“Siamo nati e non moriremo mai più”, la vita di Chiara Corbella Petrillo a Vicomoscano (AUDIO)

Fra Vito D'Amato, guida spirituale della giovane madre che ha offerto la vita per dare alla luce il proprio figlio, ospite della rassegna "Testimoni"
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Non è la storia di Chiara Corbella Petrillo che fra Vito D’Amato è venuto a raccontare in una chiesa gremita, quella di Vicomoscano, sabato 9 marzo in occasione del sesto incontro del ciclo Testimoni per l’anno pastorale 2018-2019. Non la storia di una giovane donna che il 13 giugno 2012, “dopo aver detto a tutti Ti voglio bene”, muore a seguito di un tumore alla lingua, dopo aver attraversato la sofferenza per la perdita di due figli neonati. Non è la sua storia narrata a conquistare giovani e famiglie rimasti in silenzio per due ore in attesa di capire; ma la sua persona, la stessa Chiara, accompagnata tra i presenti, quasi in punta di piedi, da quello che, durante la sua vita terrena, è stato la sua guida spirituale e che, ora che Chiara non c’è più, è diventato il suo migliore testimone.

Le parole di fra Vito, accattivanti e fuori dagli schemi, vengono affiancate alla proiezione del video dei funerali di Chiara, una festa gioiosa, e della sua ultima testimonianza da Medjugorje dove aveva voluto essere accompagnata dagli amici più cari nella richiesta della grazia.

“Siamo nati e non moriremo mai più” non è solo uno slogan che Chiara ha detto in un momento di riflessione o di ispirazione; non è nemmeno solo il titolo della sua biografia scritta da due amici intimi, Simone Troisi e Cristiana Paccini. “Siamo nati e non moriremo mai più” è il suo stile di vita, la sua capacità, innata nella fede, di relazionarsi con il mondo (e con il male che ha vissuto) sempre a partire dal cuore, un cuore colmo di Cristo.

“Che cosa affascina di Chiara, al punto da fare tradurre in 14 lingue la sua biografia?” è la domanda con cui fra Vito apre l’incontro. “La sua vita imperfetta, affascina” la risposta che ci inquieta. Come definire normalmente imperfetta la vita di una donna che ha perso due bimbi e ha avuto il coraggio di una terza gravidanza portata a termine rinunciando alle cure che  l’avrebbero, forse, salvata da un tumore che nel frattempo si era impossessato del suo corpo? Eppure fra Vito vuole specificare anche questo: “Non dite che Chiara non si è curata! L’ha fatto, ma scegliendo i tempi e i modi meno pericolosi per il suo bambino”.

Il tentativo di fra Vito è quello di smontare una visione fideistica che disegnerebbe Chiara come paladina della fede, donna speciale perché ha sofferto in coerenza con i valori cristiani, disposta a rinunciare alla sua vita in maniera rassegnata per il bene di suo figlio. Non è così. Chiara è stata vitale e combattiva, ma si è sempre lasciata condurre dalla fede che la sua famiglia e la sua storia personale le avevano regalato. Chiara è la santa della porta accanto. È la testimone di una santità a cui tutti possiamo e dobbiamo ambire.

“Nella fede c’è un momento in cui ti devi affidare e devi lasciare che qualcuno si prenda cura di te” è una delle parole di Chiara che vengono regalate ai fedeli presenti perché “Siamo nati per un atto di amore, viviamo per amare ed essere amati, moriamo per conoscere l’amore vero di Dio”.

Il ciclo di incontri terminerà sabato 11 maggio ore 21 con l’intervento della dott.ssa Elsa Belotti dal titolo “Pillole di vita per la coppia cristiana”.

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