La cura della coppia nello stile delle «parabole viventi»

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I coniugi Oreglia hanno proposto una appassionata e coinvolgente riflessione nella giornata delle Famiglie, partendo dalla parabola del Buon Samaritano.

Dirsi un grazie, piccolo o grande, purché non abbia più di 24 ore. O qualcosa che io potrei regalare alla nostra coppia. O ancora una ferita che ultimamente ci siamo fasciati… Le coppie di coniugi in sala si avvicinano, le mogli sussurrano all’orecchio del marito che sorride, mariti che baciano la mano della moglie. I coniugi Oreglia, Davide e Nicoletta, vent’anni di matrimonio, cinque figli e due ore di viaggio – da Mondovì – per guidare la riflessione alla giornata diocesana delle famiglie che si è svolta domenica 24 febbraio in Seminario a Cremona, portano la parabola del buon samaritano nella vita reale delle coppie. Gli sposi ascoltano e si lasciano coinvolgere. In clima nella sala è insieme intimo e di condivisione.

Ascolta qui l’audio dell’intervento 

Dopo la preghiera iniziale, introdotta dai coniugi Dainesi, incaricati della pastorale familiare, e conclusa dalla benedizione del Vescovo Antonio, i tanti bimbi presenti all’incontro lasciano la sala, per partecipare allo spettacolo preparato per loro dalla Compagnia dei Piccoli (“Bandiera” una narrazione danzante ispirata al testo di Mario Lodi). Per mamme e papà, arrivati da tutta la diocesi, c’è il tempo prezioso da dedicare alla coppia.

Il tema della giornata per le famiglie riprende il titolo delle linee per l’anno pastorale: “Famiglie parabole viventi” e la riflessione proposta dai coniugi Oreglia parte proprio da una parabola, quella del buon samaritano, riportata nella vita delle famiglie attraverso un linguaggio vicino alla vita delle coppie ed un metodo coinvolgente, con l’utilizzo di canzoni e di piccoli “giochi” di coppia.

Al centro dell’intervento dei due coniugi piemontesi soprattutto la cura della “persona coniugale”, nella complessità e nella bellezza di una relazione “che è più della somma di due individui, ma è qualcosa che si costruisce insieme”. Un cammino che passa attraverso difficoltà, ferite, bisogni, sorprese e meraviglia. “Siamo come due persone schiena contro schiena – dice Nicoletta con un’immagine efficace – in una stanza. Per sapere com’è fatta tutta la stanza dobbiamo affidarci all’ascolto di chi è appoggiato alle nostre spalle”.

   

Dunque l’accento è posto sulla qualità del dialogo, sui gesti di tenerezza, sulla fedeltà, passando attraverso la quotidianità delle scelte: “Io voglio che lui/lei stia volentieri accanto a me, che torni da me facilmente”; oltre le ferite che dobbiamo fasciare, ricordando la preziosità della nostra coppia, la strada che abbiamo percorso e quanto di bello abbiamo costruito insieme”.

L’ultimo momento di condivisione è un abbraccio. Tutti in piedi, ogni coppia stretta in un abbraccio. Pochi minuti per ricordare che “il tempo non è illimitato, che la coppia ha bisogno che investiamo il nostro tempo nella sua cura”.

Un lungo applauso è il ringraziamento delle famiglie cremonesi che, dopo alcune altre riflessioni suscitate dalle domande inviate dai presenti durante la mattinata, si ritrovano nella chiesa del Seminario per la messa presieduta dal Vescovo Antonio che subito avverte: “Non è la Messa del Mulino Bianco, non siete qui perché siete le famiglie più belle della diocesi, ma perché il Signore vi ha portati qui”.

Ascolta qui l’audio dell’omelia 

Nella sua omelia monsignor Napolioni porta come esempio e come modello lo stile della famiglia per la costruzione “della Chiesa e di un mondo migliore”, grazie a quella “manutenzione quotidiana della relazione” e a quella autenticità che permette di ricominciare da “gesti di tenerezza, di misericordia, di ascolto” degli altri.

“Quello che accade oggi – conclude poi il vescovo prima della benedizione – non è un momento di passaggio ma è un programma di rinnovamento della Chiesa e della società»

  

Le offerte raccolte durante la Messa saranno destinate alle attività della casa famiglia Sant’Omobono di Cremona che accoglie mamme con bimbi e per la comunità di Marzalengo delle suore Adoratrici di Rivolta d’Adda che accoglie ragazze tossicodipendenti e spesso i loro bimbi.

Nel pomeriggio poi la conclusione della giornata con il pranzo insieme e i laboratori di coppia sulla Parola dedicati ad altre quattro parabole: “La perla preziosa”, “Il seminatore”, “Il banchetto di nozze” e “Vino. Nuovo in otri vecchi”, per continuare a prendersi cura della famiglia alla luce della Parola.