Gemellaggio terremoto/41. Il diario dei ragazzi di Picenengo

Volontari sui luoghi del sisma durante le vacanze di Pasqua, base operativa a Scopoli
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Scopoli, 16-19 aprile 2017

 

AVVICINAMENTO
Pasqua e Pasquetta sono due giorni di avvicinamento.
La prima tappa è Assisi, con vista al tramonto sulla via principale che attraversa da est a ovest la città di Francesco.
Assisi ci ha introdotto al tempo della semplicità.
Pasquetta trascorsa a Scopoli tra lavori di pulizia e di manutenzione delle casette di legno. Due di queste ci ospitano e ci fanno sentire a casa. Il mordente in faccia, sui capelli, sulle braccia o sulle gambe a mo’ di tatuaggio parla da sé. Il sole e la fugace visita a Rasiglia hanno dato calore e colore ad una Pasquetta originale.
Al cuore della giornata la S. Messa per la comunità di Scopoli alle 10.30, con gente contenta di rivedere cremonesi, anche se al momento per noi la cosa diceva poco.
In serata sosta a Foligno per un saluto al Vescovo, mons. Gualtiero Sigismondi, felice di un revival e una rinfrescata su Mazzolari.

 

PIAN DI PIECA
Le previsioni metereologiche parlavano di acqua in arrivo e non hanno tradito le attese, purtroppo.
La giornata marchigiana è stata seguita dal maltempo che non solo ci ha raffreddato, ma ci ha pure obbligato a variazioni continue di programma. A complicare ulteriormente le cose c’è stato un funerale, molto partecipato da parte della gente, ma ci ha costretto a condividere una sottile parete tra la nostra sala da pranzo e la chiesa/sala di comunità, dove c’erano parenti e amici a piangere il defunto.
Il terremoto è case distrutte. Lo abbiamo toccato con mano. Ma questo è poco o niente di fronte a quotidianità spezzate. Quello che nel quotidiano è vita con i suoi spazi e i suoi ritmi, il sisma ha fatto saltare inesorabilmente. Paesi fantasma, case senz’anima, luoghi disabitati come S. Casciano… c’è però una vita che non si rassegna e riparte. A piccole dosi. A brevi passi.
Adriano ci ha raccontato la sua esperienza del terremoto. È un’altra misura del tempo. I minuti e i secondi diventano interminabili e la paura si riaffaccia continuamente tra le pieghe della giornata. Ci ha accompagnato tra le viette di S. Ginesio, circondato da storiche mura!
Anche la signora che abbiamo incontrato all’uscita di S. Casciano, la prima famiglia che torna ad una sorta di normalità nel paesino, parlava col volto. C’è da ricominciare con il lavoro della terra, ma le incertezze sono davvero molte. Dalle sue espressioni il ritorno a casa sembrava dettato più dall’amore per le proprie radici che dalla convinzione di una rinascita.
La pioggia del pomeriggio ha portato tutto il gruppo a Sarnano per due ore animazione con i disabili dell’ANFASS.
Una parte avrebbe dovuto lavorare, cosa impossibile sotto la pioggia battente. Che bello vedere il gruppo rianimarsi e mettersi in gioco con questi ragazzi.
A volte ci sono talenti nascosti che non ti aspetti mai di vedere all’opera. Eppure basterebbe muovere un poco la cenere per riattizzare il fuoco del servizio alla vita. Ecco il nostro viaggio più lungo.

 

ESPERIENZA DI CRESCITA NELL’INSIEME
«La realtà è superiore all’idea»: così citò il Papa in una esortazione apostolica.
È una frase perfetta per questo tipo di esperienza fatta di tante emozioni.
Scopoli, il paesino che ci ha ospitato per la notte, è abbastanza tranquillo, gemellato con Cremona da circa 20 anni, non ha subito molti danni dal terremoto ma purtroppo la chiesa è inagibile.
Durante il giorno noi ragazze aiutavamo a fare le pulizie in preparazione alle sagre estive.

L’esperienza più significativa di questo viaggio è stata la testimonianza di una signora terremotata alla quale la casa è stata distrutta, mi sono commossa tanto.
Ringrazio il mio don per avermi portato in questo viaggio e Nicoletta che ci ha fatto conoscere tutto quello che c’è stato dietro l’aiuto. GRAZIE!

L’esperienza più toccante sono state le ore passate con i ragazzi disabili.
È stupefacente come ti cambia la prospettiva di vita trascorrendo anche poche ore. Ti insegnano cosa sia la sensibilità, il vero senso della parola. Ti fanno capire soprattutto che sono le piccole cose che contano e danno più felicità.
Un’esperienza che rimarrà sicuramente nitida come una fotografia.
GRAZIE!

I volontari di Picenengo

 

 

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