La relazione di cura col malato di Alzheimer

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“Esistono cose essenziali per la vita umana. La cura rientra nell’ordine delle cose essenziali, perché per dare forma al nostro essere possibile dobbiamo aver cura di noi, degli altri e del mondo … Senza cura non c’è vita. Iniziamo ad esistere grazie a qualcuno che si prende cura di noi, ed è grazie alla cura che diamo senso al nostro esserci”. (Luigina Mortari).
L’assistenza di un malato di Alzheimer comporta un impegno gravoso: non solo per la drammaticità della patologia, ma anche per le difficoltà di “scovare” i servizi e persino le informazioni più basilari, compresi i comportamenti che familiari e caregiver devono adottare. La malattia di Alzheimer (Alzheimer Disease – AD) è la principale causa di demenza ed è una delle patologie croniche più devastanti e prevalenti in individui anziani. Nel mondo è stato stimato un nuovo caso ogni 4 secondi. Il costo annuo stimato in tutto il mondo per demenza è stato di $US 604.000.000.000: circa l’ 1% del prodotto interno lordo mondiale. Un costo così elevato testimonia l’enorme impatto che la demenza ha sulle condizioni socio-economiche in tutto il mondo. Tale demenza è considerata malattia sistemica poiché coinvolge l’intera struttura sociale di riferimento del malato, e, per il fortissimo coinvolgimento della famiglia nella cura e nell’assistenza, anche “malattia familiare”. I contributi proposti nel convegno cercheranno di approfondire i significati del prendersi cura dell’altro, sia nell’ambito della relazione di cura “operatorepersona” sia all’interno dei contesti e delle logiche di un’organizzazione.

Brochure seminario 14 maggio 2016