Dal 21 al 24 giugno scorso si è svolto a Folgaria, presso la Casa Alpina Sant'Omobono, il consueto incontro di studio, preghiera e fraternità diaconale. La tre giorni residenziale dei diaconi permanenti cremonesi conclude la formazione spirituale e teologica, che quest'anno si è focalizzata sulla dottrina sociale della Chiesa, in particolare sull'enciclica di Benedetto XVI “Caritas in Veritate”. Un tema di grande attualità vista la situazione di crisi economica, ma soprattutto antropologica che ha travolto il mondo intero. Attualmente i diaconi permanenti sono quattordici (il quindicesimo, Pierluigi Riboni di Agnadello, è deceduto nell'ottobre 2011) e per la maggior parte sono impegnati nella pastorale parrocchiale, in mansioni di carattere diocesano o in incarichi di natura caritativa. Le prime ordinazioni, presiedute dal vescovo Nicolini, furono celebrate nel 1994, le ultime, dal vescovo Lafranconi, nel 2008.
Scopri chi sono i diaconi permanenti
Alle tre giorni di Folgaria è stato invitato don Elio Culpo, responsabile della comunità “Piccola Betania alla Badia” di Bozzolo, che ha commentato il capitolo ottavo della lettera ai Romani. Il noto biblista ha offerto una profonda riflessione su come la “debolezza” umana sia illuminata dalla “grandezza” di Gesù Cristo. L'uomo è perennemente dibattuto tra la logica della carne e la logica dello Spirito: un “dramma” che è necessario assumere come condizione per vivere la “grandezza dello Spirito”. Egli ha bisogno di certezze nella sua vita e la tentazione più forte, nella logica della carne, è di fondare la propria esistenza sulle proprie forze. Questa è la grande illusione del nostro tempo: bastare a sè stessi. Lo Spirito Santo però intercede con gemiti che solo Dio ascolta e comprende, per dare ai suoi figli ciò di cui hanno bisogno.
La “perseveranza” poi è la virtù del discepolo che vive nella legge dello Spirito. “Del resto noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno (Rom 8,28). Questa è la sintesi della certezza esistenziale di coloro che, per grazia e nello stesso tempo con chiara coscienza della propria “debolezza” e del proprio limite, fondano le proprie “certezze” nello Spirito”.
Le serate di venerdì e sabato, sono state dedicate poi a fare il punto sul diaconato permanente in diocesi, alla condivisione della bellezza e delle tensioni del ministero diaconale, alle riflessioni sul cammino per la preparazione dei nuovi candidati e alle modalità per suscitare nuove vocazioni.
Mons. Mario Barbieri, responsabile diocesano, ha guidato l'esperienza residenziale con bontà e paterna benevolenza. |