"In questi anni stiamo discutendo tanto di educazione, ma se non ci sono persone che si dedicano con passione a questo servizio importantissimo, i nostri discorsi servono a poco. Preghiamo per sorgano tante vocazioni in ambito formativo". È con un forte appello alla comunità diocesana che mons. Lafranconi ha concluso la sua omelia durante la messa in onore di Santa Teresa Eustochio Verzeri celebrata in cattedrale domenica 30 ottobre e trasmessa in diretta su Studio1. La celebrazione è stata promossa dalle suore Figlie del Sacro Cuore, in occasione del 10 anniversario di canonizzazione della loro fondatrice.
L'Eucaristia, iniziata con l'incensazione dell'immagine della Santa posta ai piedi del presbiterio, è stata concelebrata del rettore della Cattedrale, mons. Ruggero Zucchelli, dal presidente del Capitolo, mons. Giuseppe Perotti, da mons. Carlo Abbiati, economo diocesano e cappellano delle Figlie del Sacro Cuore, da don Irvano Maglia, delegato per la pastorale e da don Antonio Trabucchi. La liturgia è stata impreziosita dai canti delle corali di Formigara-Ferie-Cornaleto e di Ca' de Stefani diretti da Ugo Tomasoni e Rita Cattaneo e accompagnati all'organo dal maestro Fausto Caporali.
Nell'omelia mons. Lafranconi ha messo a confronto la vita e l'opera di educatrice di Santa Teresa prima con gli scribi e farisei accusati da Gesù nel Vangelo di ipocrisia e formalismo e poi con San Paolo che nella lettera ai Tessalonicesi ammette di amare i membri della comunità con sentimenti materni.
«Cristo - ha detto il presule - rimprovera alle guide di Israele la doppiezza: indicano comportamenti che poi non vivono essi stessi. La prima preoccupazione di noi educatori è invece quello di vivere ciò che insegnamo agli altri. A tal proposito scriveva Santa Teresa alle sue suore: "Se volete essere veramente utili alle vostre giovani precedetele in ogni virtù con degli esempi" nella certezza "che si edifica di più tacendo e operando che predicando senza operare. Persuatevi che il buon esempio è indispensabile"». Il presule ha poi citato un altro passo sostenendo che può diventare esame di coscienza per i formatori: «Se trovate che i vostri insegnamenti cadono nel vuoto o hanno poco effetto esaminate la vostra condotta e la troverete difettosa proprio là dove le vostre istruzioni sono meno efficaci». Non basta dunque dare la colpa alla società e alla limitata recettività dei giovani, occorre anche esaminare se stessi, la propria coerenza, la propria efficacia nella testimonianza.
Un secondo confronto mons. Lafranconi l'ha fatto tra la Verzeri e San Paolo. Questi dice di provare nei confronti della comunità di Tessalonica dei sentimenti materni. Gli stessi che la santa chiede alle sue suore: «Ella raccomandava - ha spiegato il Vescovo - di essere benigne e soavi perchè "col dolcezza e pazienza otterrete di più che con severità e terrore". Ella, come d'altronde don Bosco, ha elaborato una pedagogia preventiva nella consapevolezza che è meglio prevenire che curare. Ciò però è possibile se gli educatori sanno veramente accompagnare i ragazzi in ogni stagione della loro vita in modo che quest'ultimi sentano di essere amati e accompagnati».
Al termine dell'Eucaristia ha preso la parola la madre superiore della comunità cremonese delle Figlie del Sacro Cuore, suor Eugenia Libratore. La religiosa ha ringraziato il vescovo e i sacerdoti presenti, ma anche le ex alunne, i genitori e i bambini che numerosi hanno partecipato alla liturgia. «I santi sono sempre attuali - ha esordito - e sono anche dei terapeuti delle nostra anime e del male di vivere del nostro tempo. Tutti: educatori, religiose, giovani possiamo rivolgerci a Santa Teresa per invocare un supplemento di anima e di speranza per il futuro. Teresa è stata una grande educatrice: proprio grazie alla sua ardente passione si è spostata anche nelle regioni più lontane dell'italia per dare vita a comunità di giovani donne dedite alla formazione. Noi a Cremona siamo presenti dal 1877, completamente a servizio della città e in modo particolare ai bambini del nido, della scuola materna e delle ragazze pensionanti. Siamo figlie del Sacro Cuore, ma credo, ormai, anche di Cremona». Ascolta l'omelia del vescovo Lafranconi (mp3) |