Gemellaggio terremoto/50. Non tutto è finito: la vita e speranza scorrono ancora

Il diario di Rossella Galletti che insieme al marito Marcello Villa, liutaio cremonese, ha proposto un laboratorio di animazione e musica per i ragazzi di San Severino e Pian di Pieca
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Scopoli – Villaggio Menotre, 8 agosto 2017

Durante lo scorso anno scolastico ho immaginato più volte il viaggio dei lavori dei bambini delle scuole, che partivano imballati da casa mia, facevano magari una sosta presso Caritas Cremonese e poi raggiungevano il Centro Italia sull’auto di Nicoletta per essere distribuiti ad altri bambini. Centinaia di stelline per santa Lucia, maschere a carnevale, conigli a Pasqua… Con le maestre, le amiche che si sono messe in gioco, e i bambini, abbiamo affidato ad ogni lavoretto il compito di portare un sorriso e un po’ di allegria, insieme al nostro affetto, a chi continua a vivere su quella “terra che trema”.

In un certo senso anche noi adulti ci siamo ritrovati bambini: sapendo di non poter fare miracoli e sentendoci impotenti davanti ad una situazione tanto drammatica. abbiamo lasciato viaggiare il cuore, insieme ai colori, alle fiabe, ai disegni… perché in certi momenti solo il cuore può viaggiare.

A tutto questo pensavo domenica 6 agosto, mentre con Nicoletta e mio marito guardavo scorrere davanti a me la stessa strada percorsa dai lavori dei bambini. Abbiamo raggiunto il Villaggio Menotre di Scopoli per trascorrere due giorni in compagnia dei ragazzi (bravissimi!) dell’oratorio di Castelverde e animare i Grest di San Severino e Pian di Pieca.

Due giorni sono pochi, pochissimi! Una toccata e fuga che, però, mi ha permesso di guardare negli occhi gente piena di coraggio, che ama la sua terra veramente meravigliosa, le sue tradizioni. Gente che ha voglia di parlare della vita che va avanti, anche se tra mille fatiche e che ti insegna tanto!

A San Severino la location del grest è il Palazzo vescovile e riusciamo a trovare angoli suggestivi e freschi nelle bellissime “cantine”. I bambini arrivano, si fanno coinvolgere e ti coinvolgono… si bloccano a bocca aperta solo davanti al suono del violino e ancora una volta capisci come la musica abbia il potere di fermare magicamente tutto per qualche minuto. Poi la richiesta che arriva sempre, puntuale… la richiesta che ti fa sorridere perché “accorcia le distanze”, ovunque tu sia! Un ragazzino guarda l’educatore di Castelverde e con gli occhi imploranti chiede di poter andare a fare una partita di calcio fuori, nel campetto poco distante, e quando la risposta arriva positiva gli occhi si accendono di gioia e si parte con un pallone in mano, alla ricerca della sfida.

A Pian di Pieca ti guardi intorno e vedi che non c’è più la possibilità di entrare in chiesa, che la Messa si fa in un salone che lo scorso inverno era diventato il dormitorio per ottanta persone. Vedi il sole cocente che non permette ai bambini di giocare fuori, perché l’unica zona in ombra potrebbe essere pericolosa (le scosse continuano ed è meglio stare lontani da angoli dove ancora potrebbe cadere una tegola o un calcinaccio). A Pian di Pieca potresti pensare che “qui tutto è finito”! Invece arrivano i bambini accompagnati da mamme e nonne che si fidano di te… poi arrivano i cuochi che prepareranno loro il pranzo… poi arriva lo staff che con entusiasmo sta allestendo “la festa del gambero di fiume” per il prossimo fine settimana e che ti racconta di come puliranno quintali di gamberi a mano. E allora capisci che la vita scorre… la speranza scorre… e che tu, per poter stare accanto a loro, devi nuotare in quella vita e in quella speranza che loro tengono giustamente strette al cuore come un tesoro prezioso.

E i bambini ti guardano con occhi rapiti mentre racconti e fanno domande e creano i loro lavoretti… e riescono a farti sentire a casa, come tutti i bambini del mondo!

Ora con loro restano i ragazzi di Castelverde con il loro grande entusiasmo e voglia di fare. Anche loro stanno nuotando nella vita e nella speranza che continuano a scorrere in mezzo alle difficoltà e anche loro ti fanno dire “GRAZIE” per aver conosciuto una gioventù che fa guardare al futuro con un sorriso.

Rossella Galletti

 

Rossella Galletti è autrice del libro “Il vento dei ricordi felici” (edito da NEC – Nuova Editrice Cremonese; con presentazione del vescovo Napolioni) realizzato con un progetto che ha coinvolto le scuole del territorio cremonese a sostegno degli interventi di Caritas Cremonese nelle Marche. Un parallelo gemellaggio in formato bambini iniziato lo scorso dicembre, per la festa di santa Lucia, e proseguito dopo le vacanze di Natale. Il progetto ha visto coinvolti i bambini delle scuole per l’infanzia “S. Angelo” di Cremona, “Pellegrini Guzzoni” di Monticelli d’Ongina e “Caduti in guerra” di Villanova sull’Arda; e gli alunni delle scuole primarie “Realdo Colombo”, “Bianca Maria Visconti”, “Beata Vergine” di Cremona, “Sette fratelli Cervi” di Bonemerse, “Alcide de Gasperi” di Alfianello, “Don Renzo Cominetti” di Brazzuoli.

Nelle giornate di lunedì 7 e martedì 8 agosto insieme al marito Marcello Villa, maestro liutaio e violinista di Cremona, ha preso parte al gemellaggio in terra marchigiana per un laboratorio di animazione e musica dal titolo “La torta speciale di topo Geroldo”.

Il libro “Il vento dei ricordi felici” è acquistabile presso la NEC (all’interno della Casa della Comunicazione di via Stenico 3, a Cremona, tel. 0372-20666) o contattando gli Uffici Caritas (via Stenico 2B, a Cremona, tel. 0372-35063): il ricavato a favore delle popolazioni terremotate.

 

Lo speciale sul gemellaggio

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