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Author: turismo

Luoghi e musiche per l’anima

E’ disponibile presso l’Agenzia Viaggi e Turismo Profilotours – Piazza S. A. Maria Zaccaria 5 il recente volume “Luoghi e musiche per l’anima” di don Roberto Rota e Alessandro Zaini, con prefazione di Paola Bignardi, a cui è unito un Cd musicale.
Il testo, tradotto anche in inglese, presenta dieci itinerari in Europa, alla scoperta delle radici cristiane del nostro continente.

Perchè a Roma per l’anno santo

Con l’inizio dell’anno Santo della misericordia che il Papa ha voluto si celebrasse contemporaneamente a Roma e in tutto il mondo, nasce spontanea una domanda: perché ancora si va in pellegrinaggio a Roma?
Da sempre Roma è meta di pellegrinaggio, che si è modificato nelle modalità, nel corso dei secoli ma che ha sempre mantenuto la caratteristica di itinerario “sacro”. Vale la pena, allora, pur per sommi capi, ripercorrere questi due millenni cristiani per renderci conto dell’importanza e della insostituibilità della meta, segno e immagine di un’altra meta, “la Gerusalemme di lassù, che è nostra madre”, punto di arrivo definitivo del cammino di ogni credente.
Nel IV° secolo, terminato il periodo delle persecuzioni, nascono a Roma le grandi basiliche costantiniane sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo che diventano da subito richiamo, per tutta la cristianità; successivamente si aggiungeranno, come tappe del pellegrinaggio, il complesso del Laterano, con la Cattedrale “madre e capo di tutte le chiese” e S. Maria Maggiore, che, insieme, andranno a costituire il gruppo delle quattro basiliche papali, più significative. Nel corso dei secoli esse sono state ricostruite e abbellite, pur mantenendo inalterata la dedicazione: memorabili sono le vicende della costruzione del “nuovo” S. Pietro, tra il XVI° e il XVII° secolo, così come non si può dimenticare la ricostruzione di S. Paolo fuori le mura, dopo il pauroso incendio che la devastò quasi totalmente, nel 1823.
Quando la città di Roma perde l’importanza politica del tempo dell’impero, cresce il richiamo di figure straordinarie chiamate a reggere insieme le sorti della città e della chiesa universale: pensiamo che cosa hanno rappresentato i Papi Leone magno e Gregorio magno, difensori della fede e per questo, difensori della città, ricca delle memorie cristiane.
Il pellegrinaggio romeo si arricchisce ben presto di alcuni percorsi ufficiali che si snodano lungo la penisola, da nord a sud, quasi una preparazione al grande incontro: la cosiddetta via “Francigena”, le cui tappe sono descritte con dovizia di particolari da Sigerico, che, nominato Vescovo di Canterbury nel 990 da Papa Giovanni XV, giunge fino a Roma, attraverso il passo del S. Bernardo e toccando località come Fidenza, Lucca, Siena, per ricevere l’investitura direttamente dal Papa. Ma anche la via “romea” che, dalle terre germaniche, passando per Aquileia, Pomposa e Ravenna, giungeva pure a Roma per un altro itinerario.
Accanto alla venerazione per le memorie degli Apostoli il pellegrinaggio romeo si arricchisce di altri elementi tangibili, come le reliquie insigni, giunte a Roma dall’Oriente: quelle della passione del Signore, dalla vera croce, alla lancia di Longino, al velo della Veronica, quelle personali del Papa, custodite nel Sancta sanctorum del “patriarchio”, l’antica sede papale presso S. Giovanni e una moltitudine di icone bizantine, oggi venerate in tante chiese della città, scampate alla furia iconoclasta e alle successive vicende politiche dell’Oriente, culminate con la caduta di Costantinopoli del 1453, tra cui, la più nota di tutte, quella della “salus populi romani” di S. Maria Maggiore.
E arriviamo al primo anno santo della storia, il 1300, voluto da Bonifacio VIII, quando giungono a Roma folle di pellegrini, richiamati dal dono dell’indulgenza che il Papa annette al pellegrinaggio.
Così da quel lontano 1300 gli anni santi sono stati ritmati dal pellegrinaggio, rinnovato nelle modalità, ma sempre incentrato sulla visita dei luoghi santi di Roma; da ricordare l’iniziativa di S. Filippo Neri che, per l’anno santo del 1550, propone la visita alle 7 chiese: accanto alle quattro basiliche papali vengono aggiunte l’antica chiesa di S. Lorenzo al Verano, S. Sebastiano sulla via Appia e S. Croce in Gerusalemme.
Con la riscoperta delle catacombe, soprattutto quelle collocate lungo la via Appia, culminata nel XIX° secolo, il pellegrinaggio a Roma si arricchisce ulteriormente: la venerazione per i martiri antichi, come Agnese, Cecilia e Sebastiano, nei luoghi della loro sepoltura, che con gli Apostoli, colonne della chiesa, fanno di Roma una città-santuario, è invito a riscoprire la dimensione della testimonianza della fede, in tempi differenti ma che pur sempre necessitano di coerenza e di fedeltà incondizionata al Signore.
Dopo i periodi della rivoluzione francese e napoleonico, durante i quali i Papi vengono ridotti in una sostanziale schiavitù, l’andare a Roma, ha significato “vedere Pietro” ed esprimere al Papa il proprio affetto e la propria filiale devozione.
Per giungere così ai nostri giorni: la primavera della Chiesa del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII e Paolo VI, il lungo pontificato di Giovanni Paolo II ed oggi la ventata di entusiasmo e di simpatia che suscita in tutti Papa Francesco, sono gli elementi che connotano e riassumono l’andare a Roma da pellegrini per questo anno santo della misericordia: il sentirsi confermati nella fede da Pietro, “roccia della chiesa”, l’incontro con una Chiesa missionaria, di cui ci sentiamo membra vive, che dialoga con il mondo, che guarda con simpatia e insieme con preoccupazione gli uomini, spesso disorientati e confusi, alla ricerca di un senso della loro vita.
E’ dunque il respiro per l’universalità della chiesa – una, santa, cattolica ed apostolica – la componente attuale, forse preponderante, rafforzata da tutti gli elementi che hanno caratterizzato, lungo i secoli, il pellegrinaggio a Roma.
Nella nota pastorale Cei “venite saliamo sul monte del Signore” del 1998 vengono messe in luce le caratteristiche del vero pellegrinaggio, non più visto in termini devozionistici, dopo aver ricordato che “particolare rilievo assume il pellegrinaggio a Roma….verso la chiesa che presiede alla comunione”: il pellegrinaggio è anzitutto un cammino che esprime la ricerca di un significato religioso dell’esistenza, è una visita per rinfrancare la fede, è un commiato, una nostalgia per una permanenza definitiva presso il Signore che si compirà alla fine della vita.

