Roberto Guaglianone ha inaugurato a Casalmaggiore il corso sul welfare di comunità (AUDIO)

Prossimo appuntamneto il 14 marzo sul tema “Educativa territoriale, centri di aggregazione giovanile, tutoring”
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Giovedì 7 marzo si è aperto a Casalmaggiore, alla presenza di un folto pubblico rappresentativo del mondo del sociale e delle famiglie affidatarie casalasche, il corso “Welfare di comunità a Casalmaggiore”, promosso dal circolo ACLI di Cremona (capofila del progetto) e da Consorzio Casalasco Servizi Sociali, AMURT, Sentiero Cooperativa Sociale Onlus, in collaborazione con la parrocchia di Santo Stefano in Casalmaggiore.

I primi saluti sono spettati al parroco don Claudio Rubagotti che ha dimostrato grande interessamento per il tema, segnalando la necessità di seguire i giovani che in oratorio trascorrono buona parte del loro tempo. «Questa serie di incontri – ha detto – vogliono essere un corso, inteso come percorso di vita, che nasce da una realtà presente nel nostro oratorio dove ci sono ragazzi spesso ignorati». E, ha proseguito il padrone di casa: «Farsi prossimo dei giovani è come diceva san Giovanni Bosco, volere il ben, non semplicemente volere bene».

Ad introdurre i lavori e renderli “risposte concrete alle nuove fragilità che si trovano sul territorio”, per usare le parole del formatore Roberto Guaglianone, sono state coinvolte alcune rappresentanti del mondo del sociale casalasco, che hanno raccontato in breve le azioni di welfare già avviate e che risultano vincenti.

Rebecca Tamacoldi assistente sociale dell’Ufficio di Piano CONCASS, Giulia Leonardi assistente sociale Tutela minori CONCASS, Marta Sanfelici Psicologa e Claudia Rivetti psicologa Tutela Minori CONCASS hanno parlato di laboratori di comunità che mettono al centro il rapporto con le scuole, nonché di patti di inclusione sociale che passano anche dalla collaborazione con le associazioni territoriali. L’obiettivo dell’ente pubblico, è stato evidenziato da più parti, è quello di uscire dall’assistenzialismo tradizionale e di andare verso un welfare di tipo generativo.

«Il welfare di comunità persegue gli interessi dell’intera comunità a partire da quelli dei più fragili», ha dichiarato Guaglianone, perché dove sono coinvolte associazioni e reti sociali, si abbandona «l’antica dinamica della concezione del welfare come puramente assistenziale (e in qualche caso anche assistenzialistico)» e si costruiscono ulteriori strumenti di prossimità in un processo dinamico. Guaglianone descrive così il modello di welfare che vede al centro il senso di corresponsabilità e l’essere parte di una stessa comunità come co-protagonisti di cambiamento sociale riuscendo così a «comprendere il senso sociale complessivo della quotidianità delle azioni di volontariato».

L’incontro è terminato con una domanda: è possibile costruire un futuro a partire dal basso? Sicuramente questo corso ha l’intenzione e il coraggio di provarci.

 

Contrariamente a quanto pubblicato sulla locandina, l’incontro “Accoglienza in famiglia e affido di minori” previsto per giovedì 14 marzo slitterà a giovedì 21 marzo. Al suo posto viene anticipato l’incontro “Educativa territoriale, centri di aggregazione giovanile, tutoring” previsto per l’ultimo giovedì.

La locandina

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