Presentato il carteggio tra don Mazzolari e i vescovi di Cremona

Il testo, come molte lettere inedite, è stato illustrato a Cremona nel 128esimo anniversario della nascita del parroco d'Italia

Sabato 13 gennaio Cremona ha ricordato un suo celebre concittadino: don Primo Mazzolari, il “parroco d’Italia” – come l’ha definito Papa Francesco nel pellegrinaggio a Bozzolo sulla sua tomba, nel giugno scorso – di cui è in corso il processo diocesano di beatificazione. L’occasione è stato il 128° anniversario della nascita.

Il pomeriggio è iniziato nella frazione del Boschetto, dove Mazzolari ha passato l’infanzia. Dopo il ritrovo sul sagrato della chiesa parrocchiale (che ancora conserva il registro battesimale con il nome del piccolo Primo Mazzolari), i partecipanti al momento commemorativo si sono spostati presso la cascina San Colombano, dove ha vissuto con la famiglia per una decina d’anni, fino al trasferimento dell’intera famiglia a Verolanuova (in provincia e diocesi di Brescia) alla ricerca di migliori condizioni di lavoro e di vita. Primo Mazzolari tornò all’ombra del Torrazzo terminate le scuole elementari per iniziare gli studi in Seminario di Cremona, scelto per la vicinanza dei parenti.

Tappa successiva a Palazzo comunale per la presentazione del libro “Un’obbedienza in piedi” (Edizioni Dehoniane Bologna): la raccolta delle lettere (molte inedite) tra don Primo Mazzolari e i vescovi di Cremona (Geremia Bonomelli, Giovanni Cazzani e Danio Bolognini).

A fare i saluti di casa il sindaco Gianluca Galimberti che ha ricordato la scelta di concentrarsi su Mazzolari per l’anno della cultura dedicato al ‘900. Parola d’ordine “ascolto”, da «trasformare in obbedienza», ha sottolineato il primo cittadino, sottolineando come il progetto “Le parole di don Primo” coinvolgano tanti gruppi molto differenziati tra loro.

Quindi è toccato a don Bruno Bignami, presidente delle Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo oltre che curatore del libro, presentare il testo, formato da 315 lettere che rappresentano un vero e proprio patrimonio di spiritualità, che permette di approfondire le diverse stagioni del ministero sacerdotale del parroco di Bozzolo e di mostrare il suo rapporto filiale con l’autorità ecclesiastica, senza nascondere incomprensioni e crisi. Sfaccettature mazzolariane anche inedite accanto alle quali emergono anche le figure dei tre vescovi cremonesi, con i loro diversi temperamenti e il loro differente approccio nei confronti di Mazzolari.

Proprio questo particolare rapporto è stato al centro della riflessione del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, che, interrogandosi anzitutto su quale sia l’interesse oggi per Mazzolari, ha intravisto ragioni di viva attualità soprattutto riconoscibili in Papa Francesco, di cui, nel corso dell’incontro, ha citato alcuni passaggi del suo discorso a Bozzolo lo scorso giugno. Mons. Napolioni, guardando al rapporto tra il prete Mazzolari e i suoi vescovi che emerge dall’epistolario, ha sottolineato l’aspetto di corresponsabilità, che ha definito vera e propria sinodalità.

Stimolato quindi dalla lettura di una delle lettere scritte da Mazzolari a mons. Cazzani, ha sottolineato il bisogno di fiducia, condivisione e affetto espresso dal parroco di Bozzolo, sempre fedele a Dio e alla Chiesa così come agli uomini e a se stesso, in una particolare unione di obbedienza e libertà.

Non è mancato un richiamo alla formazione oggi dei sacerdoti e alcuni accenni personali, con la figura di don Mazzolari scoperta negli anni di Seminario a Fano grazie alla figura di don Vincenzo Solazzi, autore di “Lettera alla parrocchia”, sulla falsariga di “La parrocchia” di don Mazzolari.

A caratterizzare l’incontro anche la lettura di alcune lettere di Mazzolari da parte di Roberta Benzoni.

Curatrice del libro, insieme a don Bignami, Diletta Pasetti, giovane studiosa bozzolese che ha dedicato la propria tesi di laurea proprio a Mazzolari e che ha recentemente curato, in un master a Oxford, la traduzione inglese del “Tu non uccidere”. Sottolineando la difficoltà a etichettare in modo definito don Primo, ha voluto in particolare rimarcare gli aspetti della responsabilità e della fatica. Cifre che ben si pongono nella relazione tra il parroco di Bozzolo e i suoi Vescovi.

L’epistolario è un utile tassello per approfondire la figura del parroco, ma anche per sondare la spiritualità cristiana come luogo di incarnazione e di decisioni, soprattutto in merito al tema tanto discusso dell’obbedienza. Le lettere mostrano la fatica della fedeltà al Vangelo e rivelano schiettezza, apertura di cuore, fiducia, sostegno, dubbi, incoraggiamenti, condivisione, ragionevolezza. Un quadro di fede e di amore alla Chiesa tutt’altro che scontato.

Conclusioni di don Bignami e del vescovo Napolioni

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L’evento ha aperto il programma “Le parole di don Primo”, caratterizzato in particolare da appuntamenti mensili di lettura e approfondimento: prossimo appuntamento la sera di venerdì 16 febbraio in Cattedrale (ore 21) con “Dalla missione di Ivrea”, a cura della Federazione Oratori Cremonesi.

Locandina degli incontri

Il progetto “Le parole di don Primo”

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