Gemellaggio terremoto/9. A S. Severino l’Avvento iniziato con la Messa nella tensostruttura donata dalla Diocesi di Cremona

Il diario di Nicoletta D'Oria Colonna, di Caritas Cremonese, tornata dopo il week-end sui luoghi del sisma con i nuovi segni di generosità di molti cremonesi
image_pdfimage_print

Pian di Pieca, 28 novembre

Oggi sono tornata a Pian di Pieca, un viaggio sempre accompagnato dalla pioggia. Ho portato la nuova Panda 4×4 di cui Caritas si è dotata per l’avventura marchigiana. L’auto è usata, ma in buone condizioni, e qui è proprio ciò che serve. Anche questa settimana sono riuscita a portare generi alimentari e altre cose di uso quotidiano grazie alla generosità di alcuni cremonesi che hanno consegnato i prodotti in Casa dell’Accoglienza o presso l’ufficio Caritas. Mi faccio portavoce di un doveroso grazie di cuore a nome di chi ne beneficerà.

Alcune persone, con amicizia, mi hanno chiesto se da noi il Po abbia fatto danni con la sua piena e Benedetta, di 11 anni, ripassando le regioni per la verifica di geografia, in Lombardia ricorda Cremona perché la “lega” a me. La lega inconsapevolmente a tutti noi che ci adoperiamo affinché a lei non manchi quel sostegno materiale e soprattutto morale fatto di carità, fiducia, coraggio e speranza di cui, da secoli, i cremonesi sono generosi testimoni.

Ieri (domenica 27 novembre) Fermano ha partecipato alla prima Messa celebrata nella tensostruttura a San Severino: alla presenza del parroco e delle autorità civili circa trecento persone si sono riunite e hanno pregato insieme, tutti nello stesso posto per la prima volta dopo il terremoto di un mese fa. Anche in questo caso l’occasione mi permette di estendere i ringraziamenti alla Chiesa ed alla comunità cremonese che ha reso possibile questa realizzazione.

Nel territorio di San Ginesio i certificatori hanno iniziato il giro delle case: a chi viene segnalata l’inagibilità sono concessioni otto giorni per entrare con i vigili del fuoco e portare via le proprie cose per poi procedere con l’apposizione dei sigilli. Ma le persone non sanno dove portarle! Sono in tanti a preoccuparsi per i mobili: non ci sono magazzini.

Sono stata con Lina a far visita a un paio di famiglie: la prima ha sistemato una vecchia roulotte in un capannone, la seconda ha acquistato un piccolo container. Dormono, cucinano, vivono in tre in 12 mq combattendo con il freddo e la condensa… e sopportando ognuno la presenza degli altri.

Anche oggi le scosse di terremoto non hanno dato tregua: almeno venti di magnitudo superiore a 2. Io le percepisco raramente e la signora Marisa mi ha detto che sua nonna diceva “chi non lo sente sta in grazia di Dio”. Così con questa speranza mi preparo ad andare a dormire… ma prima il mio pensiero vola a “lu pecuranittu” (un pastorello) e mi scappa un sorriso.

Nicoletta D’Oria Colonna
operatrice Caritas Cremonese

Photogallery del 28 novembre

Speciale terremoto con il diario dei giorni precedenti

Facebooktwittermail