Sac Roberto Rota

messaggio 2014

Cari amici
Vi do il mio benvenuto più cordiale in Diocesi di Cremona
La nostra terra, ricca di arte e di storia, collocata tra il corso dei fiumi Po, Adda e Oglio è adagiata nel cuore della pianura: una terra laboriosa che oggi risente delle difficoltà dell’economia mondiale e per questo guarda con interesse all’evento dell’Expo di Milano del prossimo anno, convinta che qui ci sono ancora risorse importanti per nutrire il pianeta.
La nostra Diocesi quest’anno ricorda con particolare riconoscenza il grande Vescovo Geremia Bonomelli, a cent’anni dalla morte: in tempi difficili e di disorientamento per la Chiesa e per l’Italia è stato un riferimento importante, perchè ha saputo guardare lontano, mentre non perdeva di vista le fatiche di tanti uomini e donne del suo tempo costretti a emigrare in cerca di lavoro.
Tutte sfide che anche noi accogliamo, convinti della necessità di vivere con gioia il Vangelo nel tempo presente.
Rinnovo a tutti l’augurio di un piacevole soggiorno tra noi per gustare le bellezze artistiche e naturalistiche della nostra terra.

+ Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona

messaggio 2012

Un caloroso benvenuto a tutti voi che visitate le bellezze della Diocesi di Cremona.
Sono generalmente piccoli borghi, tutti da scoprire, nelle cui chiese, sono conservati capolavori di arte, che testimoniano la fede delle generazioni che ci hanno preceduto; sono i sentieri che costeggiano i nostri fiumi, punteggiati da santelle, espressioni della devozione popolare; sono i Santuari mariani di cui la nostra terra è ricca, primo tra tutti quello di Caravaggio, segno della materna protezione di Maria, qui apparsa il 26 maggio 1432.
Ed è la città di Cremona, con la sua Cattedrale, dedicata all’Assunta, il Battistero con il museo delle pietre romaniche, il Torrazzo, alto mt 111, le sue chiese, i suoi palazzi.
In questo territorio vive una comunità cristiana che raccoglie le sfide del tempo presente e riflette, in sintonia con le indicazioni della chiesa italiana, sull’impegno educativo verso le giovani generazioni, per riscoprire e testimoniare “la vita buona del Vangelo”.
In Diocesi sono presenti due Monasteri femminili di clausura: quello della Visitazione a Soresina e quello Domenicano a S. Sigismondo di Cremona, luoghi nei quali la dimensione del silenzio si fa invito ad uscire dal frastuono di ogni giorno per un tempo ricco di interiorità.
Auguro a tutti – cremonesi e turisti – che l’estate sia occasione per riscoprire tutte queste ricchezze e ricrearsi in armonia con Dio, i fratelli, il creato.

+ Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona

messaggio 2011

Cari amici
Buone vacanze a tutti voi che passate, anche solo di sfuggita, per ammirare la bellezza di monumenti come la Cattedrale, le chiese e i palazzi che fanno bella Cremona, nota in tutto il mondo per l’antica tradizione liutaia
Lungo i sentieri della pianura delimitata dai fiumi Po, Oglio e Adda vi imbatterete in angoli incontaminati e, soffermandovi anche nei piccoli paesi, vi accorgerete come le chiese custodiscano tesori d’arte, espressioni della fede delle generazioni che ci hanno preceduto.
Auguro a tutti che l’Estate possa essere per chi verrà come turista, per chi andrà in vacanza ma anche per i cremonesi che resteranno, un tempo di serenità e di vera ricarica dello spirito.

+ Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona

messaggio 2010

Benvenuti in città e diocesi di Cremona!
Carissimi,
E’ bello progettare durante l’anno alcuni giorni, durante i quali ci si ricrea nelle forze fisiche e spirituali, visitando un territorio come il nostro, lontano dai flussi turistici di massa che permette di gustare, con serenità e tranquillità le espressioni dell’arte e dell’ingegno umano, segni della fede che i nostri padri ci hanno consegnato.
Luoghi privilegiati dello spirito sono i Santuari mariani di cui è costellato il territorio e tra questi, due in particolare che sono giunti a significative date centenarie e che ho voluto richiamassero insieme il messaggio dell’amore misericordioso di Dio di cui la Madre del Signore si fa messaggera: il Santuario di S. Maria del Fonte a Caravaggio, dove Maria è apparsa il 26 maggio 1432 ricorda quest’anno il terzo centenario dell’Incoronazione della statua della Madonna (1710), mentre il Santuario della Beata Vergine della Misericordia a Castelleone fa memoria del quinto centenario dell’apparizione avvenuta l’11 maggio 1511.
Senza tralasciare la Cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta, sintesi straordinaria di arte e di fede, e le altre chiese di cui è ricca la città di Cremona.
Un pensiero infine è per voi ragazzi che scegliete la città di Cremona per la vostra gita scolastica: auguro a voi e ai vostri insegnanti di apprezzare ciò che visitate, riflettendo su come può arrivare in alto l’intelligenza umana: il Torrazzo sul quale salirete non è una sfida al cielo ma esprime il desiderio e la volontà dell’uomo di non dimenticare mai quel Dio che lo ha creato a sua immagine.
Buone vacanze a tutti.

+ Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona

messaggio 2009

CARI AMICI
con un cordialissimo saluto do il benvenuto a voi che avete scelto di passare un po’ di tempo nella nostra città di Cremona e nel territorio della Diocesi.
Ammirando la bellezza della nostra Cattedrale dedicata a S. Maria Assunta vi incontrate con il monumento più eloquente della nostra Chiesa che ha origini lontane, documentata dal IV secolo. Nella Cripta veneriamo le reliquie di S. Omobono, nostro patrono, laico, morto nel 1197 e canonizzato da Papa Innocenzo III° nel 1199.
Sulla piazza del Duomo, oltre al Torrazzo, simbolo della città, si affacciano anche i monumenti civili, segno di un confronto, non sempre pacifico, che ha caratterizzato la civitas medievale.
In Diocesi tante chiese e santuari parlano di un tessuto diffuso della fede e radicato nella vita: da Caravaggio, dove la Vergine è apparsa il 26 maggio 1432 a Castelleone, da Cremona, fino a Casalmaggiore e a Viadana.
A Bozzolo è stato Parroco, fino alla morte avvenuta nel 1959, don Primo Mazzolari, nato a Boschetto, presso Cremona: un Prete della nostra Chiesa che con la sua parola e i suoi scritti ha precorso gli insegnamenti del Concilio Vaticano II°.
Il percorso pastorale di questi anni, in sintonia con il progetto della chiesa italiana, è incentrato nella riscoperta dei Sacramenti della Iniziazione cristiana e quest’anno, in modo particolare, nella valorizzazione del dono del Sacramento del Matrimonio.
Augurandovi buona permanenza, auspico che l’incontro con la nostra Chiesa, possa far nascere un legame di preghiera reciproca e di riconoscenza a Dio che ci parla anche attraverso la bellezza delle opere d’arte, segni della fede delle generazioni che ci hanno preceduto.

Cremona, 26 maggio 2009
+ Dante Lafranconi
Vescovo di Cremona