Gemellaggio terremoto/27. Il punto della situazione su Visso e la vicaria di Pieve Torina

Il diario di Nicoletta D'Oria Colonna, di Caritas Cremonese, sui luoghi del sisma dove un benefattore ha fatto arrivare alcune zuppe. Sostegno anche dalle parrocchie di Pandino, Calcio e Paderno Ponchielli
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Pian di Pieca 1 febbraio 2017

Sono passati cinque mesi dal terremoto di agosto e con don Gilberto, parroco di Visso, ho cercato di fare il punto della situazione rispetto alla sua comunità e, più in generale, alla vicaria di Pieve Torina.

Quasi tutti gli abitanti di Visso sono stati ospitati in strutture ricettive a Porto Potenza e Porto S. Elpidio, per lo più sembra che l’ospitalità potrebbe continuare fino al termine delle scuole. Per i bambini di Visso è stata organizzata una scuola a Loreto, presso uno stabile degli Scalabriniani, così da non separare i bambini tra loro.

Nel frattempo, a Visso la Protezione Civile sta realizzando un campo container (pronto tra una decina di giorni) da 48 posti letto, che resteranno a disposizione per sei mesi, in attesa che siano pronte le casette di legno.

Attualmente a Visso vivono circa 25 persone in roulotte ed altrettante in autonomia. Sembrerebbe che per questi container la Protezione Civile abbia una spesa di 20.000 euro al mese e che questi container arrivino dalla Slovenia. Naturalmente c’è chi si chiede perché prendere in affitto altri container quando ce ne sarebbero almeno 300 nella zona della Cascata delle Marmore fermi dal terremoto del 1997. Sicuramente questi non saranno oggi più utilizzabili, ma mi viene spontaneo farmi tante domande…

Fino a pochi giorni fa a Visso le persone rimaste mangiavano sotto un tendone in cui la temperatura è scesa anche a zero gradi: avevano quindi chiesto di vedere realizzato uno spazio che avrebbe potuto svolgere le funzioni sia di mensa che di luogo aggregativo.

Molte persone si stanno comprando piccole case di legno da porre nei giardini (c’è un boom di vendite di casette di legno su ruote) e ai pasti si recano nel tendone in comune. La mensa è gestita dalla Croce Rossa ma i pasti sono preparati dai militari.

La gran parte delle chiese è a rischio crollo e ci sarebbero ancora molte opere d’arte e i registri da mettere in sicurezza: purtroppo non c’è un luogo in cui ricoverare questo materiale. Inoltre la pericolosità degli edifici impone la massima attenzione.

Sempre a Visso ci sarebbe la volontà di realizzare un “centro di commercio” (tipo quello sorto a Camerino) in cui rendere possibile ai bottegai la ripresa dell’attività.

Una frana causata dal terremoto ha reso impraticabile la Valnerina con il conseguente problema degli spostamenti da e per le frazioni di Riofreddo, Rasenna, Femadre, Croce…per raggiungere le quali è necessario passare da Colfiorito triplicando i tempi di percorrenza. In queste frazioni ci vivono circa sessanta persone.

Ci si chiede come e quando sarà possibile far tornare gli abitanti a Visso, cosa si potrebbe ancora fare per creare le condizioni per permettere ad una persona di fare un nuovo progetto di vita lì.

Al termine dell’incontro in Curia a Camerino con don Gilberto ci siamo accordati per organizzare degli incontri di formazione per la Caritas di Pieve Torina.

Con l’occasione ho consegnato a don Gilberto ed a don Luigi alcune zuppe donate da un benefattore cremonese. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che con generosità continuano a donare a favore dei terremotati, in particolare l’Oratorio di Pandino, la Parrocchia di Calcio e la Parrocchia di Paderno Ponchielli.

Photogallery

Nicoletta D’Oria Colonna
operatrice Caritas Cremonese

 

Speciale terremoto con il diario dei giorni precedenti

 

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