Negli oratori anche snack equosolidali

Progetto educativo in sinergia tra FOCr e cooperativa “Non Solo Noi”
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I prodotti equosolidali incontrano i ragazzi, e lo fanno all’interno degli oratori: spazi educativi che possono diventare centri di sensibilizzazione sul valore etico dei prodotti alimentari. La cooperativa “Non Solo Noi” e la Federazione Oratori Cremonesi si incontrano per dare il via a un progetto a stretto contatto con i ragazzi e le famiglie. Così, a partire dalle prossime settimane, gli oratori metteranno a disposizione alcuni prodotti – perlopiù snack – provenienti dal commercio equo solidale. Un modo per spiegare ai ragazzi l’importanza di prevenire, all’interno delle catene di produzione, il dilagare dello sfruttamento e la violazione dei diritti umani.

La cooperativa cremonese – che ha un punto vendita a Cremona in corso Matteotti – dal 1995 lavora sul territorio per diffondere la cultura di un consumo responsabile e solidale. Si tratta di un’organizzazione senza scopo di lucro che da tempo dialoga con il territorio e con gli Oratori, ora con un gesto concreto volto a “contagiare” i giovani sull’onda di una partecipazione che nasce dalla sensibilità.

C’è, ad esempio, la storia di Emilio Mazzolari, responsabile amministrativo della cooperativa, che ha conosciuto il mondo del commercio equosolidale da studente e da quel momento non se ne è mai allontanato. È proprio lui a spiegare il progetto che entrerà negli oratori. «Si pensa spesso che i diritti dei lavoratori (le ferie, la malattia, la maternità) siano cose scontate. Purtroppo non è così, e per questo motivo – spiega Mazzolari – abbiamo deciso di provare ad entrare negli oratori, per portare alcuni prodotti provenienti da Africa, America Latina, Asia e dalle cooperative sociali italiane, per far capire ai ragazzi l’importanza di sostenere queste piccole grandi realtà produttive».

Si parte da una premessa che per Emilio Mazzolari è doverosa: «Non vogliamo cambiare le abitudini dei ragazzi. Proviamo solo ad affiancare ai soliti prodotti alcuni alimenti diversi. Le multinazionali che riforniscono i bar, a volte, non tengono conto dell’equità e dei diritti globali. Il nostro lavoro quotidiano dimostra invece l’importanza di questa missione».

Una missione in cui il lato economico è solo un dettaglio, che si concretizzerà anche con una serie di incontri organizzati con i giovani. «Nei prossimi giorni metteremo a punto un calendario di appuntamenti educativi con i ragazzi, dove proporremo attività educative sul tema del commercio equo solidale».

Emilio, che è responsabile della cooperativa Non Solo Noi insieme a Chiara Monteverdi, Sara Rota e a un gruppo nutrito di volontari, la butta lì: «Chissà che il nostro progetto non “contagi” qualche giovane al valore inestimabile di un’economia dal volto etico».

Brochure dei prodotti equosolidali

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