Pandino, una riflessione sul significato e il ruolo dell’oratorio a partire dalla lettera pastorale “Gesù per le strade”

Il primo appuntamento l'8 gennaio all'oratorio San Luigi alla presenza del vescovo Antonio Napolioni
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Una rilettura della lettera pastorale scritta a conclusione del Sinodo dei giovani dal vescovo Antonio Napolioni ed intitolata “Gesù per le strade”. Questo il tema della serata di martedì 8 gennaio all’oratorio San Luigi di Pandino, primo di una serie di incontri che aiuterà a riflettere sul significato e sul ruolo dell’oratorio stesso, anche in vista di una riorganizzazione dei suoi spazi.

Come ha detto il vicario, don Andrea Lamperti Tornaghi, nel suo saluto introduttivo «Si parla di una ristrutturazione dell’oratorio, ma prima di una struttura fatta di pietre e mattoni è meglio riflettere su di un oratorio fatto di persone. E a questo scopo che cosa c’è di meglio della lettera pastorale Gesù per le strade?».

Ospite di questo primo appuntamento proprio il vescovo Antonio, al quale Federica Vanni, a nome dei giovani della parrocchia, ha rivolto alcune domande, utili per altrettanti spunti di riflessione. Ci si è soffermati sui concetti di passione ed entusiasmo, di cambiamento, di ruolo educativo degli adulti nei confronti dell’oratorio, di condivisione e di futuro della chiesa cremonese.

Non è stato un monologo ma un dialogo, con monsignor Napolioni che ha stimolato il pubblico presente a riflettere e ad offrire la propria opinione. «L’esperienza cristiana – ha detto il vescovo – non è una morale ma è l’incontro con Gesù. Passione ed entusiasmo possono scomparire ma se sappiamo dove si alimentano e dove si coltivano, non succederà».

Sul cambiamento: «Deve essere oggetto di un continuo discernimento che ci indichi la strada. La parola di Dio va incarnata comprendendo le possibili scelte da compiere».

Sul ruolo educativo della comunità adulta: «Una comunità adulta è quella comunità che ha una dinamica di ascolto delle esperienze tale da far sì che la comunità stessa possa andare a più velocità».

Quanto al futuro della Chiesa cremonese, secondo il Vescovo «La prima cosa da fare è una piazza pulita di ciò che ci fa male».

Infine, sono tre, secondo lui, gli insegnamenti di cui tenere conto: «Una vita comunitaria gioiosa e fraterna, una passione educativa che si traduca in nuove proposte e l’impegno alla formazione permanente degli adulti».

Al parroco don Eugenio Trezzi il compito di chiudere la serata. Il suo auspicio è che le varie fasce d’età di Pandino si parlino di più. «Questo – ha precisato don Trezzi – porterà ad una maggiore stima reciproca».

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