Oscar Romero, sacerdote martire a servizio dei poveri

Alle Acli don Antonio Agnelli ha celebrato la Messa in preparazione alla canonizzazione del sacerdote di San Salvador
image_pdfimage_print

Si è svolta presso la sede ACLI di Cremona una celebrazione in ricordo del beato Oscar Romero che verrà canonizzato a Roma il 14 ottobre insieme a Paolo VI e il nostro beato Francesco Spinelli.

Le ACLI hanno voluto così sottolineare la peculiarità del vescovo salvadoregno: è il primo martire del dopo Concilio Vaticano II e ha difeso i lavoratori poveri e oppressi, a partire dal Vangelo, fino ad essere ucciso mentre celebrava l’Eucaristia il 24 marzo 1980 nella cappella del piccolo ospedale Divina Providencia, in San Salvador.

Proprio per questo, ha detto, nella omelia, don Antonio Agnelli, assistente spirituale ACLI, sì è voluto anzitutto ricordarlo in una celebrazione eucaristica. La Messa domenicale era per lui il cuore di tutta la settimana: in essa incontrava il popolo di Dio massacrato e sofferente, oppresso e sfruttato. Annunciava a tutti la parola di Dio chiamando anche i latifondisti e militari, causa di tanta oppressione, a convertirsi e condividere con i poveri nella solidarietà le loro ricchezze, a rinunciare tutti, militari e movimenti popolari a qualsiasi forma di violenza e odio.

Il suo intento era ricondurre il popolo salvadoregno alla riconciliazione, alla pace, senza però rinunciare ad indicare le vere cause della povertà e della ingiustizia. egli era convinto come disse in una omelia che “Tra i poveri Cristo ha posto la sua cattedra di redenzione”: queste parole, ha aggiunto il celebrante, ci spronino a difendere sempre i diritti dei deboli, malati, sfruttati, oppressi, scartati, emigranti, disoccupati, bambini violati o costretti a combattere, con il coraggio di chi perde la vita per il Vangelo.

Ha scritto ancora Mons. Romero: “ Non è prestigio della Chiesa l’accordo con i potenti…..

prestigio della Chiesa è avvertire che i poveri la sentano propria…esortando tutti, anche i ricchi a convertirsi e a salvarsi nel mondo dei poveri, perché essi unicamente sono beati”

Si è ancora pregato perché le istituzioni politiche realizzino sempre il bene comune, la giustizia, e la vera solidarietà e per tutte le vittime della cattiveria umana, della ingiustizia, della economia che uccide, perché i responsabili della economia trovino, sull’esempio del martire Romero, la forza di fare scelte audaci al servizio di chi è scartato e abbandonato, creando le condizione per una società giusta e solidale. L’esempio di Oscar Romero vero pastore che ha dato la vita per il gregge, offrendola nel momento supremo dell’Eucaristia, sostenga tutti i credenti a testimoniare il vangelo senza paura, senza timore e a schierarsi dalla parte dei poveri e di Cristo, presente nella loro vita tribolata e piagata.

Dopo la celebrazione eucaristica, arricchita da tanti simboli provenienti dal El Salvador, don Antonio Agnelli ha brevemente presentato il suo libro “Osar Arnulfo Romero. La fede consumata nell’amore e nel martirio”, che ha permesso di approfondire ulteriormente la figura del vescovo martire, pastore del popolo di Dio al cui servizio ha donato tutta la sua esistenza.

Facebooktwittermail