Soresina, giovedì l’ultimo dei Quaresimali guardando al beato Josef-Mayr Nusser

Il giornalista Francesco Comina aiuterà a scoprire la storia dell'altoatesino che subì il martirio rifiutandosi di giurare fedeltà a Hitler
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Anche la disobbedienza può essere una virtù. Anzi, un vero atto di eroismo. Quando è necessaria per obbedire alla propria coscienza. Quando è opposizione al male. Quando è ribellione per amore. Soprattutto se il prezzo da pagare è l’immolazione di sé. Avendo fede che da un sacrificio apparentemente inutile possa sorgere, per tutti, un futuro migliore. Come dal sangue dei martiri. E martiriale fu la sorte di Josef-Mayr Nusser, l’italiano altoatesino arruolato forzatamente nelle “Waffen-SS” (SS Combattenti) che rifiutò di giurare obbedienza a Hitler: per un libero e consapevole atto di fedeltà alla vita, alla verità e a Cristo.

“Giuro a te, Adolf Hitler, Führer e Cancelliere del Reich, fedeltà e coraggio. Prometto solennemente a te e ai superiori designati da te l’obbedienza fino alla morte. Che Dio mi assista!”: questa era la formula con la quale Nusser avrebbe “consacrato” la sua volontà all’ideologia pagana del nazismo e alla follìa omicida del Fuhrer. Era il 4 ottobre 1944, vigilia del giuramento: e proprio nel nome di Dio, invocato sacrilegamente dalla formula che lo avrebbe votato per sempre al diabolico “sogno hitleriano” e al suo programma di pulizia etnica antisemita, Josef dichiarò di non poter giurare. Con l’aiuto di Dio, appunto: del Dio incarnatosi nel popolo d’Israele, generato da madre ebrea, figlio legale di padre giudeo… No! La sua coscienza, educata cristianamente in famiglia, coltivata militando nell’Azione Cattolica, nutrita dalla lettura dei grandi autori della spiritualità, non poteva sostituire il Dio della fede con l’idolatria del demone nazista.

Fu processato e condannato a morte, destinato al campo di sterminio di Dachau. Morì, sulle tavole lerce di un vagone-bestiame, per i maltrattamenti, le violenze, la fame e la sete durante il viaggio verso il lager: era il 24 febbraio 1945.

Josef-Mayr Nusser era nato nel 1910, a Bolzano, in una famiglia di contadini profondamente cattolica. Dimostrò, giovanissimo, una particolare sensibilità verso i poveri e gli emarginati: entrò, pertanto, a far parte della Conferenza di S. Vincenzo de Paoli nella sua parrocchia. Divenne ben presto anche dirigente dell’Azione Cattolica dell’arcidiocesi di Trento, proprio mentre l’associazione era apertamente osteggiata dal fascismo. Assieme agli amici di Ac approfondì lo studio delle teorie hitleriane, riconoscendo la loro radicale inconciliabilità con la fede cristiana e il magistero della Chiesa. In occasione delle cosiddette “Opzioni in Alto Adige” del 1939 si schierò con i “Dableiber”, ovvero con coloro che, contrari all’emigrazione verso il Terzo Reich, vollero mantenere la cittadinanza italiana.

Nel 1942 sposò Hildegard Straub e nel 1943 diventò padre di un bimbo, Albert. Dopo la creazione in Alto Adige-Südtirol della ZOP (Zona di Operazione delle Prealpi – nel settembre 1943 – posta sotto il diretto controllo del Reich) fu arruolato forzatamente nelle “SS Combattenti” e il 7 settembre 1944 partì dalla stazione di Bolzano, per recarsi in Germania, presso una caserma di addestramento. Sopportò l’indottrinamento e le esercitazioni militari, ma il giorno prima del giuramento rifiutò esplicitamente di “votarsi” al tiranno tedesco. Fu l’esito “naturale” dell’orientamento di tutta la sua pur giovane esistenza: lui, uomo coerente, fu capace davvero di “obbedienza fino alla morte”. Non a Hitler, ma alla propria coscienza. Quel “no” fu pronunciato per gli altri, perché il mondo potesse cambiare.

Oggi la Chiesa lo venera come beato e martire. In un tempo come il nostro, nel quale il populismo acritico deride la ragionevolezza e la società accusa nauseabondi conati di razzismo, la testimonianza di Nusser è di grande attualità.

La sua figura sarà al centro dell’ultimo dei Quaresimali promossi dalla parrocchia di Soresina. Appuntamento la sera di giovedì 15 marzo, alle 20.45, in sala Podestà. Interverrà Francesco Comina, scrittore e giornalista di Bolzano, che ne ha pubblicato la biografia.

Locandina

 

 

La mostra sul beato Nusser promossa nelle scorse settimane a Cremona al Giorno del Signore

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