per l’anima” di don Roberto Rota e Alessandro Zaini, con prefazione di Paola Bignardi, a cui è unito un Cd musicale.
Il testo, tradotto anche in inglese, presenta dieci itinerari in Europa, alla scoperta delle radici cristiane del nostro continente.

Dal 23 al 25 settembre i catechisti a Roma per il pellegrinaggio giubilare: conclusione con la Messa di Papa Francesco in piazza S. Pietro
Il pellegrinaggio al via con il cammino giubilare da Castel Sant’Angelo alla Basilica di San Pietro. Il secondo giorno percorso artistico di fede guardardo al Caravaggio e ai mosaici delle basiliche dell’Esquilino

Anche la diocesi di Cremona sarà presente a Roma alla fine di settembre per il Giubileo dei catechisti, che culminerà con la Messa presieduta da Papa Francesco in piazza S. Pietro la mattina di domenica 25 settembre. Per l’occasione l’Ufficio catechistico diocesano, attraverso il Segretariato diocesano pellegrinaggi, propone un pellegrinaggio a Roma dal 23 al 25 settembre. Le iscrizioni entro metà maggio presso l’agenzia turistica ProfiloTours. Continue reading »

Perchè a Roma per l’anno santo

Con l’inizio dell’anno Santo della misericordia che il Papa ha voluto si celebrasse contemporaneamente a Roma e in tutto il mondo, nasce spontanea una domanda: perché ancora si va in pellegrinaggio a Roma?
Da sempre Roma è meta di pellegrinaggio, che si è modificato nelle modalità, nel corso dei secoli ma che ha sempre mantenuto la caratteristica di itinerario “sacro”. Vale la pena, allora, pur per sommi capi, ripercorrere questi due millenni cristiani per renderci conto dell’importanza e della insostituibilità della meta, segno e immagine di un’altra meta, “la Gerusalemme di lassù, che è nostra madre”, punto di arrivo definitivo del cammino di ogni credente.
Nel IV° secolo, terminato il periodo delle persecuzioni, nascono a Roma le grandi basiliche costantiniane sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo che diventano da subito richiamo, per tutta la cristianità; successivamente si aggiungeranno, come tappe del pellegrinaggio, il complesso del Laterano, con la Cattedrale “madre e capo di tutte le chiese” e S. Maria Maggiore, che, insieme, andranno a costituire il gruppo delle quattro basiliche papali, più significative. Nel corso dei secoli esse sono state ricostruite e abbellite, pur mantenendo inalterata la dedicazione: memorabili sono le vicende della costruzione del “nuovo” S. Pietro, tra il XVI° e il XVII° secolo, così come non si può dimenticare la ricostruzione di S. Paolo fuori le mura, dopo il pauroso incendio che la devastò quasi totalmente, nel 1823.
Quando la città di Roma perde l’importanza politica del tempo dell’impero, cresce il richiamo di figure straordinarie chiamate a reggere insieme le sorti della città e della chiesa universale: pensiamo che cosa hanno rappresentato i Papi Leone magno e Gregorio magno, difensori della fede e per questo, difensori della città, ricca delle memorie cristiane.
Il pellegrinaggio romeo si arricchisce ben presto di alcuni percorsi ufficiali che si snodano lungo la penisola, da nord a sud, quasi una preparazione al grande incontro: la cosiddetta via “Francigena”, le cui tappe sono descritte con dovizia di particolari da Sigerico, che, nominato Vescovo di Canterbury nel 990 da Papa Giovanni XV, giunge fino a Roma, attraverso il passo del S. Bernardo e toccando località come Fidenza, Lucca, Siena, per ricevere l’investitura direttamente dal Papa. Ma anche la via “romea” che, dalle terre germaniche, passando per Aquileia, Pomposa e Ravenna, giungeva pure a Roma per un altro itinerario.
Accanto alla venerazione per le memorie degli Apostoli il pellegrinaggio romeo si arricchisce di altri elementi tangibili, come le reliquie insigni, giunte a Roma dall’Oriente: quelle della passione del Signore, dalla vera croce, alla lancia di Longino, al velo della Veronica, quelle personali del Papa, custodite nel Sancta sanctorum del “patriarchio”, l’antica sede papale presso S. Giovanni e una moltitudine di icone bizantine, oggi venerate in tante chiese della città, scampate alla furia iconoclasta e alle successive vicende politiche dell’Oriente, culminate con la caduta di Costantinopoli del 1453, tra cui, la più nota di tutte, quella della “salus populi romani” di S. Maria Maggiore.
E arriviamo al primo anno santo della storia, il 1300, voluto da Bonifacio VIII, quando giungono a Roma folle di pellegrini, richiamati dal dono dell’indulgenza che il Papa annette al pellegrinaggio.
Così da quel lontano 1300 gli anni santi sono stati ritmati dal pellegrinaggio, rinnovato nelle modalità, ma sempre incentrato sulla visita dei luoghi santi di Roma; da ricordare l’iniziativa di S. Filippo Neri che, per l’anno santo del 1550, propone la visita alle 7 chiese: accanto alle quattro basiliche papali vengono aggiunte l’antica chiesa di S. Lorenzo al Verano, S. Sebastiano sulla via Appia e S. Croce in Gerusalemme.
Con la riscoperta delle catacombe, soprattutto quelle collocate lungo la via Appia, culminata nel XIX° secolo, il pellegrinaggio a Roma si arricchisce ulteriormente: la venerazione per i martiri antichi, come Agnese, Cecilia e Sebastiano, nei luoghi della loro sepoltura, che con gli Apostoli, colonne della chiesa, fanno di Roma una città-santuario, è invito a riscoprire la dimensione della testimonianza della fede, in tempi differenti ma che pur sempre necessitano di coerenza e di fedeltà incondizionata al Signore.
Dopo i periodi della rivoluzione francese e napoleonico, durante i quali i Papi vengono ridotti in una sostanziale schiavitù, l’andare a Roma, ha significato “vedere Pietro” ed esprimere al Papa il proprio affetto e la propria filiale devozione.
Per giungere così ai nostri giorni: la primavera della Chiesa del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII e Paolo VI, il lungo pontificato di Giovanni Paolo II ed oggi la ventata di entusiasmo e di simpatia che suscita in tutti Papa Francesco, sono gli elementi che connotano e riassumono l’andare a Roma da pellegrini per questo anno santo della misericordia: il sentirsi confermati nella fede da Pietro, “roccia della chiesa”, l’incontro con una Chiesa missionaria, di cui ci sentiamo membra vive, che dialoga con il mondo, che guarda con simpatia e insieme con preoccupazione gli uomini, spesso disorientati e confusi, alla ricerca di un senso della loro vita.
E’ dunque il respiro per l’universalità della chiesa – una, santa, cattolica ed apostolica – la componente attuale, forse preponderante, rafforzata da tutti gli elementi che hanno caratterizzato, lungo i secoli, il pellegrinaggio a Roma.
Nella nota pastorale Cei “venite saliamo sul monte del Signore” del 1998 vengono messe in luce le caratteristiche del vero pellegrinaggio, non più visto in termini devozionistici, dopo aver ricordato che “particolare rilievo assume il pellegrinaggio a Roma….verso la chiesa che presiede alla comunione”: il pellegrinaggio è anzitutto un cammino che esprime la ricerca di un significato religioso dell’esistenza, è una visita per rinfrancare la fede, è un commiato, una nostalgia per una permanenza definitiva presso il Signore che si compirà alla fine della vita.

Sac Roberto Rota