Il Vescovo: «È tempo che gli slanci missionari non siano più solo individuali»

Mons. Napolioni richiama l'intera diocesi a «riprendere le coordinate veramente ecclesiali di un progetto di Chiesa-missione che coinvolga tutti»

«La Chiesa diocesana deve riscoprire il valore della missione, qui e ovunque». Lo afferma il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, introducendo il supplemento missionario allegato all’edizione del 19 ottobre del settimanale diocesano “La Vita Cattolica”. «Dopo il viaggio in Brasile (in foto), dove ho incontrato nel luglio scorso quattro nostri presbiteri “fidei donum” (ossia preti diocesani che donano un tempo della loro vita sacerdotale alla cooperazione tra Chiese sorelle) – scrive il Vescovo – e avendo riflettuto in diverse occasioni su come questi ed altri sono “partiti per la missione”, ritengo che la nostra Chiesa diocesana debba riscoprire il valore della missione, qui e ovunque».

«Il calo numerico dei sacerdoti e dei consacrati – precisa mons. Napolioni – rischia di innescare logiche di paura ed egoismo, non solo nelle piccole comunità che temono di non avere più un parroco residente, ma anche a raggio più vasto».

Quindi una importante precisazione: «È tempo che gli slanci non siano più solo individuali, solitari. Occorre riprendere le coordinate veramente ecclesiali di un progetto di Chiesa-missione che coinvolga tutti, in modalità diverse e adeguate alla condizione di ciascuno. Vale per le nostre parrocchie, vale per il rapporto tra Chiese e culture diverse».

Nell’intervento del Vescovo anche il richiamo all’anno pastorale appena iniziato e focalizzato proprio sul “discorso missionario” di Gesù secondo il vangelo di Matteo (9,35-10,42). «Da tempo il Papa e i Vescovi – ricorda mons. Napolioni – chiamano le Chiese di antica cristianità, come quelle italiane, ad una conversione pastorale in senso missionario, perché una nuova qualità dell’evangelizzazione diffonda gioia e speranza in persone e famiglie provate spesso dalla sfiducia e dal non senso».

In conclusione l’invito del Vescovo «a meditare la Parola di Dio che ci chiama tutti ad essere discepoli-missionari, a riprendere gli orientamenti maturati nei decenni scorsi e ancora da capire e attuare, a pregare e maturare disponibilità e scelte di vita. Gli organismi diocesani faranno la loro parte, ma sarà feconda se accompagnata da un movimento di anime, a ogni livello. Anche il Sinodo dei Giovani dovrà brillare per apertura al mondo e alla missione, nel futuro che Dio ci prepara».

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