“Gesù per le strade”, lettera pastorale del Vescovo dopo il Sinodo

Il testo, affidato ufficialmente ad ogni comunità cristiana, il 6 dicembre è stato consegnato da mons. Napolioni ai sacerdoti
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In occasione del ritiro del clero di giovedì 6 dicembre il vescovo Antonio Napolioni ha ufficialmente consegnato ai sacerdoti la Lettera pastorale post sinodale “Gesù per le strade. Il Sinodo dei giovani ci spinge…”. Si tratta di un atto al tempo stesso ultimo e penultimo: ultimo rispetto ad un percorso, quello del Sinodo dei giovani, che ufficialmente si chiude; penultimo per la natura stessa delle sue indicazioni che spingono a “continuare” la logica del Sinodo nelle esperienze che strutturano la Pastorale giovanile e la vita dell’intera Chiesa diocesana. Per questo la Lettera è indirizzata non solo ai giovani del Sinodo o a chi dirige gli oratori, ma a tutti.

 

Le parole di presentazione del Vescovo all’incontro del clero

 

Datata ufficialmente 13 novembre 2018, viene diffusa nel clima dell’Avvento appena iniziato, a conclusione del lungo cammino del Sinodo diocesano dei giovani: evento di una Chiesa che ha scelto di rimettersi in questione a partire da precise domande e risposte, quelle della vita degli ultimi arrivati alla fede. Di quei credenti ai quali, in un domani non così lontano, sarà affidata la Tradizione.

Il testo è stato affidato ufficialmente ad ogni comunità cristiana, perché divenga traccia di una profonda revisione pastorale, e non solo in rapporto all’universo giovanile. Tale è, infatti, lo scopo del documento – cinque capitoli, una serie di relative applicazioni concrete, tre passi suggeriti come inderogabili – che riassume e sviluppa le intuizioni espresse dai giovani sinodali nelle proposizioni conclusive votate nelle assemblee plenarie.

“Per le strade dei giovani” si incontrano solitudini e desideri inascoltati, disattenzioni educative e assenze. Anche il miraggio della trasmissione della fede mediante la distribuzione di Sacramenti segna il passo, rivelando l’urgenza di un mutamento radicale di prospettiva. “Per le strade della fede e della Chiesa” i giovani cremonesi condividono la necessità di “un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma”, come Francesco scrive nella Evangelii gaudium. “Una Chiesa più relazionale, amica e prossima, misericordiosa, capace di dialogo e testimone di vera gioia – continua la Lettera del Vescovo, in dialogo con il Sinodo vaticano – una Chiesa impegnata per la giustizia e per la promozione umana integrale. Una Chiesa popolo di Dio, dai molti volti, che va incontro al mondo smettendo di preoccuparsi di stare al centro, per esserne comunque fermento vivo”.

Le indicazioni pastorali offerte alla Diocesi affrontano gli ambiti che più hanno sollecitato la discussione nel percorso sinodale: il mondo degli affetti, la prospettiva della propria scelta di vita e del futuro, l’apertura alle voci del mondo. Superando la paura di camminare a fianco, di camminare insieme. Per la Chiesa cremonese il documento individua tre obiettivi che divengano stile pastorale: una regola di vita comunitaria che ritrovi il suo centro nell’ascolto evangelico, lo sforzo di rinnovata giovinezza della proposta oratoriana (anche nei nuovi contesti comunicativi e relazionali dei giovani) e infine la qualità del servizio reso alle nuove generazioni dal mondo adulto.

Il testo integrale della lettera

La scheda di lettura

 

Il Sinodo diocesano dei giovani in 7 minuti

Il Sinodo diocesano dei giovani raccontato in 7 minuti

In occasione della diffusione della lettera pastorale post sinodale "Gesù per le strade" del vescovo Antonio Napolioni proponiamo un racconto in parole e immagini del Sinodo diocesano dei giovani.http://www.diocesidicremona.it/blog/wd-doc-ufficiali/gesu-per-le-strade

Pubblicato da Diocesi Di Cremona su Giovedì 6 dicembre 2018

 

PER RIPARTIRE
(dall’introduzione della lettera pastorale “Gesù per le strade”

1. Nella festa di Tutti i Santi del 2016, la Chiesa Cremonese iniziava il Sinodo dei Giovani, col desiderio di vivere “un più attento e generoso ascolto del mondo giovanile, per cogliere… i segni dei tempi che annunciano quel futuro buono che Dio ci prepara”. Nella lettera di indizione affermavo che “nei giovani possiamo scorgere il Cristo che ci viene incontro, il Signore dell’Avvento, l’Uomo nuovo sempre in gestazione. Ascoltarli davvero ci insegnerà ad ascoltare maggiormente la Parola che si incarna, sempre”.

