“La Santità di Francesco Spinelli forgiata nel fuoco dello Spirito” (AUDIO)

Nella prima celebrazione della memoria di San Francesco Spinelli il Vescovo Antonio ha presieduto l'Eucaristia a Rivolta d'Adda
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Come tradizione vuole, è toccato al vescovo Antonio chiudere, con la celebrazione di una messa solenne nel pomeriggio di mercoledì 6 febbraio, gli appuntamenti della festa che le suore Adoratrici del Santissimo Sacramento organizzano ogni anno ad inizio febbraio in ricordo di San Francesco Spinelli, fondatore del loro ordine.

Prima di celebrare l’Eucaristia nella chiesa della casa madre delle suore, monsignor Napolioni ha fatto visita alle suore anziane, ospiti della casa “Santa Maria” e lì ha celebrato i vespri. Poi, con il vescovo emerito di Cremona Dante Lafranconi, con le religiose ed i sacerdoti diocesani presenti (una quindicina i concelebranti), si è spostato nella chiesa di Casa madre, dove la messa è iniziata alle 17.30, con il saluto della madre generale Isabella Vecchio.

Ascolta il saluto di Madre Isabella Vecchio

“Abbiamo ancora nel cuore –ha detto madre Isabella- l’esperienza della canonizzazione di padre Francesco dell’ottobre scorso in San Pietro, un Santo sacerdote. Grazie a Sua Eccellenza, al vescovo emerito Dante, ai sacerdoti e a tutta la diocesi che ci è stata così vicino in quel momento così solenne ed importante per noi. La comunione fraterna –ha proseguito- genera la santità e per lei, Eccellenza, chiediamo questo dono. Fa, o Signore, che la chiesa cremonese si rinnovi nella luce del vangelo. Lo chiediamo per l’intercessione di San Francesco Spinelli. Grazie anche ai tanti sacerdoti ospiti qui oggi. È bello vederli in casa madre. E grazie anche alla fraternità eucaristica”.

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Come ha ricordato il vescovo all’inizio della sua omelia, a 106 anni dalla nascita, è stata questa la prima festa dedicata a padre Spinelli dopo la sua canonizzazione ad opera di papa Francesco. Santo lui, Santi anche noi. “Perché –ha sottolineato monsignor Antonio- la santità deve essere ora come un boomerang, cioè deve toccare a noi, e a questo compito ci educa la liturgia”.

Ascolta l’omelia del Vescovo Antonio Napolioni

Il vescovo ha invitato i presenti (chiesa gremita) a prendere esempio da San Francesco Spinelli, definito “Portatore del calore di Dio”. “Il suo non è un fuoco fatuo –ha proseguito- ma un fuoco basato sulla presenza attiva dello Spirito in tutta la sua realtà divina ed umana. Un fuoco nel quale è stato forgiato il suo cuore umile ed ubbidiente. Un cuore cui le prove che è stato sottoposto e le ostilità che incontrato nella sua esistenza non hanno rubato la gioia di una vita nel Signore e per il Signore. Tanti Santi del nostro tempo ci hanno insegnato a vivere con i poveri e così ha fatto anche Francesco Spinelli. Accogliamo come ha fatto lui –ha concluso- un Dio che si fa pane per noi affinché da nutriti possiamo diventare nutrienti e da deboli possiamo diventare forti ed attingiamo alla stessa fonte alla quale ha attinto lui per superare le prove lungo il nostro cammino”.

Non è mancato, da parte del vescovo, un pensiero per le suore Adoratrici: “Sappiate che la nostra non è una Chiesa che emargina la donna. Anzi, le conferisce un ruolo, senza scimmiottare alcuno”.

Al termine della funzione il vescovo stesso, il vescovo emerito ed i sacerdoti si sono recati in fondo alla chiesa, dove è custodita la teca con le spoglie di padre Francesco per la preghiera al Santo. È da lì che monsignor Napolioni ha impartito la benedizione finale a tutti i presenti.

 

Le parole e le immagini della Canonizzazione 

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