On-line l’intervento di Malaika Ribolati, vicedirettore del centro formazione camilliano di Verona, sull’umanizzazione della cura

Giovedì 17 novembre, presso l'aula magna dell'ospedale di Cremona, il secondo incontro promosso dall'Ufficio diocesano per la Pastorale della salute
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Giovedì 17 novembre, presso l’aula magna dell’ospedale di Cremona, si è tenuto il secondo incontro, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute diretto da don maurizio Lucini, sulla “Umanizzazione della cura”, con uno sguardo all’antropologia medica di Malaika Ribolati, vicedirettore del centro formazione camilliano di Verona.

L’atteggiamento verso la salute, la sofferenza, la morte, la guarigione, la ricerca scientifica, il servizio al sofferente dipende dalla risposta all’interrogativo: “quale uomo?”. Se la medicina non recupera il suo soggetto che è l’uomo nella sua totalità, reintroducendo il soggetto uomo non solamente come essere biologico, ma come essere biologico-umano, se non considera la malattia e la guarigione come “eventi-umani”, se non considera il malato come protagonista attivo del processo terapeutico, non si potrà arrivare all’umanizzazione del mondo sanitario. Nell’ambito dell’antropologia medica s’iscrive la riflessione sul curare e prendersi cura.

Intervento di Malaika Ribolati

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