Come hanno detto i Padri del Sinodo 2018, voluto dal Papa su “i giovani, la fede e il discernimento vocazionale”: “Crediamo che anche oggi Dio parla alla Chiesa e al mondo attraverso i giovani, la loro creatività e il loro impegno, come pure le loro sofferenze e le loro richieste di aiuto. Con loro possiamo leggere più profeticamente la nostra epoca e riconoscere i segni dei tempi; per questo i giovani sono uno dei ‘luoghi teologici’ in cui il Signore ci fa conoscere alcune delle sue attese e sfide per costruire il domani”.

Abbiamo avviato il percorso, cercando di coinvolgere comunità, oratori, movimenti e associazioni, alcuni ambienti della realtà sociale e delle sue periferie, soprattutto la casa circondariale di Cremona. Ora non è necessario rievocare gli sforzi compiuti e i materiali prodotti, nelle diverse fasi. Ma non posso tacere la gioia di aver visto tutti i membri dell’assemblea sinodale impegnarsi davvero, nelle 5+1 assemblee finali, in un dialogo serio e appassionato, attento agli altri e alla realtà, proteso alla ricerca del meglio, perché la nostra Chiesa sia sempre più la Chiesa bella e povera di Gesù, che vive e porta il Vangelo, coi giovani, a tutti. Grazie a tutti i “sinodali” e ai membri della Segreteria che hanno lavorato così bene.

  1. Cosa ne pensa il Vescovo?

Nelle assemblee sono stato in attento ascolto, prendendo nota di tutto. Sul finire, i giovani mi han chiesto di dire la mia, per reagire alle loro domande e proposte. Ho chiesto tempo per riflettere, per confrontarmi con il Consiglio pastorale e con altri adulti della diocesi, rinviando ad una lettera pastorale il rilancio del dialogo e dell’impegno. E’ quello che cerco di fare con queste pagine, in cui recepisco le proposizioni sinodali, dimostrando quanto i giovani possono contribuire al magistero del Pastore e al cammino della Chiesa locale.

La lettera pastorale non è un riassunto del Sinodo, non è un programma, ma un messaggio che, come Vescovo, consegno con fiducia alla Chiesa di Cremona. Per rifletterci e discuterne, pregare e lavorarci insieme, da oggi in avanti.

Siamo sempre in ricerca delle tracce del Risorto, protagonista divino della nostra vita umana, tracce da riconoscere, interpretare, seguire. Mettiamoci su queste strade, lasciando ciò che ci trattiene e ci frena, per cantare, lodare e servire il Signore con tutte le generazioni.

Come leggere e usare questo testo?

Per mantenere freschezza di approccio, il testo è guidato (nei box a sinistra) da domande ed espressioni che ho raccolto dalla viva voce dei “giovani sinodali”. Poi, sintetizzo il messaggio che nel Sinodo lo Spirito manda alla nostra Chiesa, indicando atteggiamenti e stili cui convertirci tutti, con la grazia del Signore. Con alcuni utili rimandi al Progetto diocesano di pastorale giovanile del 2009 e ai lavori del Sinodo dei vescovi 2018. Sapendo che disponiamo già di orientamenti progettuali per la pastorale giovanile, in diocesi come nel mondo, questa Lettera cerca di darci una scossa perché il cuore si scaldi e il corpo ecclesiale si muova con coraggio. D’altronde, l’Evangelii Gaudium di papa Francesco resta la principale bussola per la conversione ecclesiale cui ci chiama oggi il Signore.

Per non mancare di concretezza, riprenderemo spesso un’ultima domanda fatta dai giovani: “E quindi…?”, indicando (nei box a destra) piste di lavoro su cui impegnarci.

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