Il coraggio di partire al centro dell’incontro dei giovani della Zona 1 a Vailate

Ad aiutare la riflessione le testimonianze di un giovane di Caravaggio che ora vive negli Stati Uniti e di chi 16 anni fa è arrivato in Italia su un barcone dell'Albania
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Due storie molto differenti quelle proposte dalle testimonianze al centro del secondo incontro zonale dei giovani della zona 1 – “E’ tempo di partire” lo slogan – svoltosi domenica 18 febbraio a Vailate. “E’ tempo di partire…ci vuole coraggio” è il titolo di questo secondo incontro che ha visto due giovani raccontare la propria esperienza. Matteo, di Caravaggio, partito per gli Stati Uniti d’America, dove dopo il periodo di studio si è stabilito per lavoro. E Teki, originario dell’Albania, arrivato in Italia sedici anni fa da minorenne e che ora lavora come operatore per Caritas Cremonese, si è sposato ed è diventato papà.

“Io credo di non aver avuto bisogno di molto coraggio per partire – ha raccontato Matteo – era un mio progetto a cui mi sono preparato per quasi un anno. Migliorare la lingua, fare molte application, sistemare la burocrazia universitaria. Forse il coraggio mi è servito soprattutto per rimanere negli Stati Uniti, quando mi sono trovato al di là dell’Oceano, da solo, ad affrontare le prime difficoltà”.

“Ho trovato il coraggio di partire a sedici anni su un gommone dall’Albania – ha ricordato Teki – verso un luogo di cui non sapevo nulla. Non sapevo cosa avrei fatto, chi avrei incontrato e come me la sarei cavata. Ho avuto coraggio, ma spinto anche dalla necessità. Dal mio paese in macchina impiegavo quattro ore per poter fare la spesa. All’inizio è stata dura”.

Il dialogo con i giovani presenti dalle diverse parrocchie della zona ha toccato diversi temi.

“La mia fede, l’andare a Messa e le persone che ho incontrato nella parrocchia americana sono state le uniche che all’inizio mi hanno fatto sentire a casa”. Ha affermato Matteo, che poi ha proseguito: “Ho incontrato curiosità e rispetto per la mia fede, questo mi ha aiutato ad esserne sempre più consapevole e a crescere nel rispetto per la fede degli altri, anche se diversa dalla mia”.

Teki ha raccontato di aver incontrato persone che lo hanno aiutato, fino a giungere alla Casa dell’Accoglienza di Cremona. Ma non è stato sempre così: “Ho incontrato anche persone che mi hanno proposto altre strade non buone, ma mi sono ricordato sempre delle lacrime di mio padre, quando sono partito, e non avrei mai voluto aggiungerne altre. Ho imparato a scegliere le persone con cui stare”. E ancora: “Mi sono adattato alla cultura italiana, ho imparato la lingua che è fondamentale, ho deciso di seguire le regole e le leggi che ho trovato qui”.

 

I prossimi incontri

Nel mese di marzo il ciclo di incontri lascia spazio alla veglia delle Palme al palasport di Cremona (sabato 24 marzo).

La conclusione del percorso sarà domenica 15 aprile, alle 19.30 a Covo, con “È tempo di partire… verso la meta” con due testimonianze sulla morte: quella di chi ha perso un congiunto e un prete per aiutare a comprendere che cosa dice la fede cristiana della morte e della vita eterna.

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