Il racconto dei due discepoli di Emmaus, che si allontanano da Gerusalemme delusi e scoraggiati dopo la Passione di Gesù, è tra le pagine più emozionanti del Vangelo; una di quelle cui non ci si abitua e che sempre si ascolta sentendo, quasi come i due, ardere il cuore nel petto. A questo episodio è dedicato il secondo piccolo libro della Collana «Alla scuola del Maestro», curata dalla Fondazione Casa Famiglia S. Omobono. Ne è autore il cremonese Walter Montini, noto per il suo impegno politico ma che qui rivela anche le sue doti di interprete raffinato di questa pagina evangelica, con una riflessione in cui vengono toccate molte corde: quella della poesia, quella spirituale, quella pastorale e anche quella educativa, secondo lo stile e lo spirito della Collana e del servizio che la Casa Famiglia S. Omobono rende sul territorio della nostra città. La chiave di lettura del testo è il passaggio del Vangelo in cui l’evangelista Luca dice che Gesù si affianca ai due e cammina con loro. La disponibilità alla compagnia, che è vicinanza, ascolto, stare al passo dell’altro è il segreto per la comunità cristiana che oggi si rende conto della necessità di una nuova evangelizzazione, che non è semplicemente dire di nuovo il Vangelo, soprattutto alle nuove generazioni che forse non lo conoscono, ma è farsi vicina a tutte le persone con lo stesso cuore del Signore e far sì che tutti possiamo tornare a sentire il nostro cuore ardere all’ascolto della sua Parola che spiega, illumina, incoraggia, rimprovera. Il nostro è un tempo in cui la speranza si è fatta difficile per le condizioni di crisi in cui viviamo e anche per un certo modello di società che ci ha dato tante cose ma forse ha inaridito il nostro cuore.
Abbiamo bisogno di tornare a meditare parole che il cuore invece sono capaci di accenderlo e di rinnovare così la speranza, il desiderio di novità, la fiducia nella vita. Ne hanno bisogno gli adulti, ma ne hanno bisogno soprattutto le nuove generazioni. A loro la parola di speranza giunge se vi sono adulti disposti e capaci a farsi, come il Risorto, compagni di viaggio dei più giovani, disposti ad ascoltarli, ad accogliere i loro scoraggiamenti, a sostenere la loro voglia di bene e di impegno. È quanto mette in risalto l’ultima parte del testo, mostrando come la pagina del Vangelo di Luca abbia un messaggio importante anche per ogni educatore, che è invitato a modellare il suo stile di relazione su quello del Signore Gesù. E a imparare da lui a far crescere negli altri la voglia di vivere intensamente, a incoraggiarli con la propria presenza e con la propria vicinanza.
Il testo, destinato a tutti per la finezza con cui aiuta a meditare su questo testo così pasquale, può essere approfondito in particolare da tutti coloro che hanno responsabilità educative: genitori, catechisti, sacerdoti, insegnanti … Non metterà nessuno in soggezione: è breve, intenso, semplice, adatto a tutti noi che facciamo una vita di corsa e abbiamo bisogno di essere illuminati dalla Parola non attraverso pensieri complessi, ma attraverso riflessioni vive che ci facciano riscoprire, con la freschezza del Vangelo, la bellezza della vita cristiana.
Paola Bignardi |