Lavare i panni in casa: inaugurata la nuova opera segno di Caritas Cremonese

Presso la parrocchia del Cambonino, a Cremona, realizzata una lavanderia sociale e tre appartamenti per donne in stato di fragilità

Quest’anno più mai si può affermare che “per Sant’Omobono tutti gli stracci sanno di buono”. Non è solo – come ricorda questo proverbio cremonese – una questione di meteorologia, con il freddo (arrivato puntuale proprio in questa giornata) che fa andar bene ogni indumento pur di garantire un po’ di calore. “Sentono di buono” anche grazie alla nuova “opera segno” di Caritas Cremonese inaugurata nel pomeriggio di lunedì 13 novembre presso la parrocchia di S. Giuseppe, nel quartiere Cambonino della città: una lavanderia sociale, accanto a tre bilocali per donne in difficoltà.

La presentazione della nuova struttura dopo la benedizione da parte del Vescovo, che ha auspicato che anche le zone più periferiche della diocesi possano essere contagiate da questa fantasia caritativa.

A illustrare nel dettaglio quanto realizzato sono stati quindi il direttore della Caritas diocesana, don Antonio Pezzetti, e il suo vice, Cristiano Beltrami.

Presenti, insieme al parroco don Alberto Martinelli, diverse persone della parrocchia, ansiose di ammirare il recupero di questa struttura. C’erano naturalmente quanti, a diverso titolo, sono stati coinvolti nel progetto. E non mancava neppure il sindaco Gianluca Galimberti, insieme all’assessore Rosita Viola e Alessio Antonioli, nella doppia veste di operatore Caritas e presidente della Commissione consiliare sul sociale.

Una inaugurazione che in realtà vanta due progetti distinti, pur se in qualche modo collegati: e non solo per la vicinanza fisica.

Da un lato la lavanderia che permetterà di gestire i lavaggi di lenzuola e salviette di tutte le strutture della Caritas: circa 350 posti letto tra Casa dell’accoglienza (di Cremona e Casalmaggiore), comunità per tossicodipendenti femminile, casa per malati HIV/Aids, comunità per minori, centro accoglienza per donne e diverse forme di semi-autonomia alloggiativa.

Numeri importanti, che sino ad oggi nelle diverse strutture occupavano tempo e risorse che ora potranno dedicarsi ancora di più alla cura delle comunità lasciando l’attività di lavanderia a nuovi soggetti individuati e formati per tale servizio.

E qui c’è l’altro aspetto importante di questo progetto, con lo slogan “Lavare i panni in casa”, realizzato grazie a un contributo dell’8×1000: la risposta a un bisogno ordinario che diventa anche opportunità lavorativa ulteriore per soggetti in difficoltà. Un modello progettuale che Caritas Cremonese ha già sperimentato da tempo sul versante della ristorazione, realizzando ad esempio attraverso le proprie cooperative sociali “Carità e Lavoro” e “Servizi per l’Accoglienza” servizi di ristorazione per tutte le proprie strutture attraverso una cucina comune e un trasporto capillare.

Opportunità lavorativa che potrebbe essere offerta in primo luogo proprio alle donne ospitate negli alloggi realizzati a fianco con il sostegno dell’ATS Valpadana. Mini appartamenti protetti per donne sole con figli minori (anche disabili), realizzati tenendo veramente conto delle esigenze dei nuclei a cui sono destinati. Ambienti semplici ma di buon gusto, progettati con attenzione alle necessità quotidiane di vita in una casa.

Donne fragili sostenute con un’offerta abitativa, ma anche di occupazione, dunque, nell’ottica di promuovere la più ampia conciliazione possibile nei tempi famiglia/lavoro.

Due progetto risultati molto apprezzati dai residenti della zona, che hanno guardato anche con interesse al nuovo servizio lavanderia anche per le proprie necessità. E chissà che non possa essere proprio così in futuro. La lavanderia sociale non esclude, infatti, di aprirsi a nuovi servizi: a partire dal lavaggio degli indumenti degli ospiti delle varie comunità, ma magari estendendo il servizio anche ai privati, in particolare coloro che oggi si riferiscono alle lavanderie self service della città. Lavaggio e stiratura a cui, in una fase successiva, si potrebbero affiancare anche piccole riparazioni sui capi d’abbigliamento.

 

Photogallery

 

Interventi dopo la benedizione dei locali

Mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona

Don Antonio Pezzetti, direttore di Caritas Cremonese

Cristiano Beltrami, vicedirettore di Caritas Cremonese

Don Alberto Martinelli, parroco di S. Giuseppe al Cambonino

Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona

 

La nuova “opera segno” della Caritas raccontata nel Giorno del Signore

image_pdfimage_print
Facebooktwittermail