Università Cattolica: il nuovo campus di Cremona nell’ex convento di S. Monica

 Accordo tra istituzioni pubbliche e private per il rilancio strutturale e didattico, la ristrutturazione donata dalla Fondazione Arvedi
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Nella tarda mattinata di venerdì 17 novembre, nella sede della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona, si è tenuta la presentazione dell’avvio dell’Accordo di Programma per la valorizzazione dell’ex monastero di S. Monica  di Cremona come nuova sede del Polo Universitario dell’Università Cattolica Del Sacro Cuore.

Un ambizioso progetto che, sostenuto dalla Fondazione Arvedi Buschini, è reso possibile grazie all’azione sinergica di Regione Lombardia, Comune e Provincia di Cremona, Università Cattolica del S. Cuore e Fondazione Cariplo.

Presente il magnifico rettore della Cattolica Franco Anelli con il preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lorenzo Morelli, il vescovo Antonio Napolioni, il cav. Giovanni Arvedi, il sindaco Gianluca Galimberti, il presidente della Provincia Davide Viola, il sottosegretario di Stato Luciano Pizzetti, il presidente della Commissione affari istituzionali di Regione Lombardia Carlo Malvezzi, il consigliere regionale Agostino Alloni, il direttore della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova Gabriele Barucca, insieme anche a Paola Bignardi e Renzo Rebecchi per la Fondazione Cariplo.

Il progetto strutturale prevede il trasferimento delle funzioni dell’Università Cattolica del S. Cuore dalla attuale sede cremonese di via Milano 24 al complesso dell’ex caserma Goito, con un potenziamento di aule, spazi di servizio e centri di ricerca.

La struttura del nuovo Campus universitario andrà a valorizzare l’antico Monastero e l’ex chiesa di S. Monica, la possente struttura militare del Magazzino Carri, le mura storiche poste a confine con l’antica area fluviale di Cremona e l’adiacente area boscata, polmone verde di oltre 3.000 mq, oltre all’insieme degli altri spazi aperti che, grazie alla permeabilità dei percorsi pedonali, saranno a disposizione della cittadinanza.

Implementare l’attuale offerta formativa e culturale dell’Università Cattolica di Cremona con proposte didattiche innovative, esclusive e di eccellenza, valorizzando il Polo universitario affinché diventi riferimento internazionale in ambito agroalimentare e della food economics, vocazione e linea di sviluppo della città e del territorio; recuperare, tramite un’importante e attento intervento di ristrutturazione lo storico ex Monastero di Santa Monica e il Magazzino Carri. Sono questi i due obiettivi condivisi e presentati presso la sede della Fondazione Giovanni e Luciana Arvedi da tutti i soggetti pubblici e privati promotori dell’Accordo di Programma.

«Cultura, conoscenza, ricerca – ha commentato il cav. Arvedi – sono le espressioni vincenti del nostro essere buoni operatori. Quella di oggi è un’importante occasione di mettere in opera anche i condivisi valori fondanti dell’Università Cattolica. Pensiamo a Cremona, che può rafforzare la sua identità, la sua tradizione, la sua realtà, nel prezioso esempio di Expo 2015. Pensiamo a mille ragazzi che potranno studiare e progettare il loro futuro, il domani, anche per coloro che non hanno potuto avere le stesse opportunità. Desideriamo condividere questi obiettivi in modo sinergico con tutte le realtà operative del territorio».

Il vescovo Napolioni ha seguito con discrezione e cura il percorso che finalmente trova felice conferma. «Sono particolarmente lieto – ha sottolineato – che l’annuncio del rilancio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella nostra città accada nella “Settimana della carità” che la Chiesa cremonese sta celebrando. Penso che l’approdo odierno, concreto frutto di una fantasia della partecipazione che ha visto convergere gli sforzi di tutti, sia un segno eloquente di quanto stia a cuore a ciascuno l’esercizio della carità intellettuale oggi quanto mai necessaria ed urgente. L’Università Cattolica del S. Cuore qualifica da sempre, con rigore e competenza, il suo contributo alla crescita culturale e scientifica del nostro Paese nel segno di un umanesimo cristiano tenacemente innestato nel dialogo con le istanze del pensiero e della ricerca».

Il nuovo campus universitario permetterà, tra l’altro, di dare ulteriore impulso a “Cremona Food Lab”, progetto elaborato dall’Università Cattolica, congiuntamente a CREA-ZA, Comune e Camera di Commercio di Cremona, vincitore nel 2015 dei “Contributi emblematici” di Fondazione Cariplo, il cui sviluppo è limitato dall’assoluta carenza di spazi e dall’inadeguatezza dell’attuale sede universitaria di via Milano.

La disponibilità del cav. Giovanni Arvedi di farsi carico degli oneri relativi alla ristrutturazione dell’intero complesso monastico a fronte di un innovativo progetto culturale e scientifico da parte della Cattolica e la contestuale collaborazione degli Enti, ha permesso di dar corpo al progetto.

