Gemellaggio terremoto/20. Ascolto e vicinanza incontrando chi è rimasto nelle piccole frazioni

Il diario degli operatori di Caritas Cremonese sui luoghi del sisma
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Mercoledì 4 Gennaio 2017

Il sole a Pian di Pieca illumina paesaggi bellissimi e rende più sopportabile il forte freddo.

Don Luigi Verolini il 28 dicembre ha accolto me e Paola a braccia aperte ospitandoci nell’oratorio dove ho potuto sfiorare la vita del “campo” , ho incrociato e toccato mani, ho visto sguardi e ho sentito storie cariche di dolore e di speranza, ho avuto in dono sorrisi e lacrime e sono stata accolta a tal punto da sentirmi a casa. Il nuovo anno è stato accolto in un clima di vicinanza gioiosa, nell’oratorio si sono riunite circa 80 persone e durante la preghiera di ringraziamento un pensiero particolare è stato rivolto agli “Angeli di Cremona”.

Oltre alla vita quotidiana del campo, grazie all’aiuto di validissimi volontari locali, abbiamo conosciuto varie realtà della zona.

Per diversi pomeriggi – guidati da Graziella e altre volontarie di Caldarola – io, Paola e Fermano abbiamo portato dei pacchi dono e un po’ di  conforto ai pochi abitanti che, nonostante tutto, vivono ancora nelle ferite frazioni di Croce, Vestignano, Pieve Favera e  Colle Valle Valcimarra.

Il porta a porta non  è stata un’ opera facile perché molte case sono inagibili e sono state abbandonate. In questi piccoli borghi segnati da cicatrici profonde gli abitanti si conoscono tutti per nome e si respira una sana e forte unione tra di loro. Alcuni si commuovono, altri non smettono di ringraziare, tutti chiedono di non essere dimenticati.

A Colle Valle Valcimarra tutti i bambini attendevano il nostro arrivo con trepidazione (spero non mi abbiano scambiato per la Befana che stavano aspettando). Il terremoto li ha lasciati senza acqua ed elettricità, la chiesa (fortemente danneggiata) si affaccia sull’unica strada esistente e il freddo si fa sentire anche per i loro animali. Si teme quindi l’arrivo della neve che da giorni è annunciata.

L’opera di ascolto e vicinanza è stata portata anche alle persone – per lo più anziani – che sono tutt’ora ospiti presso le strutture alberghiere della costa, nello specifico a Grottamare e Martinsicuro. Chiaro è il bisogno da loro espresso: in hotel stanno bene, ma temono per il loro futuro, non sanno nulla delle loro case e la maggior parte di loro non è più tornata al paese perché il viaggio richiede un’ora e mezza di macchina. Ci salutiamo con la promessa di rivederci presto e con la certezza di una presenza che non li faccia sentire soli.

Nella giornata del 2 gennaio Agostino e Angelo ci hanno portato a Ripe San Ginesio per farci conoscere i “loro ragazzi” ospitati in un centro residenziale per disabili e che, a causa del sisma, hanno dovuto subire ben due trasferimenti. Per loro abbiamo preparato una merenda e tutti insieme ci siamo divertiti cantando accompagnati dalla chitarra.

La condivisione di queste forti esperienze con i ragazzi del Liceo Vida è risultata costruttiva e significativa. I ragazzi di son Stefanito si sono dati da fare nelle molteplici attività a loro proposte, la loro carica e il loro entusiasmo hanno portato giovamento  a tutte le persone che abbiamo incrociato in questo nostro seppur breve cammino.

A Pian di Pieca splendeva il sole mentre R. mi diceva che erano giorni bui: ci siam guardate e abbiamo sorriso, perché il sole splende anche se a volte fatichiamo a scorgerlo.

Cristina Pinelli
operatrice Caritas Cremonese

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