Mare Omnium: inaugurata la mostra a S. Vincenzo

Un successo la presentazione della personale di Adriano Rossoni dedicata al tema dei migranti e al rapporto con l’altro
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È stata inaugurata nel pomeriggio di sabato 9 marzo nell’antica chiesa di San Vincenzo a Cremona, la mostra “Mare Omnium” di Adriano Rossoni, docente di Arti figurative al Santa Giulia di Brescia. Un folto pubblico ha presenziato alla presentazione di questa personale dedicata al tema dei migranti e del rapporto “con l’altro”, fortemente voluta dall’Ufficio di Pastorale giovanile della diocesi di Cremona, Caritas cremonese e Ufficio diocesano dei Beni culturali, con la collaborazione dell’Unità pastorale S. Agata–S. Ilario.

È don Paolo Arienti, responsabile della pastorale giovanile diocesana, ad introdurre la serata. “Lo scopo di questa mostra è triplice. Innanzitutto culturale – perché queste opere e questo progetto interpellano l’umano. In secondo luogo obbliga lo spettatore ad affrontare il tema del mare, oggi scottante, spesso interpretato in mille modi diversi. ‘Cos’è l’acqua? L’acqua oggi divide o unisce? Infine, non è un caso che le opere siano allestite dentro una chiesa, che serve a celebrare il Mistero cristiano. Quale sia l’incontro tra spirituale e terreno in questa personale, sta a noi scoprirlo”.

A seguire l’intervento del professor Valerio Guazzoni, amico personale di Rossoni. “Conosco Adriano da tanti anni, ha esordito,  ma l’ho scoperto come artista solo più avanti ed è  stata una scoperta sorprendente. Per la qualità di segno e immagine. Adriano è anche uno che sa incoraggiare i talenti, è un vero maestro”. Ancora: “Il tema del mito attraversa l’arte del ‘900 e arriva fino a noi. In queste opere c’è un sostrato di dolore e sconfitta ma anche di possibile redenzione. Come cornice ci sono le vicende presenti: il mare, il naufragio, tutte cose che oggi mettono in crisi le nostre certezze”. Infine, l’intervento dell’autore delle opere.

“Nel grande telero che chiude la mostra nella vicina chiesa di Sant’Agostino compaiono i migranti non come fenomeno politico, bensì antropologico ed umano. Con questa mostra ho voluto chiudere il ciclo della migrazione e ora si deve andare ad affrontare il tema della relazione, dell’incontro con l’altro come ben individuato nella Pietas che ho collocato sul fondo del mare”. Questa, ha spiegato ancora, in fondo non è una personale, ma la continuazione di un progetto che – in diverse forme – continua dal 2014. E’ una mostra itinerante nata per offrire un contributo ad una riflessione su due temi decisivi per Rossoni: le relazioni tra gli uomini (come già detto) e la relazione umanità-ambiente, umanità-natura.

“Il mio obiettivo è far capire che nella mitologia e nell’iconografia cristiana ritroviamo dei drammi che costantemente tornano e che viviamo anche nel presente, come ad esempio il mito di Europa. Europa è un mito di migrazione e del resto l’uomo non è da sempre un migrante? Ecco, io credo che l’arte oggi debba avere il compito di accompagnare l’uomo in una riflessione sul proprio passato per costruire un comune futuro possibile”.

Gli interventi sono stati accompagnati musicalmente da diversi brani eseguiti da alcuni alunni del Liceo musicale “A. Stradivari”, preparati dai maestri Francesco Molmenti, Eleonora Pasquali e Andrea DeLuca. Si sono alternati alla chitarra Alessandro Manzato, Malina Curut, Edoardo Anti, Luca Rugginenti e Dario Carollo.

 

L’esposizione sarà visitabile fino al 14 aprile secondo i seguenti orari:

CHIESA DI S. VINCENZO (Cremona, via Palestro)
lun-ven 9.00-12.00
sab 9.00-12.00 / 16.00-19
dom 10.00-12.00 / 15.30-18,30

CHIESA DI S.AGOSTINO (Cremona, piazza S. Agostino)
lun-dom 7.00-12 / 15.00-19.00