Pellegrini da Picenengo a Santiago

Il cammino del gruppo cremonese lungo l’antica via portoghese sulla costa atlantica per quasi 300 km a piedi
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Il cammino da Porto a Santiago lungo l’antica via portoghese sulla costa atlantica dura 272 km. Lo hanno percorso a piedi 8 pellegrini dell’oratorio di Picenengo dal 12 al 25 luglio. Un’esperienza indimenticabile.

L’arrivo a Santiago il giorno della vigilia del santo, nel pieno della festa con i magnifici fuochi serali, e la partecipazione alla celebrazione solenne in onore di san Giacomo con la vista del botafumeiro nella maestosa cattedrale, hanno coronato un viaggio fatto di fatiche, vesciche e tante ore di cammino. Il messaggio evangelico del giorno è sembrato calzare alla perfezione: “Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore”.

Il pellegrinaggio a Compostela è già di suo un’avventura. Lo è ancor di più in un percorso che sta prendendo piede negli ultimi anni e che non nasconde alcune pecche organizzative. Ad esempio, gli ostelli piccoli e spesso stracolmi obbligano ad adattarsi a soluzioni molto spartane come materassi per terra… Comunque sia, un cammino bellissimo. A tratti commovente! La costa atlantica, soprattutto nella versione portoghese, appare spesso selvaggia e mossa dalla potenza dell’oceano. Nella parte spagnola, invece, si trasforma in fiordi, detti rias, che presentano un mare più calmo e, dove possibile, balneabile.

I pellegrini cremonesi hanno attraversato tre città prima di raggiungere la meta: Porto, Vigo e Pontevedra. Per il resto, invece, un’infinità di piccoli borghi e villaggi di pescatori o di allevatori o di agricoltori. La dedizione alla pesca ha offerto anche ai menù dei pellegrini piatti tipici, come il polpo o le cozze o il baccalà, cucinati nelle diverse tradizioni locali. Gli zaini si sono mossi tra vicoli, chiese, fontane, horreos, ponti e boschi di eucalipti. Le orecchie si sono abituate a riconoscere il vento del giorno e alla musica delle onde oceaniche. Che dire poi delle persone incontrate con cui ci si scambiano racconti di vita, speranze e curiosità del cammino? Giorno dopo giorno diventano volti familiari da consultare o da ascoltare. C’è una ospitalità spicciola che si somma a quella degli “hospitaleros”, le cui locande, come insegna don Chisciotte, sembrano castelli dopo un giorno di quasi 30 km a piedi!

La forza del cammino portoghese sulla costa è data dalla prevalenza di paesaggi marini, con i passi disposti a muoversi su lunghe passerelle dietro le dune, sulla sabbia delle spiagge (percorse anche a piedi nudi), sui terreni sconnessi dei sentieri e sulla dura realtà di qualche asfalto cittadino. La scelta di percorrere nell’ultimo tratto spagnolo la variante “espiritual” si è rivelata particolarmente azzeccata, soprattutto perché in grado di approfondire il senso di fede del cammino. Il vespro e la benedizione dei pellegrini presso il monastero di Armenteira e il “sentiero della Pietra e dell’Acqua” verso Vilanova de Aurosa, tra antichi mulini e ruscelli, scavano nell’anima. Si sono inseriti nel percorso di meditazione che ogni sera il gruppo ha dedicato alla meditazione su alcuni passaggi della Laudato si’ di Papa Francesco.

L’arrivo a Santiago ha regalato una gioia speciale, dopo tanto camminare. Tra migliaia di pellegrini, che hanno invaso la città per la grande festa del santo, non è stato difficile riconoscere quelli arrivati a piedi, con immancabili vesciche e scarpe impolverate. Dopo quasi 300 km a piedi il sospetto iniziale si è trasformato in certezza e in insegnamento di vita: anche i piedi parlano.

 

In cammino con “Goccia”

Anche Padania Acque ha voluto essere in viaggio per due settimane sul Cammino portoghese da Porto a Santiago de Compostela e ha voluto esserci con la borraccia “Goccia”, diventata ormai il simbolo ecologico di Padania Acque.

Don Bruno Bignami e gli amici Giovanni Bernardelli, Fabrizio Merli, Paola Cavagnoli, Linda Guarneri, Filippo Trabucchi, Veronica Bignami e Adriana Bignami erano equipaggiati con la borraccia “Goccia”, grazie alla quale hanno potuto dissetarsi presso le fontanelle disseminate lungo il tragitto, evitando di utilizzare le bottigliette di plastica usa e getta, in piena armonia con la natura. I pellegrini hanno voluto testimoniare un valore fondamentale per ognuno di noi: l’amore e il rispetto per l’ambiente e per il mondo in cui viviamo e per questo motivo hanno deciso di fare a meno dell’acqua in bottiglie di plastica.

Padania Acque, ringraziando i pellegrini di Picenengo, invita tutti a seguire questo esempio di civiltà: portare la borraccia con sé, anche in viaggio e in vacanza, e utilizzare l’acqua potabile di rete è un gesto semplice, ma che significa molto.

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