Papa Francesco: preghiera di luglio per l’integrità della giustizia (VIDEO)

Nel videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese di luglio, realizzato dalla Rete mondiale di preghiera del Papa, Francesco invita gli amministratori della giustizia ad operare con integrità e a seguire l'esempio di Gesù
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“Preghiamo perché tutti quelli che amministrano la giustizia operino con integrità, e perché l’ingiustizia che attraversa il mondo non abbia l’ultima parola”. Queste le intenzioni di preghiera di Papa Francesco per il mese di luglio 2019, dedicata ai magistrati, i tribunali, i giudici e gli avvocati che amministrano la giustizia in tutto il mondo.

“Dai giudici dipendono decisioni che influiscono sui diritti e sui beni delle persone”, afferma il Papa nel video realizzato dalla Rete mondiale di preghiera, e “la loro indipendenza deve tenerli lontani dal favoritismo e dalle pressioni che possono contaminare le decisioni che devono prendere”.

“ I giudici devono seguire l’esempio di Gesù, che non negozia mai la verità ”

Lottare contro un sistema ingiusto

Padre Fèderic Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera, ricorda che proprio di recente il Papa, rivolgendosi al vertice dei giudici panamericani, è intervenuto sulla “battaglia asimmetrica ed erosiva che affrontano molti giudici”. “La difesa o la priorizzazione dei diritti sociali su altri tipi di interesse”, aveva detto loro il Papa, “vi porterà a scontrarvi non solo con un sistema ingiusto, ma anche con un potente sistema comunicazionale del potere, che distorcerà spesso la portata delle vostre decisioni, metterà in dubbio la vostra onestà e anche la vostra probità, possono addirittura farvi un processo”.

Una virtù non occasionale

La giustizia, aveva ribadito il Papa all’Associazione nazionale magistrati italiana, è infatti una virtù da indossare sempre, non “un vestito occasionale” che si usa “solo per andare alle feste”. In questo senso è fondamentale il ruolo dei professionisti della giustizia nell’evitare di far emergere “un terreno di coltura dell’illegalità” a causa del contesto sociale.

Michele Raviart

(Fonte: VaticanNews)

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