“Omobono oggi pronuncia un nuovo decalogo per la Chiesa e la coscienza di ciascuno”

Chiesa e società onorano il santo Patrono della città e della Diocesi di Cremona durante il Pontificale presieduto da mons. Napolioni in Cattedrale

Nella consueta cornice di festa solenne e partecipata la città di Cremona e la Chiesa diocesana hanno fatto memoria del santo Patrono Omobono, nel corso del Pontificale presieduto – nella mattinata del 13 novembre – dal Vescovo Napolioni, affiancato dall’Emerito Dante, dai più stretti collaboratori, dal Capitolo della Cattedrale, dai parroci della città e dai molti sacerdoti convenuti.

Al completo la rappresentanza della società civile: amministratori, politici,  Forze dell’ordine e categorie imprenditoriali ed economiche della città. Fra tutti il Sindaco Gianluca Galimberti che, accolto in Cattedrale dal parroco mons. Alberto Franzini, a nome dell’Amministrazione comunale ha simbolicamente deposto ceri votivi presso l’urna che nella cripta della chiesa madre custodisce il corpo del laico proclamato santo dal secolo XII e Patrono principale della città di Cremona nel  1643.

 

Photogallery dell’offerta dei ceri e del pellegrinaggio all’urna del Patrono

Alla solenne Eucaristia, trasmessa in diretta televisiva a cura del Centro Televisivo diocesano TRC  in collaborazione con Cremona1, hanno partecipato anche i membri dell’Associazione dei sarti di Cremona e provincia, venerando Omobono patrono della categoria artigianale: nel segno del dono delle stoffe anche quest’anno hanno voluto partecipare alla carità verso i più indigenti, sostenendo economicamente l’attività della Caritas diocesana.

Nell’omelia il Vescovo ha idealmente voluto interpretare i pensieri del Patrono alla notizia dell’indizione per il prossimo 19 novembre della prima Giornata Mondiale dei poveri, voluta da papa Francesco a conclusione del Giubileo della misericordia. E ha sottolineato come “sia sempre possibile la conversione al primato della carità” che lungi dall’essere un proclama astratto si sostanzia di fatti concreti, incisivi nella vita di credenti, non credenti e corpi sociali. “I poveri non sono un problema, ma una risorsa per giungere al Vangelo” –  ha ribadito il Vescovo –  e recuperarne l’autenticità che ci salva.

E commentando i brani che la liturgia ha felicemente scelto per la solennità di Sant’Omobono ha voluto in particolare evidenziare quei 10 imperativi che il brano del libro del Siracide (prima lettura) ha riproposto come “nuovo decalogo” a quanti vogliano misurarsi con la carità vissuta.

Testo dell’omelia (pdf)

Al termine della celebrazione, dopo la benedizione e l’indulgenza plenaria accordata ai fedeli secondo le condizioni poste dalla Chiesa,  mons. Napolioni ha cordialmente salutato le Autorità presenti, mentre il coro guidato da don Graziano Ghisolfi  e la numerosa assemblea hanno fatto vibrare la Cattedrale sulle note del tradizionale inno a Omobono, padre che veglia benigno sul destino della città, “maestro di pace” dalla mano “protesa agli indigenti”.

Photogallery della Messa

Dopo la celebrazione in Cattedrale mons. Napolioni ha condiviso il pranzo con gli ospiti della Casa dell’Accoglienza, come consuetudine, incontrando e salutando i tanti rifugiati ed immigrati che vivono nella struttura gestita da Caritas diocesana. Domenica 26 novembre, presso la parrocchia di Cristo Re a Cremona, alle 12,30, parteciperà, insieme alle Autorità del territorio, al tradizionale “pranzo di sant’Omobono” da quest’anno collocato in una delle realtà parrocchiali della diocesi. Un modo per sottolineare l’inesausta opera di soccorso e sostegno messa in atto silenziosamente in tante realtà locali della Chiesa cremonese.

Photogallery del pranzo alla Casa dell’Accoglienza

 

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