Veglie missionarie/1: «Dando si riceve molto più di ciò che si dà»

Venerdì 20 ottobre ad Agnadello l'incontro di preghiera per la Zona pastorale 1 con don Francesco Nisoli, a lungo "fidei donum" in Brasile

«Ventotto anni di missione in Brasile mi hanno arricchito e mi hanno fatto capire che dando si riceve molto più di ciò che si dà». Con queste parole don Francesco Nisoli, ex sacerdote “fidei domun” in Brasile, ora collaboratore parrocchiale a Caravaggio, ha iniziato la sua testimonianza di missionario, offerta durante la veglia missionaria per la zona pastorale 1 della diocesi che lui stesso ha presieduto nella serata di venerdì 20 ottobre nella chiesa parrocchiale di San Vittore, ad Agnadello.

Raccontando la propria esperienza pastorale in America Latina, don Francesco ha detto di averla idealmente suddivisa in due momenti. Il primo legato agli anni trascorsi in una diocesi del nord del Paese e il secondo relativo al periodo in cui ha operato nei pressi di Goiania.

«Nella prima esperienza – ha raccontato – ho sperimentato l’universalità. Eravamo due preti della diocesi cremonese e con noi c’erano tre preti locali, tre suore tedesche e dei laici brasiliani provenienti dal Sud del Paese: abbiamo lavorato insieme convinti che, finite le grandi lotte per le terre, gli abitanti del posto avessero bisogno di qualcosa di più profondo».

Della sua seconda esperienza don Francesco ha voluto rimarcare il ruolo fondamentale dei laici nella Chiesa. «Mi sono fidato – ha detto – dei laici. Perché non farlo? In vari villaggi abbiamo costituito delle piccole équipe cercando di formare dei laici che potessero celebrare la parola del Signore nel momento in cui non ci fossero i sacerdoti».

Nei suoi primi mesi a Goiania don Francesco ha raccontato di aver sperimentato una realtà durissima. «Il quartiere – ha detto – era violento e io ho lavorato nella realtà delle carceri, dove ho scoperto, però, un aspetto molto importante della pastorale carceraria: l’ascolto. A volte ho anche provato un senso di impotenza, ma sono riuscito a cogliere il concetto di essenzialità e questo mi ha dato la forza di portare avanti la mia opera e il cammino di comunione con Dio si è trasformato in un cammino di comunione con la gente. È stato molto bello».

Don Francesco ha concluso la sua testimonianza con un’orazione: «Mi hai sedotto, Signore, mi hai dominato e la vittoria è stata tua. Nonostante me, mi hai amato e mi hai scelto». Dai banchi è scattato un applauso, prima timido poi piuttosto convinto.

La veglia, che si era aperta con l’apposizione di alcune piccole tessere su un planisfero da parte dei fedeli, a richiamo del tema della serata (“La messe è molta”), si è conclusa con la consegna ai presenti di un mazzo di spighe, simbolo di un mandato missionario che può esprimersi, molto semplicemente, anche solo nella preghiera.

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