Sabato festa a S. Camillo con la benedizione del rinnovato reparto di cure palliative

Il 14 luglio alle 17 Messa del vescovo emerito Dante Lafranconi
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Sabato 14 luglio ricorre la memoria liturgica di san Camillo de Lellis. Nell’occasione alle 17 presso la casa di cura S. Camillo di via Mantova 113 a Cremona si svolgerà la “Festa di S.Camillo”, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo emerito Dante Lafranconi. Al termine vi sarà la benedizione del rinnovato reparto di cure palliative.

 

San Camillo de Lellis

Questo gigante della carità nasce il 25 maggio 1550 a Bucchianico piccolo paesino dell’Abruzzo, vicino a Chieti, da una donna già avanti negli anni, Camilla de Compellis, e al suo figlio darà il nome di Camillo. Il padre, Giovanni è uomo d’armi, “Capitano di ventura”.

Camillo a dodici anni perderà la mamma e così non li rimarrà altro che seguire il padre, capitano di ventura, al soldo dei vari signorotti del tempo. Quel padre che cosa gli poteva insegnare se non a maneggiare le armi, la spada, e così guadagnarsi da vivere.

Dedito al gioco perde tutto e non gli rimane che se stesso, quasi che il Signore lo avesse spogliato di tutto per rivestirlo, il 2 febbraio 1575, giorno della sua conversione sulla strada che congiunge

S. Giovanni Rotondo a Manfredonia, di una veste nuova, la veste della carità, la veste del servizio verso il fratello sofferente e bisognoso.

Ed inizia un nuovo camminare lungo le crociere degli ospedali, prima di Roma e poi dell’Italia.

Nel far passare i vari ricordi della vita, quell’uomo segnato da una croce rossa e seduto sulla panca, si rivede camminare velocemente accanto al letto di tanti ammalati che, con voce fioca, chiedevano la carità di un servizio, di un’attenzione, di un semplice bicchiere d’acqua. Ma lui, Camillo, li riteneva i suoi signori e padroni da servire con tanto cuore, con il cuore bruciante di carità.

Ascoltando la parola “ero malato e mi avete visitato” Camillo vede passare davanti alla sua mente la schiera dei suoi religiosi a servizio negli ospedali di Roma, di Napoli, di Palermo, di Ferrara, di Genova, di Milano. Ma vede anche quei suoi confratelli che, in forza del quarto voto di servire il fratello infermo anche con percolo di vita, non hanno esitato di entrare nei lazzaretti di diverse città (Napoli, Palermo, Milano, Borgonovo Valtidone) per curare gli appestati sacrificando la vita; sono i novelli martiri della carità e il cuore di Camillo è gonfio di sano orgoglio e di gioia per la loro bella e generosa testimonianza.

Nel segno della carità verso il sofferente i suoi figli offrono un nuovo segno di carità: il rinnovato reparto di cure Palliative. La carità ci ha fatto affrontare un significativo impegno economico per offrire un ambiente caldo ed accogliente.

È con la gioia nel cuore che, in ricordo del loro Padre, i figli di San Camillo offrono questo fiore (il rinnovato reparto di cure Palliative) come manifestazione dell’amore della carità di Camillo che non tramonta mai.

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