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Il dialogo tra operatori sanitari, malati terminali e loro familiari al centro dell’incontro del 18 gennaio in Ospedale
On-line l'intervento di Gabriele Piardi, infermiere dell’Hospice Domus Salutis di Brescia, al corso “È questione di Kar…egiver. La cura della relazione”

Nel pomeriggio di giovedì 18 gennaio, presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona, si è tenuto il quarto e ultimo incontro del percorso promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute sulla relazione tra operatori e pazienti: “È questione di Kar…egiver. La cura della relazione”. Il tema affrontato è stato quello del dialogo tra operatori sanitari e malati terminali e i loro familiari. Continue reading »

On-line la relazione del dott. Giovanni Zaninetta al corso per volontari e operatori sanitari
Al centro del secondo incontro, il 9 novembre all'Ospedale di Cremona, la questione della comunicazione della verità al paziente

Giovedì 9 novembre presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona si è tenuto il secondo incontro del percorso promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute sulla relazione tra operatori e pazienti: “È questione di Kar…egiver. La cura della relazione”. Il dott. Giovanni Zaninetta ha affrontato il tema “La questione della comunicazione della verità al paziente: perché dirla, quando dirla, come dirla”, che tocca uno dei punti nevralgici della comunicazione fra operatore e malato. Continue reading »

Il rapporto sanitari/paziente al centro dell’incontro con la dott.ssa Marija Gostimir
Terzo appuntamento del corso sull'umanizzazione della cura il 15 dicembre presso l'Ospedale di Cremona

Giovedì 15 dicembre presso l’aula magna dell’Ospedale di Cremona si è tenuto il terzo incontro sull’umanizzazione della cura, promosso in sinergia con l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute. Il rapporto tra gli operatori e il malato e/o i suoi familiari è stato al centro dell’intervento della dott.ssa Marija Gostimir, del Centro Formazione Camilliano di Verona. Continue reading »

On-line l’intervento di Malaika Ribolati, vicedirettore del centro formazione camilliano di Verona, sull’umanizzazione della cura
Giovedì 17 novembre, presso l'aula magna dell'ospedale di Cremona, il secondo incontro promosso dall'Ufficio diocesano per la Pastorale della salute

Giovedì 17 novembre, presso l’aula magna dell’ospedale di Cremona, si è tenuto il secondo incontro, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute diretto da don maurizio Lucini, sulla “Umanizzazione della cura”, con uno sguardo all’antropologia medica di Malaika Ribolati, vicedirettore del centro formazione camilliano di Verona. Continue reading »

«Umanizzazione del servizio al malato»: on line la relazione di padre Angelo Brusco
Il camilliano, direttore del centro di formazione di Verona, ha tenuto un'interessante lezione in Ospedale dinanzi a una novantina di sanitari

Nel pomeriggio di giovedì 20 ottobre ha preso il via il percorso organizzato dall’ufficio diocesano di pastorale della salute in collaborazione con l’ufficio formazione dell’Ospedale di Cremona: “Umanizzazione del servizio al malato”. Una novantina i presenti nell’aula magna fra infermieri, medici, volontari e assistenti spirituali. Il percorso è stato inaugurato da padre Angelo Brusco camilliano, direttore del centro camilliano di formazione a Verona, che ha dato una ampia definizione del termine umanizzazione applicato in ambito sanitario; soprattutto ha cercato di rispondere alle domande: cosa s’intende per umanizzazione? Quali ne sono le cause per cui la problematica dell’umanizzazione sia avvertita in maniera più acuta oggi più che non nel passato? Quali sono i sintomi del disagio che si avverte nelle istituzioni sanitarie e socio-sanitarie?

L’intervento di padre Brusco

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DSC_9101Per vedere e scaricare le Slide dell’incontro vai al sito: www.pastoralesalutecremona.it

Pastorale della salute, focus sulle fasi più difficili della vita
Sabato 11 febbraio la Giornata del malato: la celebrazione diocesana a Bozzolo nell'80esimo de "Il Samaritano" di don Mazzolari

L’attenzione a quanti vivono la malattia – personale o di un familiare – così come all’età della vecchiaia o al dolore per un lutto. Sono queste le direttrici sulle quali l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, diretto da don Maurizo Lucini, si concentra programmando il nuovo anno pastorale, in piena continuità con i percorsi già avviati negli ultimi anni. Continue reading »

La relazione di cura col malato di Alzheimer

“Esistono cose essenziali per la vita umana. La cura rientra nell’ordine delle cose essenziali, perché per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo aver cura di noi, degli altri e del mondo … Senza cura non c’è vita. Iniziamo ad esistere grazie a qualcuno che si prende cura di noi, ed è grazie alla cura che diamo senso al nostro esserci”. (Luigina Mortari).
L’assistenza di un malato di Alzheimer comporta un impegno gravoso: non solo per la drammaticità della patologia, ma anche per le difficoltà di “scovare” i servizi e persino le informazioni più basilari, compresi i comportamenti che familiari e caregiver devono adottare. La malattia di Alzheimer (Alzheimer Disease – AD) è la principale causa di demenza ed è una delle patologie croniche più devastanti e prevalenti in individui anziani. Nel mondo è stato stimato un nuovo caso ogni 4 secondi. Il costo annuo stimato in tutto il mondo per demenza è stato di $US 604.000.000.000: circa l’ 1% del prodotto interno lordo mondiale. Un costo così elevato testimonia l’enorme impatto che la demenza ha sulle condizioni socio-economiche in tutto il mondo. Tale demenza è considerata malattia sistemica poiché coinvolge l’intera struttura sociale di riferimento del malato, e, per il fortissimo coinvolgimento della famiglia nella cura e nell’assistenza, anche “malattia familiare”. I contributi proposti nel convegno cercheranno di approfondire i significati del prendersi cura dell’altro, sia nell’ambito della relazione di cura “operatorepersona” sia all’interno dei contesti e delle logiche di un’organizzazione.

