Sinfonia dell’amicizia. Applausi per l’IMF in Cattedrale

Nel pomeriggio dell'epifania il concerto dell’International Music Friendship, l'orchestra che riunisce giovani musicisti di tutto il mondo
image_pdfimage_print

Quando Antonín Dvořák scrisse la sua nona sinfonia, detta “Del nuovo mondo”, non avrebbe mai immaginato che quelle note avrebbero attraversato il tempo e lo spazio sfidando qualunque barriera. Neil Armstrong portò l’opera sulla Luna durante la missione “Apollo 11” della NASA e ieri decine di giovani musicisti provenienti da ogni angolo del globo l’hanno portata anche a noi. Qui, a Cremona, in Cattedrale.

Guarda qui la photogallery

Dopo una settimana di prove intense, ieri in una commistione tra spiritual e ritmi folk, i ragazzi dell’International Music Friendship hanno trasportato il vastissimo pubblico del Duomo in una dimensione straordinaria di amicizia, bellezza, unità. Perché il concerto diretto da Ya-Wen Köhler-Yang (dove è stata eseguita anche la bellissima “Musica serena” di Vasks) racchiude una storia se non del nuovo, sicuramente dell’altro mondo. L’IMF, infatti, nasce 27 anni fa in maniera inaspettata, come accade alle sinfonie migliori.

Siamo nel 1993: alcuni insegnanti di musica e giovani studenti si incontrano. Suonano insieme come non hanno mai fatto, cantano in tutte le lingue del mondo: esplode tra loro un’amicizia del tutto inaspettata, che nel tempo ha attraversato l’Europa e abbracciato le vite di centinaia di giovani musicisti. Perché l’IMF non è oggi solo un’associazione musicale con lo scopo di fornire corsi di perfezionamento in giro per il mondo. E’ soprattutto un dono. Un dono, ovvero un gesto che ogni volta sorprende chi lo vive e che supera sempre ogni schema, progetto o immaginazione.

Il lavoro musicale, guidato da un team di una quindicina di insegnanti provenienti da nove scuole di musica europee, è la scintilla che fa esplodere l’incontro tra culture differenti facendo dell’IMF un luogo di comunione e un ponte verso la bellezza e la profondità della vita. E a sperimentarlo non sono solo i ragazzi che ne fanno parte, ma anche le tante famiglie cremonesi che ogni anno si rendono disponibili ad accogliere in casa i giovani musicisti provenienti da Polonia, Russia, Germania, Lettonia, Austria e tanti altri Paesi. Come testimoniato ieri da Susanna, una delle tante mamme che hanno aperto la propria casa e la propria cucina: “Ringrazio per questa possibilità di vedere e toccare con mano il Bene e il Bello. Aprire le nostre case ci insegna ad aprire il cuore. Grazie”.

Facebooktwittermail