«L’obbedienza della legge praticata secondo coscienza»

Martedì 13 marzo il vescovo Napolioni ha presieduto in Cattedrale il "precetto pasquale" per militari e forze dell'ordine
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Nella mattinata di martedì 13 marzo la Cattedrale di Cremona si è riempita di uomini e donne in divisa, in servizio e in congedo. Esercito, polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, polizia penitenziaria e polizia locale. Davvero non mancava nessuno. L’occasione è stata la celebrazione del “precetto pasquale”, con la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni.

Ai piedi dell’altare i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Sull’altare due carabinieri in alta uniforme. In prima file la rappresentanze istituzionali.

Accanto al Vescovo i cappellani dei vari corpi: don Stefano Peretti (Polizia di Stato), padre Tiziano Sterli (Carabinieri), don Enrico Pirotta (Guardia di finanza), don Roberto Musa (Polizia penitenziaria), il parroco della Cattedrale mons. Alberto Franzini (Polizia locale del Comune di Cremona) e don Andrea Aldovini (Esercito), che ha aperto la celebrazione con il saluto al Vescovo, ricordando che nel cammino quaresimale verso la Pasqua il sentimento di pace e serenità che prevale nel cuore trova nutrimento nell’Eucarestia, nell’incontro con Cristo: “il Suo Amore per noi ci invita a vivere con Lui e con le persone che ci circondano in condivisione. La condivisione, sinonimo di amare, è già un risorgere”.

 

Mons. Napolioni nell’omelia ha subito evidenziato come questa celebrazione venga celebrata in un clima di familiarità, sentendo condiviso con i presenti lo spirito di servizio, di umiltà e di dedizione che contraddistingue la loro vita. Ha ricordato poi che: “la vostra non è una vita solo di ordine e legge, ma di servizio alla vita”. E guardando al Vangelo ha ricordato come “Gesù non segue le regole e i precetti alla lettera, ma discerne l’applicazione delle leggi”.

“L’obbedienza della legge va praticata secondo la coscienza di ognuno di noi nella concretezza della vita – ha proseguito – non bastano le telecamere e i sistemi tecnologici per dominare la realtà perché è umana, fragile e complessa e non può essere gestita da robot”.

Il Vescovo ha quindi sottolineato come “la giustizia di Dio non è punitiva, guarda al cuore, osa credere che nessuno è irrecuperabile e non scarta nessun figlio. Questa è una grande scommessa anche nella nostra democrazia e anche noi ci crediamo, non ci stanchiamo e non cerchiamo scorciatoie ma vigiliamo operosamente perché si porti benessere vero a tutti a partire dai più deboli e speranza alle nuove generazioni”.

Dopo le Comunioni tutti si sono messi sull’attenti per la Preghiera alla Patria.

Dio Onnipotente ed Eterno, cui danno gloria il cielo, la terra e il mare, ascolta la nostra preghiera.
Giurando fedeltà alla Bandiera, abbiamo promesso amore e servizio alla Patria, nel ricordo del sacrificio di chi è caduto perché noi vivessimo in un mondo più libero e più giusto.
Donaci, o Signore, la forza di custodire e difendere il bene prezioso della pace e, in comunione di spirito con tutti coloro che lavorano e soffrono, donaci la gioia di dare il nostro contributo, per la serenità delle nostre case, per la prosperità della nostra terra, per il bene dell’Italia. Amen.

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