Brochure seminario 14 maggio 2016

Comunicato stampa dell’Associazione Medici Cattolici Italiani a seguito del pronunciamento del Consiglio d’Europa riguardo l’applicazione della legge 194

L’Associazione Medici Cattolici Italiani e la Federazione Europea delle Associazioni Mediche Cattoliche sono sconcertate dal pronunciamento del Consiglio d’Europa e del Comitato dei Diritti Sociali espresso sulla situazione dell’accessibilità alla pratica abortiva in Italia.

Ogni azione politicamente trasversale espressa contro il diritto all’obiezione di coscienza dei medici e del personale sanitario è assolutamente intollerabile.

È intollerabile che la democrazia diventi demagogia. È intollerabile la volontà di creare conflitti generalizzati che comportano inevitabili ricadute sulla vita di tutti.

L’AMCI e la FEAMC reagiscono con energia e alzano la voce contro ogni azione mirata a indebolire il diritto all’obiezione di coscienza del personale sanitario.

L’obiezione di coscienza è un diritto laico, lecito e doveroso: in quanto uomo, il medico,  non può compiere – contro la propria coscienza – azioni di soppressione della vita. Il diritto all’autonomia decisionale, così rivendicato in ogni ambito della vita civile, non può essere negato al medico.

Occorre ricordare che nessuna autorità politica può imporre ai medici e agli operatori della Sanità azioni sanitarie ritenute non necessarie e dannose e tantomeno nessuna legge può imporgli di compiere azioni non condivise.

Gli operatori sanitari sono chiamati dalla professione e dalla propria deontologia a curare e sostenere la vita e pretendono di essere rispettati nelle propria autonomia.

L’AMCI e la FEAMC rivendicano il diritto all’obiezione di coscienza non soltanto in riferimento alle convinzioni religiose ed etiche, ma anche e soprattutto in riferimento a convincimenti profondamente laici di tutela del diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento.

Sono tanti coloro i quali, colpiti dal burn out o dalla sindrome del boia, desiderano diventare obiettori. Sono in molti che hanno difeso il diritto alla maternità  consapevole e  che continuano a pensare che sia un obbligo morale aiutare le donne in difficoltà.

Sono molti che, dopo tanti anni di attività abortive svolte con convinzione o permissione, in riflessione critica esistenziale chiedendo di diventare obiettori.

L’obiezione di coscienza è un diritto fondamentale della persona, costituzionalmente tutelato dall’articolo 9 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, per cui l’intervento del Consiglio d’Europa si configura palesemente come violazione di una norma costituzionale e merita censura da parte dei cittadini europei: se le norme costituzionali sono disconoscibili, cessa il patto di convivenza democratica che l’Europa vuole perseguire.

Pertanto, anche il personale sanitario che oggi pratica aborti e che avverte psichicamente un disagio derivante dall’obbligo di compiere un dovere che ripudia la natura umana, anch’esso ha diritto a poter obiettare.

I medici e gli operatori sanitari hanno diritto alla libertà di pensiero e di coscienza, oltre che di fede religiosa, e chiedono pieno e integrale rispetto delle loro scelte da parte dell’Europa.

Non c’è futuro per l’Europa se non in una scelta di superamento della logica abortiva nella prospettiva di accoglienza della vita umana, sostenuta spesso più a parole che nei fatti.

 

Prof. Filippo M. Boscia, Presidente Nazionale AMCI

Dott. Vincenzo de Filippis,Segretario Generale FEAMC

Percorso per operatori di pastorale della salute nella Zona IX

Continua il percorso per operatori di pastorale della salute della zona IX iniziato nell’autunno del 2013.

Per questa edizione si affronteranno tre argomenti:

1- la questione delicata del dire la verità al malato, sopratutto nei casi di malattie gravi; Lunedì 4 aprile, don Maurizio Lucini.

2- La preghiera come risorsa nelle fasi della sofferenza e della malattia; Lunedì 11 aprile, don Andrea Bastoni.

3- La nuova riforma sanitaria lombarda; Lunedì 18 aprile, dott.ssa Generali Marina.

Tutti gli incontri si svolgeranno a partire dalle ore 20.45 presso la sala dell’Oratorio di S. Giovanni in Croce.

Gli incontri sono aperti a tutti, ma in modo particolare a quei volontari parrocchiali  impegnati nell’area caritativa e assistenziale.

Per ogni informazione ci si può rivolgere all’Ufficio di Pastorale della Salute o a don Mario Binotto, parroco dell’unità pastorale di S. Giovanni in Croce.

Scarica il volantino: Incontri per volontari S. Giovanni in Croce