Solidarietà e cultura per san Ginesio

Il 10 settembre nella chiesa di Santa Maria Maddalena iniziativa sulla scia del gemellaggio con i territori terremotati
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Vicini nel nome di un santo, della cultura e della solidarietà. È stato questo il filo conduttore dell’incontro che si è tenuto domenica 10 settembre nella chiesa di Santa Maria Maddalena, a Cremona. Protagonisti i consoli e i volontari per il patrimonio culturale del Touring Club Italiano da una parte e il comune marchigiano di San Ginesio dall’altra, con il tramite della Caritas diocesana.

A unire le due realtà – ha detto Carla Bertinelli Spotti, console del Touring – è proprio la figura del santo, la cui immagine è raffigurata due volte negli affreschi della chiesa di Santa Maria Maddalena, dove tiene fra le mani uno strumento musicale a corde (è protettore degli artisti e dei musicisti), e che dà il nome al paese marchigiano colpito dal terremoto.

La difficile realtà marchigiana di oggi è stata illustrata da don Antonio Pezzetti, che ha anche letto il messaggio di saluto del sindaco di San Ginesio, assente all’incontro perché il paese è ancora in piena emergenza terremoto,  e da Nicoletta D’Oria Colonna che ha illustrato l’impegno della Caritas cremonese per i terremotati.

Il consigliere comunale Enrico Manfredini ha portato il saluto del sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. L’incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, quello del vescovo Napolioni. E Gian Domenico Auricchio quello del Consiglio nazionale del Tci. Tutti concordi nel  sottolineare il valore della cultura come mezzo per non perdere la propria identità anche in situazioni drammatiche  e per trovare la forza di ricostruire quanto distrutto dal terremoto.

È stata poi la volta delle relazioni con Mariella Morandi, storica dell’arte e console del Tci, che ha illustrato l’affresco recentemente restaurato in Santa Maria Maddalena in cui è tornata alla luce l’immagine della Madonna di Loreto, ulteriore legame fra la nostra città e le Marche, a cui Cremona è devota fin dal Quattrocento.

La studiosa Rita Bertolti si è invece concentrata sulla figura di san Ginesio evidenziando il suo ruolo di protettore proprio dal pericolo dei terremoti.

Infine Alessandro Voltini, liutaio esperto di manutenzione degli strumenti ad arco, introdotto dal  professor Daniele Pitturelli, dirigente del Liceo Musicale Stradivari, ha illustrato le condizioni della viola da braccio proveniente dal museo di S. Ginesio che sarà restaurata a Cremona.

Hanno allietato la manifestazione gli intermezzi musicali di Angela Alessi al violino e Fausto Solci al violoncello.

 

L’affresco con san Ginesio

Nella chiesa di S. Maria Maddalena si trova un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino tra san Francesco e san Ginesio, dipinto del primo Cinquecento, riportato alla luce alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso durante i lavori di consolidamento della chiesa. Un affresco che propone la scena sacra come se si trattasse di una finestra aperta nella parete o, meglio, di una quinta teatrale. Sul proscenio, i due santi Francesco e Ginesio (martire protettore degli attori e degli artisti) invitano il fedele ad assistere con devozione alla miracolosa apparizione a un eremita, frate Paolo della Selva, della Madonna con il Bambino nel cielo sopra il Santuario di Loreto. Si tratta probabilmente della più antica testimonianza pittorica giunta fino a noi della devozione dei cremonesi verso la Madonna di Loreto.

 

Il gemellaggio post-terremoto

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