Gemellaggio terremoto/19. L’esperienza di volontariato degli studenti di IV e V del Liceo Vida

Il diario di Nicoletta D'Oria Colonna, di Caritas Cremonese, sui luoghi del sisma, per un giorno lascia spazio alla testimonianza di alcuni giovani volontari
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Pian di Pieca, 1° gennaio 2017

Condivisione. Macerie. Solidarietà. Collaborazione. Unione. Sorrisi. Tristezza. Altruismo. Sostegno.

Prendiamo il testimone da Nicoletta… siamo un gruppo di ragazzi di IV e V del Liceo Vida di Cremona che, con convinzione ed entusiasmo, ha aderito al progetto “DiamociUnaMano” proposto dalla Caritas cremonese.

Un’esperienza intensa ed arricchente, a contatto con la struggente realtà del terremoto nel Centro Italia, ci ha resi partecipi di sofferenza, sorrisi e collaborazione, nella consapevolezza di non essere mai soli, perché sempre supportati dalla preziosa guida degli operatori della Caritas di Cremona, che ci hanno accompagnato anche nella visita delle famiglie rimaste sul territorio.

Il piazzale della chiesa di S. Cassiano (MC), dove don Luigi è parroco, era pieno di macerie. Le macerie. Sono pezzi della chiesa, del campanile e sono una parte dell’animo delle persone. Abbiamo spostato tanti pezzi. Quelli più belli e preziosi li passavamo tra le nostre mani, in una catena inarrestabile, fino al bancale dove venivano impilati, in attesa di “dare nuova vita”. In don Luigi quei pezzi trovavano già un’unità grazie alla sua incrollabile tenacia e determinazione.

Finché il suo viso, insieme ai nostri, ha cambiato espressione, quando abbiamo spalancato la porta della canonica. Tutti i giorni apriamo e chiudiamo porte fisiche e non. Quella mattina (martedì 27 dicembre) abbiamo contribuito ad aprire la porta della sua casa, del suo cuore e del suo sogno, che le macerie del campanile avevano chiuso.

Il lavoro a S. Cassiano ha riportato alla luce anche una campana, grande festa e sprone per ripartire davvero!

Il nostro piccolo contributo si è poi concluso vedendo quel piazzale sgombero, frutto di una fatica umile e costante. La stessa che ci ha motivato nello stare con alcuni bambini accorsi a Pian di Pieca (MC) per vivere momenti di gioia e condivisione che speriamo e (crediamo) abbiano provato nello scartare i regali, consumare la merenda delle quattro e correre nel prato per afferrare quella bandiera tanto desiderata.

La nostra esperienza non finisce però qui. Essa si è alimentata anche attraverso “uscite sul campo” e ascolto di chi il terremoto l’ha vissuto davvero, come il parroco di Camerino, don Marco, che ci ha trasmesso e confidato ciò che il cuore gli sta suggerendo in questi momenti difficili.

È viale Giacomo Leopardi. Sulla destra c’è il silenzio di un centro storico in zona rossa. Un silenzio che rende il cuore freddo. Dall’altra parte c’è un paesaggio mozzafiato con sfumature infinite rosa e azzurre del tramonto. Così Leopardi sembra dividere il vuoto di quelle case e la pienezza di un paesaggio rigenerante. Mentre Don Marco racconta di una Camerino giovane e fervente, devota al suo patrono, S. Venanzio, le strade ora sono deserte, in attesa di una rinascita.

Photogallery

Gli studenti del Liceo Vida di Cremona
volontari sui luoghi del sisma

 

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