L’intenso lavoro posto in essere da tutto il sistema territoriale, istituzioni pubbliche e private unite, in sinergia con la Regione Lombardia, ha consentito di definire il progetto e la sostenibilità economica dell’operazione. La Giunta regionale il 30 ottobre scorso ha dato avvio, ai sensi dell’articolo 6 della Legge regionale 2/2003, al percorso di promozione di uno specifico Accordo di Programma, che definisce ruolo e compiti di ognuno: Fondazione Arvedi si farà carico dell’onere della ristrutturazione dell’immobile; Regione Lombardia metterà a disposizione 1.700.000 euro; la Provincia di Cremona, proprietaria dell’immobile, si sta occupando della relazione con il Fondo Immobiliare Prelios a cui la struttura è stata conferita, e – dopo l’acquisizione – la metterà a disposizione del Comune; il Comune di Cremona garantirà un sostegno economico annuale per la gestione e la manutenzione e l’appoggio al progetto attraverso la costruzione di reti territoriali, nazionali e internazionali, l’Università Cattolica del Sacro Cuore provvederà all’allestimento del nuovo campus e ad attuare la nuova proposta formativa; Fondazione Cariplo sarà coinvolta nell’accordo e seguirà con attenzione tutto il progetto, in quanto ha già investito 2 milioni e mezzo di euro nel recupero di una parte del complesso e ha finanziato il progetto “Cremona Food Lab”.

Photogallery della presentazione dell’Accordo di programma

 

Contributi audio della presentazione:

Cav. Giovanni Arvedi

Sindaco Gianluca Galimberti

Rettore Franco Anelli

Vescovo Antonio Napolioni

Consigliere regionale Carlo Malvezzi

Presidente della Provincia Davide Viola

Sottosegretario di Stato Luciano Pizzetti

Paola Bignardi (Fondazione Cariplo)

Soprintendente Gabriele Barucca

 

Testo della delibera della Giunta regionale

Testo della delibera della Provincia di Cremona

Testo della delibera della Giunta comunale

 

 

La nuova Università Cattolica di Cremona

Gli spazi per la didattica vengono principalmente localizzati nella struttura dell’ex Magazzino dei Carri, dove saranno presenti anche le aule studio per l’approfondimento individuale. Al piano terra dell’ex Monastero sono state localizzate le funzioni di servizio alla didattica, come la zona segreteria/accoglienza, gli spazi caffetteria e biblioteca. Sempre nella struttura dell’ex Monastero è prevista la realizzazione dei laboratori a servizio dei corsi di laurea (piano terra), le aule per i corsi master e gli uffici dei docenti (piano primo), oltre a laboratori ed uffici del Centro di ricerca Cremona Food Lab.

All’esterno saranno individuati spazi del silenzio e della meditazione, spazi di aggregazione, spazi per gioco e relax e spazi di servizio.

L’Aula Magna troverà luogo nell’ex chiesa di Monica, ed avrà una capienza di oltre 100 posti.

Con l’intervento di restauro concordato con la Soprintendenza si riporterà all’originale splendore la struttura seicentesca della chiesa, mantenendo allo stesso tempo visibili gli interventi successivi di epoca militare che ne hanno caratterizzato la storia recente.

 

 

Il progetto di recupero e restauro

Il progetto dell’ex S. Monica ha due caratteristiche fondamentali: è fortemente legato alla filiera che caratterizza il territorio cremonese, ovvero la produzione agroalimentare, e ha un carattere internazionale, ovvero ha l’obiettivo di preparare generazioni di laureati capaci di contribuire allo sviluppo internazionale di questo segmento produttivo.

Al momento la sede di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore vede l’incardinamento di due lauree triennali in lingua italiana, una laurea magistrale in lingua inglese e un master di secondo livello in lingua italiana per un totale di circa 400 studenti. La nuova sede porterà a una composizione dell’offerta formativa di tre lauree triennali, di cui una in inglese e tre lauree magistrali, di cui due in lingua inglese, con una popolazione di studenti di non meno di 1000 unità, quindi più che raddoppiata rispetto al presente.

Particolarmente rilevante, inoltre, anche il cambiamento qualitativo del profilo del polo che si caratterizzerà per l’aspetto internazionale, con una attenzione particolare, ma non esclusiva, ai temi dell’agro-alimentare. Lo scopo è quello di formare una classe dirigente italiana pronta ad affrontare i mercati mondiali, ma anche di attrarre studenti da paesi stranieri, cosi come sta già avvenendo per la Laurea Magistrale in Agri-business attiva a Cremona da alcuni anni.

Lo sviluppo della nuova sede si innesta sulle attività di Cremona Food Lab, progetto di ricerca finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con un ruolo primario anche di sostegno economico svolto da Comune di Cremona e Camera di Commercio. Questo progetto crea una rete tra l’Università Cattolica dei Cremona e le aziende agro-alimentari del territorio, mettendo a disposizione impianti pilota (che verranno poi trasferiti nella nuova sede), servizi di formazione e ricerca, attività difficilmente alla portata di aziende micro, piccole e anche medie come una buona parte di quelle che operano nel comparto agro-alimentare.

La nuova sede, unitamente al rinnovato progetto didattico-scientifico, consentirà di rafforzare tale rete e di potenziare l’offerta formativa post-laurea di master e di corsi “executive”, fornendo così occasioni di “formazione permanente” e aggiornamento. Lo sviluppo del “Food Made in Italy” è una delle scommesse per il futuro; il settore agro-alimentare e l’internazionalizzazione, insieme al servizio al territorio, saranno i drivers della presenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella nuova sede di Cremona.

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