«Non indignazione, ma sorrisi»: l’augurio di fra Paolo Boldrini per il 2019

L'intervento del religioso viadanese dei frati Francescani minori rinnovati, da oltre vent’anni missionario in Tanzania
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«Non indignazione, ma sorrisi»: è l’augurio di fra Paolo Boldrini per il 2019. Come consuetudine, il religioso viadanese (dei frati Francescani minori rinnovati, da oltre vent’anni missionario in Tanzania) anche quest’anno ha inviato una riflessione ai suoi compaesani.

Fra Paolo parte da una constatazione: «Al tempo dell’imperatore Augusto c’erano senz’altro tanti motivi per essere indignati. Eppure dal ventre della donna del Magnificat nasce Gesù, che – dopo aver lanciato, come tutti i neonati, un primo grido d’indignazione a causa del nuovo, assurdo e ostile ambiente, ben diverso dal tranquillo e sicuro grembo della mamma – mostra un volto sorridente: un sorriso che contagia chi sa cogliere il valore di una nuova vita, e che lascia invece indifferenti, o magari indispettiti e “indignati”, coloro che presumono di saperne di economia, demografia e piani di sviluppo».

Il Signore sorridente si fida della libertà degli uomini: «Il nostro Dio lascia a noi “indignati” di riscrivere la programmazione della micro e macro economia, la pianificazione dei sistemi sociali, le strategie di salvaguardia dell’ambiente, a partire non dalla festa commerciale di Natale e Capodanno, ma dal ricordo della nascita di un povero bambino sorridente nella grotta di Betlemme: una gioia grande per i poveri pastori e gli umili Re Magi, un motivo d’indignazione e rabbia per il potente e orgoglioso re Erode con tutta la sua casta».

A partire da tali considerazioni, anche fra Paolo ha scritto la tradizionale letterina: «Caro Gesù Bambino, non portarmi regali che mi fanno soffocare sotto un cumulo di rifiuti; non portarmi le macchine da guerra, i videogiochi dove si ammazza, le armi sofisticate che tanto piacciono ai genitori per farmi sentire un sicuro vincitore; non portarmi nemmeno tanti soldi che poi mi fanno sentire un dio e mi creano l’angoscia della scelta. Portami piuttosto con Te nella grotta scaldata dagli animali e dall’amore accogliente di Maria e Giuseppe; portami in regalo della paglia, che oltre a saziare l’asino e il bue sappia accogliere chi ha trovato le porte chiuse; portami la novità di un Dio che credevano indignato e invece si mostra con il sorriso da bambino; portami la novità della Pace che nasce dal tuo amore sofferto ma sorridente; portami tante cose belle da condividere con semplicità, per far sorridere anche i bambini di qua. Con affetto e gratitudine da fra Paolo, che ti aspetta a Pomerini in Tanzania».

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