Il Vescovo alla Messa Crismale con il clero diocesano: «Ripartiamo dall’ascolto della Parola di Dio»

Monsignor Napolioni ha presieduto la celebrazione nella mattinata del Giovedì Santo richiamando ad un atteggiamento di «dialogo aperto». Durante la Messa il rinnovamento delle promesse sacerdotali per tutti i presbiteri
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«Un rifornimento di speranza», così il vescovo Antonio Napolioni ha concluso la sua omelia pronunciata in Cattedrale durante la Messa del Crisma, presieduta alla presenza di tutto il clero diocesano nella mattina del 18 aprile, Giovedì Santo. Come consueto la celebrazione si è aperta con la processione d’ingresso partita dal palazzo vescovile: i sacerdoti, a file di quattro, hanno attraversato piazza S. Antonio Maria Zaccaria e piazza del Comune intonando le litanie dei Santi della Chiesa cremonese.

Accanto a mons. Napolioni il vescovo emerito Dante Lafranconi, il vicario generale don Massimo Calvi, il vicario episcopale per il Clero e la Pastorale don Gianpaolo Maccagni, il delegato per la Vita consacrata don Giulio Brambilla, il vicario giudiziale mons. Mario Marchesi, i responsabili dei tavoli per il coordinamento pastorale, i cinque vicari zonali e i canonici del Capitolo della Cattedrale.

La Messa crismale è come da tradizione la “Messa del clero diocesano” che durante la celebrazione, all’inizio del Triduo pasquale, rinnova le sue promesse sacerdotali. Per questo, all’inizio della sua riflessione il vescovo ha rivolto un pensiero e una preghiera per i presbiteri «che il Padre ha chiamato a sé nell’ultimo anno: don Enrico Prandini, don Giuseppe Begnamini, don Vincenzo Cavalleri, don Stefano Moruzzi, don Adriano Bolzoni, don Silvio Spoldi e don Luciano Manenti».

Non è mancato poi il ricordo dei confratelli che festeggiano importanti anniversari di ordinazione: 70° don Albino Aglio – 65° mons. Mario Barbieri, don Giancarlo Bosio, don Vito Magri e mons. Roberto Ziglioli – 60° don Goffredo Crema – 50° don Mario Binotto, don Cristino Cazzulani, don Emilio Doldi, don Antonio Moro, don Edoardo Nisoli, don Eugenio Pagliari, don Pierluigi Pizzamiglio, don Silvio Soldo – 25° don Bruno Bignami, don Maurizio Ghilardi, don Roberto Pasetti e don Angelo Ruffini.

Nella sua riflessione monsignor Napolioni si è lasciato poi guidare da un versetto del profeta Isaia ricordando i doni che Cristo offre ai suoi consacrati: «una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto».

«La cenere – ha detto – evoca il consumarsi lento e inesorabile delle esistenze, l’invecchiare e il diminuire». Un pensiero che può generare anche nel tessuto ecclesiale e sociale «pessimismi e fatalismi che possono farci richiudere il Vangelo per relegarlo nel cantuccio delle cose inutili o delle pie illusioni». L’immagine della corona che rappresenta la vittoria dell’amore di Cristo – ha aggiunto però il vescovo – «ci ricorda l’urgenza della contemplazione e della carità» per dare vita ad un «cambiamento pasquale» a cui la Chiesa diocesana può giungere «se si impegna decisamente ad un ascolto condiviso della Parola di Dio, che possa accendere il cuore delle persone e delle comunità».

È un atteggiamento di apertura quello che evoca il vescovo parlando al clero: «Anche nella Chiesa possiamo alimentare forme di chiusura in se stessi o di solitudine condivisa», avverte, ricordando che invece «il Signore ci vuole intorno a sé, diversi ma uniti, in ascolto di Lui e in dialogo aperto tra noi».

Un dialogo che prenderà forma concreta con la prossima visita pastorale annunciata proprio durante l’omelia della Messa crismale dal Vescovo, e un’apertura che spalanca i confini della diocesi e la rende missionaria, aspetto sottolineato da un altro importante annuncio, quello della partenza di don Davide Ferretti per la parrocchia di Cristo Resuscitado, nella arcidiocesi di Salvador de Bahia, in Brasile.

«Davvero – ha concluso monsignor Napolioni – Gesù è per le strade di ciascuno di noi e oggi ci ha dato appuntamento per questo rifornimento di speranza».

Ascolta l’audio dell’omelia

Il testo dell’omelia (.pdf)

 

La solenne liturgia è proseguita con il rinnovo delle promesse sacerdotali, la preghiera per il vescovo e per tutti i presbiteri e la benedizione degli oli: l’olio degli infermi, quello dei catecumeni e il Sacro Crisma. La Messa è continuata con la liturgia eucaristica e i riti di comunione.

Al termine mons. Napolioni ha consegnato ai vicari zonali il cofanetto contenente le ampolle degli oli da distribuire nelle parrocchie delle rispettive zone pastorali ed ha letto alcuni passaggi della lettera di indizione della Visita pastorale che inizierà nell’ottobre 2019.

Dopo la Messa il Vescovo si è intrattenuto con alcuni gruppi di cresimandi presenti alla celebrazione. Un momento molto informale, fatto di colloqui anche di momenti quasi riservati per ciascuno.

 

 

La mattinata di è conclusa con un momento di fraternità in Seminario per tutti i sacerdoti.

 

La photogallery della celebrazione

 

 

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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