Musical al Ponchielli nel segno del gemellaggio post-terremoto

La compagnia “Teatro in bilico” di Camerino il 18 marzo a Cremona ha messo in scena la vita di santa Camilla Battista Varano, le cui spoglie sono conservate nel Monastero della Clarisse di Camerino distrutto dal violento sisma dell'ottobre scorso
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Un inno alla vita: con gli occhi lucidi, lo sguardo rivolto al cielo e l’abbraccio vigoroso di tutta una città. Questo è stata la serata di beneficenza di sabato 18 marzo con la rappresentazione di “Quasi una carezza”, il musical sulla vita di santa Camilla Battista Varano portato sul palcoscenico del Ponchielli dalla compagnia “Teatro in bilico” di Camerino.

Non professionisti, ma gente coinvolta con passione in un’avventura che, dopo il disastroso sisma nelle Marche, ha tutto il sapore di una tenace volontà di riappropriarsi della propria storia, anche religiosa.

Una serata che ha unito singolarmente l’intento benefico di partecipare alla ricostruzione del Monastero di Clarisse, ove è custodita la tomba della santa camerinese, con la riconoscenza civica di Cremona alla “meglio cittadinanza” che si è prodigata nei soccorsi post terremoto.

Un colpo d’occhio che ha forse impressionato, prima dello spettacolo, la platea del teatro: un palcoscenico che faticava a contenere i rappresentanti di vigili del fuoco, forze dell’ordine, esercito, protezione civile, croce rossa, caritas diocesana, geometri, ingegneri, architetti, associazioni e studenti che si sono avvicendati in centro Italia sin dall’inizio dell’emergenza sismica, e ancora oggi in attività.

I sindaci di Cremona e Camerino, e il Vescovo Antonio – “il nostro don Antonello”, a sentire gli amici della cittadina ora completamente abbandonata dalla popolazione e presidiata dall’esercito – hanno trovato le parole per un atto di gratitudine bello, doveroso e meritato.

Le immagini del centro televisivo diocesano hanno documentato in particolare il gemellaggio tra la realtà cremonese e l’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche.

Dopo l’ampia pagina introduttiva, il ricordo del terremoto ha lasciato posto alla celebrazione di una memoria ancor più radicata e sacra: il racconto teatrale della traccia di santità impressa nel cuore dei camerinesi da Camilla Battista Varano, canonizzata nel 2010 da Benedetto XVI.

“Una donna vissuta nel 1400 ma con una personalità fortemente moderna e attuale – ha commentato la regista – la personalità di chi trova quel coraggio e quella determinazione che solo la fede e l’amore in Dio possono dare”.

Di nascita nobile e agiata, Camilla avverte il richiamo a una vita povera e obbediente, fortemente contrastato dal padre, fino all’approdo sofferto alla consacrazione tra le sorelle povere di S. Chiara, le Clarisse. Il suo “viaggio”, illuminato da particolari illuminazioni mistiche fino alla morte (nel 1524), è stato raccontato con grazia ed eleganza sui registri di musica, danza, e recitazione, nella semplicità essenziale di scena e coreografia.

La scelta narrativa della regista Giulia Giontella – che dagli scritti di Camilla ha ricostruito alcuni passaggi decisivi della vicenda – ha privilegiato il tono intimo e coinvolgente per lo spettatore, perché la storia continui a essere sentita come “propria”.

“Ora a Camerino è rimasta solo Camilla, nella sua urna silente e solitaria – dice la giovane regista – le sorelle clarisse sono state costrette a lasciare il monastero. Tutto questo ci manca tremendamente. Ci mancano le sorelle clarisse, ci manca Camilla e la possibilità di farle visita. Con questa storia vogliamo trovare il modo di rimetterci in cammino insieme a Camilla, riprendere il viaggio anche se pieno di difficoltà, per rinascere ancora una volta, senza paura”.

 

LO SPETTACOLO

Lo spettacolo «Come una carezza. Il viaggio di Camilla Battista Varano» nacque nel 2015 per festeggiare il quinquennio della canonizzazione di Camilla le cui spoglie riposano in una povera ma bellissima urna del Monastero di Santa Chiara a Camerino.

Camerino e il suo territorio sono particolarmente legati a Camilla, alla sua intensa storia e alle clarisse che abitano il Monastero, luogo bellissimo costruito per Camilla dal padre e nel quale lei visse tutta la vita fondando la comunità di clarisse.

Dopo il violentissimo terremoto del 26 e 30 ottobre scorso il Monastero di Santa Chiara è andato quasi completamente distrutto e Camerino ha perduto un luogo simbolo di accoglienza e spiritualità.

Le sorelle clarisse sono state costrette a lasciare il monastero e a trovare ricovero presso quello di San Severino Marche. Solo Camilla è rimasta ad abitarvi, nella sua urna silente e solitaria.

«Come una carezza» ora, viene portato in scena perché il ricavato possa permettere la ricostruzione del Monastero di Santa Chiara, per ridarlo alla città di Camerino, alle suore clarisse, all’Italia.

La sceneggiatura del musical è tratta dagli scritti di S. Camilla Battista Varano ed è basata sulla sua esperienza umana e spirituale. Focalizzando l’attenzione sul tema dell’incontro con Cristo e del capovolgimento che tale incontro opera in chi si lascia toccare dalla Parola, lo spettacolo – attraverso il linguaggio musicale e della danza – si sofferma sulla battaglia che Camilla è chiamata ad affrontare prima di tutto con Dio (“in nessun modo volevo farmi suora”), poi con se stessa (“il mio cuore era imprigionato”), quindi con la sua famiglia e i suoi condizionamenti (“il faraone, cioè mio padre, mi teneva legata a sé e non mi avrebbe mai lasciata libera di partire”), nonché con il mondo circostante (“la vita mondana mi attraeva forte”), fino a sperimentare quella pace e quella pienezza che nascono in lei quando “sciolse le briglie del suo cuore e si lanciò in un volo meraviglioso”.

IL CAST

testo e regia Giulia Giontella
con Maria Vittoria Mancini, Emy Morelli, Giulia Giontella, Luigi Vannucci,
Sara Moscatelli, Claudio Cingolani, Diego Romano Perinelli
e con Stefano Ronconi, Rossella Campolungo, Roberta Grifantini, Stefano Severini, Stefano Burotti, Claudia Caprodossi, Luciano Birocco, Silvia Gubbini, Stefania Scuri
coreografie Emy Morelli e Maria Vittoria Mancini
movimenti di scena Emy Morelli, Giulia Giontella, Maria Vittoria Mancini
direttore di scena Roberto Valentini
tecnico audio Leonardo Francesconi

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