La veglia ecumenica ha aperto a Cremona la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

La sera di giovedì 18 gennaio nella chiesa di S. Ilario con i rappresentanti delle confessioni cristiane presenti sul territorio

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani a Cremona è stata inaugurata ufficialmente con la veglia ecumenica che il locale Segretariato per le attività ecumeniche (Sae), in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale ecumenica e il dialogo interreligioso, ha promosso la sera di giovedì 18 gennaio nella chiesa cittadina di S. Ilario.

Davanti all’altare i quattro rappresentanti delle confessioni cristiane presenti a Cremona: il vescovo Antonio Napolioni per i cattolici, il pastore della Chiesa cristiana avventista Franco Evangelisti, il pastore della Chiesa evangelica metodista Antonio Lesignoli e l’ortodosso padre Doru Fuciu. A separarli dall’assemblea tre catene, il segno che ha reso evidente il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno: “Potente è la tua mano, Signore” (Es 15,6).

Un intenso momento di preghiera in cui sono confluite le diverse confessioni per chiedere all’unico Padre la forza di vivere pienamente da fratelli, superando antichi conflitti e incomprensioni. In altre parole, spezzando le catene che, simbolicamente, rumorosamente sono state fatte cadere. Immagini di liberazione: dalle costrizioni materiali e da quelle più spirituali, nella lotta contro il peccato. Per questo, non a caso, accanto c’era una Bibbia aperta.

La celebrazione – introdotta dal saluto del parroco di S. Agata e S. Ilario, don Irvano Maglia – ha ricalcato lo schema della commissione internazionale dei rappresentanti delle diverse confessioni cristiane che, come ogni anno, ha preso spunto dagli stimoli offerti da una Chiesa locale: in questo caso quella dei Caraibi, che nella propria storia ha vissuto il dramma della schiavitù. Così come ha spiegato il prof. Mario Gnocchi, responsabile del Sae di Cremona.

Tra l’invocazione allo Spirito e i canti delle diverse tradizioni, i brani della Parola e la riflessione dei concelebranti.

Sul salmo 118 si è concentrato il pastore Lesignoli che, partendo dalla struttura del testo, ha sottolineato come la preghiera del salvato si trasformi nella preghiera dei salvati. Nella consapevolezza che quanti hanno sperimentato la misericordia di Dio non possono non compiacersi che altri vivano la stessa gioia, rallegrandosi dunque con essi nel ricordo di ciò che Dio ha compiuto anche in loro stessi.

Il brano dell’apostolo Paolo ai Romani (8,12-27) è stato sviluppato, invece, dal vescovo Napolioni che ha evidenziato la necessità di attingere quotidianamente alla fonte della Parola di Dio riconoscendosi fratelli assetati, desiderosi di rinfrescarsi per continuare il cammino. Necessario allora distinguere tra le tante voci per riconoscere la Parola vera. Solo attraverso di essa si potrà fare il passaggio dall’io al noi, dalla solitudine alla condivisione, dalla divisione all’unità, dalla paura alla speranza.

Toccante la testimonianza del pastore Evangelisti che, prendendo spunto dal brano evangelico della donna che tocca il mantello di Gesù in cerca di guarigione (Mc 5,21-43), ha ripercorso i suoi 35 anni di ministero con due vicende di rinascita. Quella di un giovane imprenditore di successo che, perdendo tutto in borsa, entra nella spirale del gioco d’azzardo e dei debiti sino a diventare sicario della mafia. Lui che voleva morire per liberarsi di tutti questi pesi, in carcere grazie alla lettura della Bibbia ha ritrovato la fede e la vita. E poi la vicenda di un bambino colpito da leucemia che, quando ormai tutto sembrava segnato, ha avuto la forza di affidarsi completamente alla volontà di Dio ritrovando anche la salute.

Il tema della Settimana è stato, invece, ripreso da padre Fuciu che, partendo dall’attesa di liberazione del popolo d’Israele, ha focalizzato l’attenzione sul vero liberatore, Cristo, vincitore della morte e del peccato. E ha indicato nella preghiera l’unica arma di salvezza. Da ultimo un appello per la pace, che tra gli uomini potrà consolidarsi solo dopo che ciascuno ha trovato quella che viene dell’alto.

Tra i momenti più suggestivi della veglia la recita del Padre nostro mano nella mano. Ma non è mancata neppure un’attenzione solidale, sempre in stile ecumenico, con le offerte destinate un progetto della chiesa Avventista contro il gioco d’azzardo e al sostegno dell’accoglienza delle donne vittime della Tratta grazie alla fondazione Madre Rosa Gozzoli di Cremona.

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Materiali per l’animazione della preghiera ecumenica

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